Home La nota Archivio la nota Belfagor TGweb Archivio DirettaVideo Meteo Scavi WebRadio MondoTV

 

IL PARCO ARCHEOLOGICO

                SCOLACIUM DI BORGIA

 

  • In località  Borgia  un vasto comprensorio di circa 35 ettari, conserva i resti monumentali della romana Scolacium.

    Il territorio, coltivato ad uliveto e recentemente acquisito da parte dello Stato (1982), costituisce il primo Parco Archeologico della Calabria.

    Gli scavi, iniziati nel 1965 per iniziativa del Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria Prof. G. Foti e affidati all’archeologo G. Arslan, hanno riportato alla luce, nel corso di circa treant’anni, significativi monumenti – teatro, anfiteatro greco, terme, necropoli, foro ed un grande edificio – nonché numerose iscrizioni e molte statue acefale togate che si conservano nei locali dell’antiquarium sito all’interno del Parco.

    Fra tutti, il maggiore rinvenimento, oltre che il più conosciuto è il TEATRO ROMANO risalente al II sec. d.C .

    Di dimensioni ragguardevoli, raggiunge i novanta metri di diametro, mentre la lunghezza della scena e del muro del pulpito è rispettivamente di metri 37 e 29.

    Paragonabile al teatro grande di Pompei, si pensa avesse una capienza di circa 5.000 posti.

    Ma, all’interno del Parco, quella che maggiormente attira l’attenzione l’impotente costruzione, straordinaria per aspetto e dimensioni, di S.MARIA  DELLA ROCCELLA. 

    Una gigantesca rovina, completamente isolata e staccata dall’ambiente che la circonda, oggetto nel tempo di infinite discussioni.

    La si è voluta tardo-antica del V-VI sec., alto-medievale del VII-VIII sec., basiliana ed infine normanna, come ormai la ritiene la maggior parte degli studiosi concordi nel datarla tra la dine dell’XI e la metà del XII sec.

    La chiesa a croce latina, come attualmente si presenta, in mattoni rossi e priva di copertura, costituita da una grande navata (69 m. di lunghezza e 19 m. di larghezza) e da una visibile cripta interrata, sottostante alle absidi ed al presbiterio, probabilmente non fu mai ultimata.

    Tappa obbligata di numerosi viaggiatori, si è sempre presentata col suo enigmatico fascino, inserita in un quadro di stupenda poesia in cui arte e storia si fondono e di confondono in dolce armonia.

  •