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Quantu è cunnu u cunnu

 Pare che i cittadini borgesi abbiano deciso di farsi prendere per i fondelli, (per non dire altro) dai signori amministratori, che hanno deciso, il 29 di maggio scorso, di confezionare una commissione d’inchiesta sulla presunta discarica della Battaglina. Da qualche giorno è arrivata la nomina dei sette componenti della commissione, a questi vanno ad aggiungersi di diritto il sindaco ed il presidente del consiglio. In buona sostanza, sono sei per la maggioranza e tre per la minoranza, quella che si può definire una "commissione paritetica". Chimmu vi viu santi! Cosa dovrà fare questa commissione? Dovrà cercare di fare luce sulla vicenda della presunta discarica, come se le cose, già ora, non siano sufficientemente chiare. Per fare tutto ciò è necessario che la commissione rimanga operativa per ben due anni. Alla fine riusciremo a sapere chi bisognerà crocifiggere. Aspetta ciuccio mio e non mangiara ‘nzinu c’ arriva l’erva e maju. Non ci permettiamo di suggerire nulla ai signori illuminati dell’amministrazione ma, forse era meglio farla durare tre anni, così si poteva tranquillamente arrivare alla conclusione della consiliatura. Anche quando non si sarebbe approdati a nessuna conclusione si poteva tranquillamente affermare che: " non c’è stato più tempo. Peccato, stavamo facendo un grosso ed interessante lavoro." Insomma, i sette componenti dovranno interrogare anche gli autori della convenzione e per fare ciò, hanno incaricato gli stessi autori, non personalmente quelli ma, i nuovi adepti. Sempre gli stessi, andranno a sentire i responsabili delle autorizzazioni a livello regionale, provinciale ed infine, anche la magistratura. Ma chissi si crudunu ca i borgisi nasciru aiari e camminaru oja? "Sarà così ma, non ci credo" diceva il comico Macario.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


U sindacu nuastru è ‘ngarbatu

Però, u sindacu nuastru è ‘ngarbatu. Posso affermare che il sindaco può contare sopra un altro lavoro ed io, in qualità di diavolo, proprio perchè sono contrario a certe cose della chiesa, penso che abbia un avvenire assicurato. Potrebbe fare il sacrestano. Lo abbiamo visto di recente portare il paliotto per la processione del Corpus Domini. E’ stato perfetto, ogni tanto gli è stato dato il cambio, però, il suo impegno è stato esemplare. Tutto compreso com’era nella sua nuova funzione, si è curato solamente di portare a termine l’incombenza. Ha rifiutato anche la presenza degli altri membri della giunta, anche perchè costoro, non erano all’altezza del compito. Si può tranquillamente dire, che nessuno dei cittadini che seguivano la processione si è permesso di salutarlo, nessuno gli ha rivolto la parola, del resto come sta scritto nella cabina degli autobus, "non parlare al guidatore". Sta vota pe’ chissu, ma mi para ca nessuno u vida e nessunu u penza. Vorria u dicu a parola giusta.... insomma, nessunu u caca. Però, piace molto alle beghine e alle pie donne. Senza meno avrà guadagnato una decina di voti. Buoni mu si menta a lu terzaruolu.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Chimmu vi fannu na passa e mazzati

Chimmu vi fannu na passa e mazzati, non è possibile andare a dire in giro che l’altro giorno, il sindaco di Borgia non era presente alla Battaglina, in occasione del tour elettorale dell’on. Matteo Orfini, quello della corrente "Giovani turchi" del PD. Alla fine del giro, lo stanco e spossato Matteo, ha fatto visita alla Battaglina, giusto in tempo per vedere quanto stavano per combinare i suoi compagni di partito. Avete raccontato che c’erano parecchi sindaci del comprensorio, ma che mancava quello di Borgia. Menzogneri fetusi e malati e capu, il sindaco, che proverbialmente è un personaggio schivo, modesto, non intende fare il cavallo di parata, se ne sta in disparte sempre. Anche in quella occasione ha cercato di nascondersi, di farsi vedere il meno possibile In effetti ci è riuscito.. Ebbene, quel giorno, il dr. ing. Sindaco era presente sul posto, voi non lo avete visto perchè si era nascosto dietro uno degli ultimi alberi di alto Fusto. Era proprio l’ultimo di tutti quelli enormi alberi che la mano dell’uomo aveva provveduto ad abbattere per fare spazio alla discarica, nota come l’isola ecologica della Battaglina. Siccome, il sindaco è un frequentatore assiduo di quel sito, sapeva dell’esistenza di quell’albero e per tempo si era nascosto, in virtù della sua proverbiale modestia. Ma u sapiti ca stu poveracciu, propriu u venneri appa nu compito accussi pisanta, nommu si augura mancu a nu cana, fu costretto a portare la fascia tricolore per tutta la giornata. Comincia al mattino e finisce a tarda sera. E Nommu penzati ca a fascia non pisa nenta, quella contiene tutti i problemi del paese, tutti i problemi dei cittadini, insomma un paese intero da portare a tracolla. Qualche volta, in questa ardua impresa, gli da il cambio il vice sindaco ma, in effetti è una fatica da non credere. Infine, perchè il sindaco non doveva essere presente, che cosa aveva da temere ? E’ stato il primo a non volere tirare fuori la faccenda della discarica, il primo che ha cercato in tutti i modi di arginare la Sirim, il primo a sdemanializzare gli usi civici, che sta facendo spendere un sacco di soldi ai cittadini borgesi, per consulenze e pareri legali. E’ stato il primo sindaco, a fare intervenire un sacco di carabinieri e celerini, per tutelare l’integrità dei cittadini, nel corso dei consigli comunali, che cavolo volete di più?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Avarianu u li mentunu nu furgulu a lu culu

Questa volta è vero, Belfagor deve imparare a stare zitto qualche volta. Cercherò di fare tesoro di questo suggerimento che io stesso mi sto dando. Però, siccome sono un diavolo e non potendo venire meno alla mia immagine, non accetterò il consiglio. E’ vero, quando ho scritto che la biblioteca comunale è chiusa da tre anni e mezzo, ho detto una fesseria. Infatti, l’istituto comprensivo Sabatini e la biblioteca comunale di Borgia, saranno gli sponsor di un premio letterario organizzato da non sappiamo chi. Quindi, la biblioteca funziona e non è vero che rimane chiusa sempre. Senza meno, i battenti li aprirà durante la notte e, siccome la cittadina è ormai diventata un dormitorio, la gente va a letto presto e non si è accorta che a biblioteca rimane aperta sino al mattino alle quattro. E’ arcinoto che gli studenti in vista dell’esame finale, studiano di notte, pertanto è stato fornito un orario su richiesta. Ma che cosa credete! I nostri amministratori studiano anch’essi di notte, per dare risposte e servizi ai loro amministrati. Mentre voi, dormite loro vegliano e studiano. Sono "inde- fessi" (loro o voi). Ancora una volta, mi scappa la battutaccia,

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Sta vota ammu cangiu saiu

"Sta vota ammu cangiu saiu", sono costretto ad essere buono. La società calcistica borgese è in prima categoria, evviva, evviva. Vorrei abbracciare tutti i giocatori con affetto, intendo fare i complimenti al presidente e al mister. Franco Lapiana si stanno muovendo verso il traguardo che il fratello era riuscito qualche anno addietro. Sono scarsamente attrezzato nel mondo del calcio e quindi, non posso consigliare niente a nessuno per il prossimo anno, spero solamente che possa essere un campionato di eccellenza nella categoria superiore. Forza ragazzi! Fatevi onore anche il prossimo anno e tutti i borgesi saranno con voi come hanno fatto quest’anno. Ora ci rimanete solo voi a darci l’orgoglio di essere borgesi, pensare di avere altrettanta soddisfazione da parte di questa amministrazione, per una qualsiasi manifestazione, è pura follia. Mo, mutu u saiu e tuornu natra vota diavulu. Voglio fare i complimenti all’amministrazione comunale, infatti c’era un suo rappresentante a fare i complimenti e farsi fotografare insieme ai calciatori e dirigenti. Ha penato bene di dare un mazzo di fori ai calciatori ed un abbraccio per il traguardo raggiunto. Nello stesso tempo, hanno invitato presso il palazzo comunale tutta la società sportiva, per attribuirle ufficialmente il giusto riconoscimento. Mi dicono che tutto ciò non è avvenuto e che non corrisponde a verità. Capisco anche il perché. Caro presidente e cari giocatori, siete stati bravi, però, adesso avete messo nei guai seri il signor sindaco, infatti, già da questo anno dovendo applicare il regolamento della federazione, non si potrebbe giocare nel campo santa Lucia, non è regolamentare. Se poi, il prossimo anno vi verrà in mente di fare il bis ed andare nella categoria superiore. In quel preciso momento i guai per l’amministrazione saranno veramente seri. Quindi, pensando al futuro, il signor sindaco non è stato presente alla magnifica partita. Chimmu vi viu santi e ricchi, ma che vi è venuto in testa di fare il salto di qualità! Potevate restare nella categoria attuale e stavano tranquilli tutti. Il sindaco poteva tranquillamente regalare ad un’ associazione catanzarese (quasi mille e 200 euro per l’acquisto di coppe, targhe e medaglie) adesso, pur volendo farvi un piccola targhetta, dove volete che vada a prendere i soldi? Siete stati intempestivi, potevate aspettare il prossimo anno a vincere il campionato?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Clu chi non vitta mai cammisa.......

Al comune la telefonata è arrivata a velocità supersonica, "Mandatemi la fascia tricolore, devo rilasciare alcune interviste." La fascia è arrivata, ma in ritardo. Chi pagherà per questa trascuratezza? Ve lo immaginate il sindaco che appare in televisione e supponendo che, il telespettatore si ponga al video in ritardo, come fa a sapere che è il sindaco, quello che sta parlando? Invece, se indossa la fascia è tutta un’altra cosa. Chi vi viu ricchi! Perchè non l’incartate e la consegnate al titolare, anziché lasciarla nel fondo di un cassetto? Uno se la porta a casa, la indossa davanti allo specchio, in modo da vedere se gli dona e come gli casca addosso, se indossarla sulla parte destra o a sinistra. Nel nostro caso è un po’ troppo lunga, quindi si potrebbe pensare di accorciarla un tantino o forse è meglio che il titolare indossi un paio di scarpe con un tantino di tacco in più, in definitiva potrebbe lo slanciarlo un pochino. Quando non li serva, a dassa supa a culonnetta, accusi a guarda u jurno e a notta. E poi, volete mettere, fare l’amore coperto solamente dalla fascia al collo, con lo stemma della Repubblica che gli batte sul deretano, inzomma, supa u culu. E’ una goduria infinita, roba che ci rimanda a lontani ricordi, quando qualcuno faceva l’amore tutto ignudo, con il fez in testa e gli stivali ai piedi. Chimmu v’arranca l’anima!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Siti sulamente mali pensanti

Siti sulamente mali pensanti, u vidistuvu ca l’addetto stampa do sindacu ‘nc’è! La scelta, come era ovvio, è andata all’indirizzo di un forestiero amico. Del resto è meglio così. Per occupare un posto di grande responsabilità, non era possibile affidarlo a chiunque. Del resto, la nostra cittadina è il fanalino di coda per tante cose, simu poveri e pacci. Ad esempio è stato necessario reperire un esperto per l’ufficio tecnico e quindi, si è pensato di trovarlo in una grande città, nella quale è ovvio è possibile fare parecchia esperienza. Pertanto, si è pensato di rivolgersi al grande centro di Sorbo San Basile, allo stesso modo l’esperto dirigente amministrativo siamo andati a reperirlo a Sersale, così come l’amministratore è stato costretto ad affidare le varie perizie tecniche a professionisti non locali. Chimmu v’arranca l’anima! Del resto, era necessario l’addetto stampa, specialmente ora che verranno consegnate parecchie opere pubbliche, si comincerà con il palazzo dello sport, che verrà inaugurato a ottembre di questo anno, poi toccherà all’asilo d’infanzia che aprirà i battenti per il mese di giugnembre, prima ancora, ad aprilaggio verrà inaugurata la palestra della scuola elementare. Insomma, stu poveru addetto stampa a mu fatica puru a notta pemmu passa li notizi a li giurnali. Il prossimo anno e, proprio a gennembre, cominceranno i lavori del museo narrante, mentre a lugliembre quelli del palazzo Calogero Non abbiamo menzionato tutte le altre grandi attività che l’amministrazione ha in cantiere e che terranno impegnato l’addetto stampa per lunghe ore del giorno e della notte. Infine, ci sarà la nuova piazza del S, Rosario, i lavori inizieranno a marzembre. Avete capito tutti che queste iniziative, la consegna delle opere pubbliche e tutte le altre attività, verranno consegnate al più tardi, u juorno do furnu.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Natru poco passamu puro a la storia

E’ una notizia che i borgesi dovranno prendere con grande che favore, fra non molto finiranno sui libri di testo La storia si occuperà del nuovo patto fra chiesa ed amministrazione comunale. Chimmu vi viu santi. Il conte di Cavour, prima di morire disse al frate confessore, " ricorda frate, libera chiesa in libero stato". Poi vennero i patti lateranensi del 1929 con Mussolini e nel 1984 quelli di Craxi, oggi anche se in minus ed a livello locale, sono arrivati quelli del sindaco Fusto. La prima uscita di questo accordo è previsto per il sette di questo mese e cioè mercoledì alle ore 18 in piazza Ortona. In definitiva, a Borgia è stato convenuto di esercitare in contemporanea, il potere spirituale e quello temporale. La sera di mercoledì si parlerà dei problemi della cittadina, sarà dedicato molto spazio ai furti che si stanno verificando. Aviti nu pocu e pacenza, compara mio e scusati nu pocu, non era meglio rivolgersi ai carabinieri? Perché il sindaco non ha pensato di andare a parlare con il colonnello comandante del presidio provinciale, al quale poteva chiedere una maggiore presenza di carabinieri in loco? Perché non si è affrettato a dare la nuova caserma ai militari dell’Arma. Se ormai l’intoppo e solamente burocratico, perché non partire per Roma e recarsi al Ministero degli Interni per accelerare i tempi? Signor sindaco, allo stesso modo di quando si è affrettato a chiedere l’intervento delle forze di polizia, in occasione dell’ultimo consiglio comunale, poteva fare la stesa richiesta per la tutela dei cittadini soli ed anziani che vengono visitati dai ladri. Perché non lo ha fatto? Ora che ha richiesto la partecipazione del confessionale, pensa che il problema si risolverà? Una volta i consigli si pagavano, ora sono gratis, lo può accettare o far finta di non averlo sentito, però faccia attenzione, non si sbilanci parlando della discarica della Battaglina. Io Belfagor, da pessimo diavolo vorrei ricordare ai sacerdoti la frase di un grande politico che disse a don Sturzo, (che aveva ben altra stazza) "Non si laceri la tonaca passando a fatica fra i rovi della politica" In pratica a ciascuno il suo Ricordate voi signori in abito talare che anche per voi le vie dell’inferno sono sempre lastricate da buone intenzioni.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Una novità assoluta

L’amministrazione comunale, in funzione del consiglio comunale del 30 di questo mese, ha deciso di fare intervenire massicciamente le forze dell’ordine. "Mala non fara e paura non aviri" Allora! A che servono poliziotti e carabinieri? Per fortuna non sono stati chiesti in battaglioni mobili in assetto bellico, per arginare la guerriglia urbana. Chi dovevano fronteggiare il pericoloso Saladino? Chimmu vi focanu. Forse era meglio chiamare il primo reggimento di cavalleria sabauda, che con le sciabole sguainate potevano affrontare la folla inferocita. La stessa folla che è stata fotografata dagli agenti di polizia in borghese, che hanno accompagnato la manifestazione tranquilla e ordinata del 24 ultimo scorso. Forse il povero Belfagor ha visto un’altra cosa. Non ha notato tutti quei nonni con mazze e cartelli, i bambini arrabbiati che agitavano manganelli mentre si stringevano alla gambe delle madri, c’era anche qualche bambino in carrozzina, nella quale nascondeva delle bottiglie molotov Le coppie di anziani coniugi che incazzati al massimo tenevano nelle mani pesanti catene. Per favore, non fate ridere i polli, lasciate fare il servizio a quei pochi carabinieri del nostro comando di stazione, i quali conoscono tutti e sanno distinguere i veri facinorosi dai parolai arruffoni e inoffensivi. Cosa temeva il nostro amministratore, forse il secondo tempo del consiglio comunale straordinario, quando qualche cittadino si è sentito preso per i fondelli e si è agitato più del necessario? Questa volta si tratta di approvare, senza vie di mezzo, quanto previsto dall’ordine del giorno della seduta. Senza cercare di trovare scappatoie di nessun genere. Già sono stati fatti errori madornali e non è il caso di continuare su questa strada. La gente ha paura della discarica, ha paura delle malattie incurabili che inevitabilmente vanno a colpire tutti indistintamente. Se poi la paura fa novanta, c’è una sola soluzione, andarsene a casa senza neppure voltarsi indietro.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Haiu na cuntentizza granda

Abbiamo scoperto che il dottore ingegnere e sindaco Fusto, si sta dedicando all’esterno. Sappiamo di nuova associazione catanzarese che ha avviato una bellissima ed interessantissima iniziativa. Tutto ciò ha sollecitato la sensibilità dell’ingegnere sindaco che immediatamente ha dato il suo appoggio all’iniziativa e si è impegnato con un concreto aiuto in denaro. Benissimo! Appurara sta cosa ni cunsula, vol dira ca a lu comuna li trasiro i sordi. A stu puntu, tutte le associazioni borgesi non dovranno fare altro che bussare a quattrini. Sarà un’estate veramente interessante e piena di iniziative. ‘Zincalmenta, finiru i tiempi cupi. Vedremo al più presto rifatte tutte le strade, le buche verranno tutte chiuse, la strada del Pilacco verrà bitumata e tutte le strade di Roccelletta verranno pulite e le buche chiuse. Miscredenti sfottuti, vi siete affrettati a parlare male di questo dottore ingegnere sindaco, senza aspettare i fatti. Per il momento comincerà con dare i soldi ai forestieri, fra qualche tempo li darà anche alle associazioni casalinghe. Non volete ammettere che prima bisogna dare un esempio all’esterno e poi pensare alle vicende locali. Questa è una sana e alta politica, che non può essere compresa dagli sprovveduti. Cari borgisi sieti tuasti coamu u marmu, eppure gli esempi e gli insegnamenti del dottore ingegnere e sindaco Fusto sono stati chiari, ad esempio cancellare gli usi civici della Battaglina. Togliere l’incarico all’avvocato borgese, mentre è giusto darli all’esterno. ‘Ncunu dica, ma pecchi i sordi a li forestieri? Poveri ignoranti! Ma sempre per la solita ed importante ragione, avere e vivere una visibilità esterna. Chimmu v’arranca l’anima!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Quanti viduti e quanti patuti!

Sono dei poveri illusi, fanatici scissionisti o tanta gente che è piena di soldi e si affannano per buttarli dalla finestra? Pensate, alcuni veneti si sono impegnati a trasformare un trattore cingolato in un carro armato dotandolo di un cannoncino per sparare proiettili veri e non per finta. Insomma, questi si vogliono staccare dall’Italia ed organizzano le cose più stupide. Questi hanno gli alberi degli zoccoli e noi non abbiamo neppure questi, Questi veneti lavorano tutti, hanno le pale meccaniche, conoscono la storia patria, perché sono molto istruiti, in molti hanno frequentato le scuole elementari, mentre qui da noi si studia per tanti anni e poi si finisce per rimanere disoccupati a vita. Però, a pensarci bene, anche noi potremmo studiare qualcosa per risolvere un problema. E’ vero, non siamo secessionisti, non abbiamo dove andare e con chi allearci, ma si potrebbe studiare qualche cosa per liberarci di questo sindaco. Chi facimu? Prendiamo una ventina di carriole, solo questo ci possiamo permettere e, le trasformiamo in carriole armate Le dotiamo di un cannoncino che sparano scarafaggi, topi e cavallette e le spariamo nella stanza dei bottoni del palazzo comunale. Vua vidira ca sinda vacia? Ho paura però, che potremmo invocare e le piaghe d’Egitto ma, questo rimarrà attaccato alla poltrona. A pensarci bene, sia noi che i veneti, abbiamo un nemico comune e cioè, Peppinuzzo Garibaldi . Costui si poteva fare i cazzi suoi.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Avia ragiuna a vecchia

Avia ragiuna a vecchia, quandu dicia: ca non volia morira, pecchi avia ancora tantu u s’imbizza. La mia scoperta è stata tragica, mi ha alterato il metabolismo. Il sindaco di Borgia mi ha fatto scoprire che se intendo farmi cucire un vestito devo andare dal calzolaio. Sino a qualche minuto indietro, ero convinto del contrario. C’è sempre tempo per imparare. Infatti, nella determina n° 3 del 20/3/2014 si dice che è stato dato incarico, all’architetto Biamonte di Catanzaro, di redigere una perizia nella quale si devono accertare lo stato dei luoghi prima e dopo i lavori della Battaglina Per questo incarico, l’architetto riceverà un compenso di 1500 euro. Quindi, si dovranno accertare quante piante insistevano sugli ottanta ettari di terreno comunale e quanti materiale sabbioso è stato rimosso. Ovviamente per fare ciò, non bisogna rivolgersi ad un agronomo e tanto meno ad un geologo, è necessario dare in carico allo specialista del settore e quindi l’architetto, specialmente se di Catanzaro o di vattela a pesca di qualsiasi altro posto, tranne che di Borgia.. Chi omini curiusi! Ma non sono solo io, Belfagorf, a fare le scoperte, c’è anche il sindaco, il quale finalmente ha scoperto la Battaglina e vuole sapere cosa veramente è successo in quel luogo Dal momento che lui, troppo impegnato istituzionalmente, non ha mai avuto il tempo di recarsi sul luogo per constatare i fatti. Non ha inteso dare retta a quelli che gli dicevano che dal mese di luglio dell’anno passato, nella proprietà comunale si stava scavando un cratere di notevoli dimensioni. Però, alla fine di luglio accetta di sdemanializzare gli usi civici che gravavano in quel sito. A novembre di quest’anno cerca di impaurire i cittadini, dicendo che la Sirim srl minacciava ritorsioni nei confronti del comune di Borgia, se gli veniva imposto di non realizzare la discarica., pardon, "l’isola ecologica denominata Battaglina." Chimmu si mettano nu furgulu a lu culu. Adesso, prende coraggio e decide di fare una perizia Ora mi chiedo, una volta accertati i fatti cosa farà il coraggioso sindaco di Borgia? Chiederà i danni subiti alla Sirim? A chi cazzo lo racconta questo film!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Mi stiu scialando tuttu, quando siantu e chisti fatti, u cora mi s’allarga.

Ho riletto con molta attenzione del deduzioni del pm Villani a proposito del villaggio comunale e dei sui 14 indagati. Mi sono soffermato sul fatto che: alcuni mafiosi, in quel luogo godevano di queste residenze estive. Tutto è possibile sotto il sole, anche perché, gli organi di polizia avranno fatto le loro buone indagini e quindi, non c’è motivo di dubitare della veridicità dei fatti. Però, nu pocu mi scappanu i risi, pensati cuamu simu acconzati: a Borgia non esiste nulla, neppure la mafia che conta, abbiamo solamente scarti e petecchie. possiamo contare solamente sugli scarti, neppure un paio di calzini buoni ma, luridi e bucati. Insomma, Borgia non può vantare nulla di nulla. Perché dico ciò? Circa tre anni addietro mi sono trovato a visitare in paese del vibonese, una villa che era stata requisita ad un mafioso. C’erano sedici stanze, due grandi saloni e subito dopo quattro bagni, più quello padronale. Quest’ultimo aveva due vasche da bagno e due docce con idromassaggio ed altre due saune, queste secondo me, mai usate. La rubinetteria era placcata in oro. La sala da bagno misurava quaranta metri quadrati. La cucina misurava sessanta metri quadrati ed i saloni moltissimi di più. All’esterno una grande piscina, un campo da tennis e di bocce. Quindi, quando ho letto dei nostri mafiosi che avevano la baracca, mi scapparu i risa. Pensate che questi nostri mamma santissima vivevano in una grande residenza estiva che era meno grande della sala da bagno dei colleghi vibonesi. Qui da noi, i nostri eroi si sono accontentati di godersi un bagno da un metro per un metro e dormivano in una enorme stanza da letto di due metri per tre, se la famiglia era piccola. Chimmu vi focanu! E noi dovremmo avere paura di questi fenomeni da baraccone? Dobbiamo pensare che la nomea che si è costruita la cittadina di Borgia, di essere altamente mafiosa, è solamente millantato credito.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Mo’ vida tu chi ni potta capitara!

"Mo’ vida tu chi ni potta capitara!" Anche quel signore borgese, che va cercando la telecamera per la Brisella, al limite potrebbe avere ragione. Chiede di conoscere se il comune ha soldi o solamente debiti Però, dopo avere appurato della rinuncia alla terna (escavatrice), che la Sirim voleva consegnare agli amministratori e che, questi hanno rifiutato, perché non avevano un posto per ricoverarla, ci viene il sospetto che la stessa cosa è stata fatta per il famoso 5 per mille della fideiussione bancaria che la Sirim avrebbe dovuto dare all’amministrazione comunale Vuoi vedere che non sapevano dove metterli tutti quei soldi? Futtuta a lu scuru! Avere tanti soldi e non poterli nasconderli da qualche posto. Portarli in banca potrebbe essere pericoloso, dal momento che avendo il comune alcuni debiti da pagare, la banca potrebbe trattenerseli. Allora! L’unica soluzione è quella di nasconderli sotto qualche mattone. Aspettati nu’ pocu, quala casa e quala mattuna? Con tutti questi ladri che di notte fanno visita ai cittadini, vorrebbe dire "venite a prenderli che sono qua!" La cosa migliore è la scelta fatta dagli amministratori e cioè, lasciarli alla Sirim così come è stato fatto per la terna. Accusssì ni cacciamu u ‘mpicciu e a paura ca ni puannu futtara i latri. Quando i volimo….frischiamu e i portanu a lu comuna" Però, non tutte le ciambelle vengono con il buco, qualche stronzo ha pensato di armare il casino con la discarica della Battaglina. Si poteva fare i ca……suoi, del resto qualche milione di tonnellate di rifiuti, che cavolo potevano fare? Chimmu v’arranca l’anima e u diavulu u v’acconza!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


Chimmu vi viu santi!

Perché continuate a pensare male di questo sindaco, fate peccato e vi dovete confessare, questo dicono le bizzoche. Io, Belfagor vi chiedo di continuare a dire maldicenze e quindi, continuate a fare peccato. Finalmente, il sindaco vi ha spiegato che la Sirim (quella della discarica, per intenderci) aveva già consegnato la terna meccanica (escavatore) al comune, il quale ha dovuto rinunciare perché non sapeva dove ricoverarla. Insomma, non aveva un posto dove chiuderla. Pertanto, hanno ritenuto meglio lasciarla alla Sirim. Ma, secundu vui, simu cazzuni a tal punto da buttare giù anche le peggiori stronzate, ma, siccome oramai sapimu chi panni vestiti cari signurini, vi dassamu futtara? Ma, le perle vengono infilate da questo sindaco ogni giorno e con una facilità estrema e senza pensare alle conseguenze. Ieri ha dichiarato ad un giornale che, il documento della commissione straordinaria che annullava la convenzione della Battaglina, la conosceva già. A chissu puntu, avimu u penzau, ca tuttu stu casinu u voza u sindacu. Chimmu u focanu! Però, non ha pensato che questa sua affermazione potrebbe costargli la sciarpa tricolore. E’ una promessa che gli hanno già fatto i signori della opposizione. Qualcuno, in alto loco, potrebbe essere autorizzato a pensare che questa amministrazione, non avendo dato seguito al provvedimento della commissione straordinaria, potrebbe avere un interesse particolare in quanto, si potrebbe intravedere una continuità amministrativa con il passato. Chimmu v’arranca l’anima e u diavulu u v’acconza!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

                                                                                                                                 Belfagor


A patimma brutta!

 Ma, è mai possibile che tutti sono contro questo sindaco?Adesso viene accusato, per il fatto che parecchie strade borgesi sono al buio. Signori miei, qualche volta è bene essere tranquilli e nello stesso tempo cercare di comprendere le cose, soprattutto quando vengono fatte a scopo di bene. Non dovete essere cattivi a tutti i costi, questa è una prerogativa che spetta solamente a me in qualità di diavolo. Dovete tenere presente che le casse comunali sono all’asciutto e quindi, bisogna fare un po’ di risparmio e non pensare di sperperare i soldi per delle cose inutili. Lamentarsi della mancanza della luce è una esagerazione. Una volta non c’erano tutte queste modernità, oggi siamo veramente antipatici, non ci basta più nulla. Vogliamo tutto e di più e non solo, non accettiamo neppure le gentilezze. L’amministrazione comunale ha inteso regalare un po’ di intimità alle famiglie che vivono in queste strade, che secondo alcuni stolti, queste sono rimaste al buio per un cattivo servizio. Non avete capito che il sindaco è un impareggiabile romantico e quindi, vuole dare un po’ di intimità a tutti. Nello stesso tempo, con questo sistema si risparmia il consumo dell’energia e anche il consumo delle lampadine. Futtuta a lu scuru! Qualcuno va dicendo che a Borgia non si riesce a stare tranquilli con tutti i furti che si stanno verificando ogni notte. Tutto ciò che ci azzecca con le strade al buio? Non dobbiamo essere così intolleranti, del resto anche i ladri devono campare e se non gli diamo una mano, lasciando le strade al buio, mi sapete dire in quale altro modo li dobbiamo aiutare? Dovete cercare di comprendere le cose senza essere maliziosi e denigratori a tutti i costi. Possibile che non riuscite a stare senza un po’ di luce? Culu chi non bitta mai cammina, quando sa misa….

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chiacchiere e tabacchieri e lignu

Chiacchiere e tabacchieri e lignu, a la banca e Napule non fanno rinari! Effettivamente, la faccenda Battaglina ha messo a nudo parecchi regnanti. Sono rimasti in mutande in tanti. Sono emersi gli individui, che il capo bastone della mafia, nel famoso film "Il giorno della civetta", definiva così: "Ci sono gli uomini e sono pochissimi, poi ci sono i mezzi uomini e quelli sono un po’ di più, poi vengono gli ominicchi e questi sono molti, poi ci sono i quaquaraquà e sono moltissimi." Ebbene, proprio in questa vicenda abbiamo avuto la possibilità di conoscere un grande campionario di questi personaggi, purtroppo, abbiamo scoperto che aveva ragione il mafioso, pochi i mezzi uomini moltissimi i quaquaraquà. Quando si è avvertito che la cittadinanza stava rumoreggiando e le cose stavano per stringersi, gli uomini dell’amministrazione hanno affisso manifesti dove si diceva a chiare note il "No alla discarica Battaglina e si alla isola ecologica". Dopo la grande manifestazione dei borgesi, i manifesti sono cambiati con "No discarica e No isola ecologica!" Una metamorfosi repentina, che oggi vogliano chiedere agli amministratori di confermare se il mutamento è autentico o è stato solamente il trasformismo peggiore di un qualunque camaleonte. Da qualche giorno, i carabinieri sono impegnati nel consegnare le denuncie fatte dalla Sirim srl e che stanno distribuendo ai rappresentanti dei comitati contro la discarica. Una di queste denuncie è stata recapitata ad una giovane borgese, che nel suo entusiasmo giovanile e cosciente di quanto potesse essere nociva la bomba ecologica della Battaglina, aveva manifestato con grande entusiasmo. Senza meno, tutta compresa in questo ruolo, può avere dichiarato delle cose un po’ sopra le righe e ritenute lesive da parte della Sirim. " Ora, il primo cittadino, dopo avere dichiarato di essere contro la discarica e di schierarsi dalla parte dei suoi amministrati, deve dimostrare la sua nobilitate e nominare un patrocinatore legale a tutela di questa giovane cittadina borgese, il tutto a carico dell’amministrazione comunale. Vidimu chi faciti. Chimmu v’arranca l’anima!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Para ca chioppa e scampau!

Secondo alcuni questo è il giusto metro per operare E’ piovuto, anzi, c’è stata la bufera, però adesso è tutto tranquillo e quindi è come se nulla fosse successo. Eppure, ci sono stati ben diecimila persone che hanno manifestato in piazza. Diecimila schiaffoni indirizzati tutti sulle facce degli amministratori. Poi, ci sono stati le sberle vere, queste non giustificate e da condannare, anche perchè bastavano le prime diecimila. Nonostante tutto, nel palazzo comunale, i nuovi inquilini condividono la massima dei latini, hic manebimus optime (qui ci resteremo ottimamente). Però, avimu u ni facimu vindaturi e accattaturi ( dobbiamo essere sia venditori che compratori) Ma, chi è quel fesso, che mandato sullo scranno più alto per ben cinque anni, è disposto a mettersi da parte appena un anno dopo? Pensate, il primo cittadino ha fatto la scalata senza colpo ferire, non ha speso il becco di un quattrino e con soli 42 due voti personali si è accomodato sulla poltrona. Se questa non è America, mi dite cosa è? Potrebbe essere il fattore "C", che non è quello legato alla fortuna, ma l’altro fattore la "cun…gine," di un gruppo di elettori che ha fatto di tutto per issarlo sulla posto più alto. Che poi il sindaco, dopo avere occupato la poltrona, si è dimenticato dei suoi benefattori evitando, persino, di salutarli è un'altra questione. Meglio così! Io sono il diavolo, tutto ciò mi sta benissimo, altrimenti finisci con il confondersi con il rispetto, la benevolenza e finanche la gratitudine cristiana Roba da pazzi! Però, stu sindacu è assai curiusu. E’ bravu pei i ca…. sua ma, però, si spagna puru e l’umbra sua. Ho dimenticato di consultare l’Istituto Superiore di Sanità", per sapere se di recente hanno concesso la produzione e la distribuzione di un farmaco, che una volta iniettato possa inoculare un po’ di "coraggio". Se qualcuno è a conoscenza di ciò, per favore mi faccia un fischio. Io penso che, quando si occupa un posto così importante è necessario dare il petto alle pallottole, soprattutto, quando c’è da difendere una decisone personale. Il caso della segretaria del sindaco è veramente inquietante. Un datore di lavoro che non intende prendere posizione in difesa di una sua decisione, è veramente singolare. Il sindaco ha permesso che tutti sparlassero della sua segretaria, con la quale dovrebbe avere un rapporto fiduciario primario. Ha lasciato che se ne dicessero di tutti i colori. Eppure, la signora in questione, da quando è stato costituito questo esecutivo, non ha fatto altro che supportarlo energicamente, ha trattato con la cittadinanza che non trovava nessun supporto ai suoi problemi. Badate bene, tutto ciò è stato fatto a titolo gratuito. Ha soffiato il naso ai giovani assessori ed ha cambiato il pannolino al sindaco, soprattutto in questi ultimi tempi. Perché, quest’ultimo non ha sentito il bisogno di dire una parola in difesa della sua segretaria. Quale messaggio vuol mandare all’esterno? Forse, che la signora gli è stata imposta? Ma, a questa ultima supposizione non ci crede nessuno, conoscendo il carattere e le paturnie del sindaco. Chimmu v’arranca l’anuma!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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"La mia amministrazione sta attuando la politica del fare e non del prendere."

 Questo è quanto ha dichiarato di recente il sindaco.

Chimmu vi viu stanti, pecchi allora, u stati criticando chistu benedittu sindacu?

In effetti, sta facendo moltissimo, non sappiamo in quale senso ma, sta facendo. Forse fra qualche tempo ci dirà che cosa. Siti tutti cecati? Tanto per cominciare ha provveduto a corredare il salotto buono di Borgia e cioè piazza Ortona, con un nuovo modulo di arredo urbano. La bellissima fontana pubblica (come da foto), che fa mostra di tutto il suo splendore fra le foglie e l’erba secca di quelle che una volta erano delle aiuole. E’ un vero salotto piazza Ortona, nonostante il più totale disinteresse dell’amministrazione comunale ma, lo hanno fatto diventare tale, i borgesi che si attardano a dialogare con gli amici, sedendo sulle scarse panchine. In molti, quelli più giovani, cercano d sedersi sui cordoli delle aiuole, sui gradini del monumento ai caduti. Lo splendore poi è la famosa vasca interrata, dove una volta galleggiavano le papere. Ora sono un centro di raccolta di spazzatura e di tralci di palme. Quest’ultime dovrebbero essere rimosse subito e bruciate, così come recita la legge, in considerazione de fatto che esiste un insetto, il punteruolo rosso, che fa morire le palme. Eppure, questo sindaco sta lavorando bene. Compara Ciccio, diceva all’amico, "Chissu dicia ca sta lavorando per il comune e per noi cittadini. Io non m’accorgivi e nenta. La vecchia mi ficia calara a vista." In effetti, sono in molto a non vedere nulla. Sarebbe il caso di chiedere all’ASP di Catanzaro l’invio di un servizio mobile di oculistica e sottoporre tutti i borgesi ad una buona visita. "’nto mundo dei cecati, beatu a cui ava n’ucchiu." A proposito della fontana. Un noto imprenditore locale ha nel suo magazzino la struttura in ottone di una fontana pubblica, che si colloca perfettamente con l’arredo della piazza. Gli era stata ordinata della passata amministrazione, poi è arrivata la commissione straordinaria e la fontana rimasta in magazzino. Con la nuova amministrazione le cose non sono cambiate, la fontana è sempre ferma in magazzino. Però, è stata sostituita da un pezzo di grande fattura.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Cuamu mi scialu!

Vorrei proprio che ci fosse più di una tornata elettorale, vorrei si realizzasse la canzone di Lucio Dalla, "l’anno che verrà", con al posto del due volte natale, due volte campagna elettorale. Qualcuno si domanderà il perchè? E’ facile da immaginare il grande divertimento per un diavoletto come me, godo a sentire parlare male gli uni degli altri., vado in brodo di giuggiole. Tutti sentenziano, ciascun candidato non fa altro, che sparare a zero sugli avversari, se ne dicono di tutti i colori. Riescono ad inventarsi storie anche piccanti e le fandonie più colossali, sono in tanti ad affermare di avere assistito a litigi forsennati fra parenti ed amici dei candidati, raccontano le più raffazzonate barzellette inventandosi amicizie altolocate. E’un mondo così variegato e nello stesso tempo burlesco, che mi entusiasma, mi spinge a credere, che ancora tutta la porcheria del mondo non è finita. Mi conforta sapere, che si possa fare ancora più male, mi conforta sapere che l’ingordigia, la presunzione, l’egoismo, il protagonismo e la voglia di prevaricare sugli altri c’è ancora. Ho letto i programmi elettorali delle quattro lista civiche, ho avuto un senso di smarrimento e mi sono preoccupato. Mi sono detto, non è possibile che questi hanno tutte queste buone intenzioni, se riusciranno ad applicare solamente il 10% di quanto hanno scritto, diventano tutti buoni e meritevoli, e noi poveri diavoli, non potremmo contare su nessuno da avviare alle fiamme eterne. Coglioneggiano, mi sono detto e mi sono tranquillizzato. Poi, ponendomi davanti allo specchio e mi sono fatto un grande rimprovero. Ma, è possibile che dopo tutti questi anni, non sei riuscito a comprendere, che sono solamente parole buttate al vento? Non hai compreso che essendo sempre gli stessi lupi, tranne qualche eccezione, cambiano solo il pelo e non il vizio?

Menu mala ca u mundu è sempa u stesso!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Compara bellu, pecchì avimu un’ammucciamo arriadi a la crisara?

A volte, sarebbe opportuno riflettere prima di sparare giudizi ad capocchiam. Anche perchè questi, una volta analizzati i fatti reali, si potrebbero ritorcere contro. Mi spiego meglio. Ogni volta che i commissari rispondono alle richieste di interventi sulle strade o per qualche altra urgenza, usano la frase ormai abusata "non ci sono soldi", prontamente viene in loro soccorso il bollettino unico di Borgia. Il solerte cronista, mette in bocca a qualche cittadino inventato, "poverini questi commissari, prima dicono di no e poi fanno di tutto per fare qualche lavoro di provvisorietà. Il comune non ha soldi, cosa può fare la triade?"

U suricillu furbillu!

In questo modo cerca di fare intendere che, la passata gestione non solo ha provocato l’onta dello scioglimento del consiglio comunale ma, nello stesso tempo non ha lasciato nessun soldo nelle casse. Tanto è vero, che neppure una buca può essere riparata. Ora, siccome nessuno è nato la notte della sgrullata, un tantino di cervello lo possiede e lo usa. Bisogna ragionare sul fatto che, i signori commissari sono arrivati ormai, al secondo anno di gestione. Per il primo anno sono andati senza freno potendo campare di rendita, per il secondo, era del tutto necessario procedere con le loro gambe e la stessa cosa dovranno fare per un anno ancora., in considerazione che si andrà alle urne nel mese di maggio del 2013.

Cu vo’ mu facia u cunnu, a strata a trova….

Pensate cari cittadini, che la commissione straordinaria nel primo anno di insediamento, ha dovuto anticipare circa 360 mila euro necessari per la manifestazione Armonie d’Arte Festival. E’ pur vero che ha poi ricevuto il rimborso della Regione Calabria, però l’anticipazione c’è stata e da dove sono venuti fuori i quattrini? Questa è solamente una piccola faccenda, ce ne sono molte di più e su richiesta dei lettori, il vostro diavoletto sarà ben lieto di raccontarvele.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Staviti quieti, stati cittu, chimmu v’arranca l’anima!

Dopo quattordici anni, le analisi di paleontropologia del Ministero dei Beni Culturali, hanno appurato che i due scheletri trovati morti nel castello di Squillace, appartengono a due uomini. Ci avevano detto, che i due ritrovamenti erano di una donna ed un uomo morti ammazzati e seppelliti in un piccolo antro. Le autorità cittadine avevano ricamato sopra l’evento in maniera esorbitante. In un primo momento si era parlato di due poveri ragazzi innamorati, lei sposata ad un uomo anziano, che scoperta la tresca aveva fatto assassinare entrambi. Qualcuno della grande intelighentia squillacense aveva affermato categoricamente, che la storia era simile a quella di Romeo e Giulietta, quindi, un dramma di molto antecedente a quello dei Montecchi e Capuleti. Si era pensato di dare committenza ad un grande romanziere, per narrare la triste e struggente storia di un amore finito terribilmente. Migliaia di visitatori, dicono gli amministratori di Squillace, hanno fatto visita al maniero che ospitava i due infelici innamorati. Insomma, altro che Verona ed il suo verone, anche da noi si era consumato il dramma della passione e, siccome siamo un popolo arretrato, privo di cultura abbiamo impiegato sette secoli per fare una così grossa scoperta. Ora, qualche gusta feste del Ministero, ci viene a raccontare che sono solamente due soldati del quattordicesimo secolo, uno di 40 anni ed il secondo di dieci anni più anziano. Ebbene tutto ciò non allontana il dramma della passione, non sposta minimante l’interesse per il tragico evento. E’ vero sono due uomini ma, perchè non possono essere stai due amanti?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ciantu lupi a Malajdi.

Nel numero di ieri, ci siamo limitati a dare la notizia del ritrovamento di una testa mozzata di capretto e di possibili riti satanici. Non abbiamo voluto commentare la notizia, ed avevamo ragione. Non abbiamo voluto farlo, prima, perché non eravamo certi della fonte ed in seconda analisi, sino ad oggi nessuno ha mai parlato di riti satanici nella nostra cittadina, meno male! Ebbene, un organo di stampa locale, ha dato molto spazio alla notizia, tanto da richiedere anche una locandina che amplificava la notizia, la cronaca era molto doviziosa di particolari, tanto da impegnare due colonne in cronaca.

Chimmu vi vena a sciorta!

Non ci meravigliamo più di niente, questo giornale per Borgia è stata la più tragica Cassandra per molto anni. Tutto è stato visto in negativo, spesso guardando dal buco della serratura, ha scritto di un paese strozzato dalla mafia, oggi dalla ‘ndragheta, un paese sommerso dalla droga e dalla delinquenza spicciola. Gli abitanti sono stati tutti dei puttanieri e i politici tutti collusi. Gli amministratori da gettare nella pattumiera, nella quale dovrebbero finire anche i componenti della Commissione Straordinaria. Qualcuno potrebbe dire, da quale pulpito viene la predica! Molti anni addietro, un contadino, rientrando a casa dopo il lavoro, si era fermato alla cantina. Era visibilmente spaventato ed agli avventori aveva raccontato di aver visto un lupo a Malajdi. Inutile dire, che dopo qualche ora, erano diventati cento i lupi avvistati dal contadino. La stessa cosa è successa con la testa del capretto. Questa mattina, lo stesso giornale, si è affrettato pubblicare, che non si trattava di una testa mozzata di capretto ma, quella di un povero cagnolino finito sotto le ruote di una automobile. Ed allora! Dove sono finiti i riti satanici, i vudù, le messe nere. Non ci sono più, però siamo riusciti ad iniettare un terrore e lo sconcerto in tanti cittadini borgesi, con tante mamme terrorizzate ed in pena per i propri figli. Questa non è informazione ma, semplicemente sciacallaggio mediatico.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chimmu vi viu santi!

Il paguro è un soggetto molto interessante, però, anche un tantino truffaldino. La prima chiocciola, che per necessità abbandona la casa, immediatamente dopo, la trova occupata dal paguro che s’ intrufola proditoriamente. La occupa e non si sposta da lì, neppure con lo sfratto forzato. Per alcuni praticanti della politica borgese, non è così. E’ vero, s’insediano in una casella ma, subito dopo, subendo il comando del potente di turno, sono molto disponibili a collocarsi in un’altro sito. Cari lettori, avete mai visto rompersi un termometro? Il mercurio si spappola in mille palline, che rotolano impazzite sul pavimento. Ebbene, questa peculiarità appartiene tutta al PD. Soprattutto quello regionale. Quando una nave affonda, i primi a scappare sono i topi e le puttane. Dopo il tracollo elettorale, nel PD a livello regionale, sta succedendo la stessa cosa, mentre per quello nazionale, siamo prossimi alla separazione. I comunistelli di sacrestia da una parte e, quelli ex DS dall’altra. La restante parte della sinistra radicale, ormai orfani di Stalin, sono da molto tempo in fase di smobilitazione. A Borgia ci sono fedelissimi che seguono il duo Loiero-Amato, che ancora non sanno spiegarsi la sconfitta. In attesa di risolvere il busillibus, la cosa migliore è evadere dal PD. Ma, dove è finita la sinistra? Qualche piccolo esemplare, sarà necessario farlo proteggere dal WWF, come razza in via di estinzione.

Chimmu vi mentunu nu furgulu a lu culu!

Quindi, quelli di Borgia che fine faranno? Rimarranno solamente quelli che rappresentano lo zoccolo duro del PCI- PDS-DS? Per tutti gli altri, soprattutto per i novelli parvenu, la collocazione è incerta. Senza meno, troveranno un’altra casa, se non lo hanno fatto già. Come per i paguri, non resteranno mai senza.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ma, chi omini curiusi!

Qualche tempo fa in Borgia c’era un signore che affermava, "Sino a quando ci sono i cunni, io campo da papa". Forse aveva ragione lui. Nonostante tempi siano cambiati, nonostante qualcuno abbia frequentato anche le scuole superiori, di fessi ne sono rimasti tanti. Però, io che sono un diavolo, spesso faccio le pentole e poi mi scordo di fare i coperchi. L’omino della nostra storia è caduto nella trappola. era riuscito per tanti anni, facendo il gioco delle bamboline matrioska o meglio le scatole cinesi, a confezionare una serie inimmaginabili di giochi ad incastro, che gli hanno fruttato un bel poco di quattrini. Ora, ha fatto il colpo gobbo.

Chimmu ti focanu a lu culu!

Il signorino ha una lunga carriera di piccoli raggiri, insomma, è sulla strada buona per fare "la stangata". Il tutto è cominciato col chiedere dei soldi per fare una squadra di calcio "Giovani calciatori", l’esperienza non ha visto neppure l’inizio. Subito dopo, si era inventato la realizzazione di alcuni murales presso il muro dello stadio Santa Lucia, anche questa naufragata in poco tempo. Poi, è stata la volta degli scout, questa esperienza si è conclusa a tutto vantaggio del signorino. Non ha tralasciato proprio niente, si è attaccata anche alla raccolta per la ricerca sul cancro. Immediatamente dopo, ha puntato in alto, al WWF. A ridosso, nasce la Protezione Civile e, quindi l’Associazione Angeli Blu, ed ancora la Internet Social Point ed oggi il COI. Neppure la politica è mancata all’attività del giovin signore, si serve degli ex DC incaricandosi della raccolta di adesioni al partito (25 euro a tessera), nessuna tessera è mai arrivata al partito ed altrettanto nessuno ha ricevuto la preziosa cartella. L’ambizione lo spinge a candidarsi con una lista, mandata alla opposizione di cittadini borgesi, che hanno rischiato di avere un assessore piglia tutto. Tutte queste scatole cinesi hanno una sola matrice ed un solo autore, sempre lui, il signorino. Insomma, l’importante e mettersi in ghingheri e piattini e fare passarella, tanto sino a quando ci sugnu i cunni, io campu buanu!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Cumpari na vota ca sì e na vota ca no!

Nel XIII secolo esistevano in Toscana due fazioni politiche, Ghibellini e Guelfi, quest’ultimi si sono divisi in due Guelfi di parte Bianca e quelli di parte Nera, gli storici dicono, che si distinguevano per il colore dei capelli. A Borgia i Guelfi non vengono distinti dalla criniera ma, dall’aggregazione politica. Quelli toscani non arrivavano mai ad un compromesso, neppure se costretti, a Borgia, quelli di parte nera che sono assai di meno, si vendono tranquillamente per una spartizione di poco conto. C’era da nominare gli scrutatori per le elezioni del 28/29 di marzo, i consiglieri avevano pensato, non so se a buon giudizio, non spetta a me, in qualità di diavolo, a stabilire se i criteri adottati per la scelta degli scrutatori, siano legali o leciti. Fatto sta, che la commissione elettorale è composta dal sindaco e da due componenti titolari e due supplenti, per la maggioranza mentre per la minoranza un titolare ed un supplente. Chimmu vi tajanu i cannarini! Cosa è successo? Il rappresentante della minoranza che si richiama al PD, non si è presentato, non è stato informato dell’assenza il supplente del PDL. Quindi, hanno fatto la pastetta, tu ti prendi i tuoi ed io i miei, e quello che è fatto è fatto. Ma, Guelfi di parte Nera, non erano all’opposizione? Ma, quantu simu cunni! Questi del PD borgese, sono come i ladri di Pisa, però all’incontrario. I ladri pisani erano d’accordo per dove andare a rubare, ma litigavano per la spartizione. Questi borgesi, litigano per dove andare a rubare ma, sono totalmente d’accordo nella spartizione.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Basta! Dunatimi na manu u m’affucu!

Sono a terra con tutte le ruote, la voglio farla finita, mi getterò in una bacinella piena d’acqua e morirò affogato. Non ho scelto il fuoco, perché essendo il diavolo, è il mio elemento di vita. Sono incazzato, lo sono con mia madre e con mio padre, perché non sono stati mai ricchi, quindi, abbiamo dovuto fare sempre le equazioni per arrivare alla fine del mese. Mi sono sempre vestito con una taglia più grande della mia, perché il vestito comprato a fatica doveva durare negli anni. Quello che mi distrugge, essere consapevole di avere sbagliato tutto nella mia vita. Avrei potuto dedicarmi ad attività poco lecite, certo avrei vissuto bene, con tanti soldi ma, con l’ombra delle manette. Ed allora! Perché non ho fatto il politico. Ma, anche per questo bisogna essere tagliato. Per mia disgrazia non ho la faccia di bronzo, non sono abituato tradire, a fare il leccac…, non sono mai riuscito ad infilare le mani nella marmellata. Insomma, con questa mia confessione, ho dichiarato il mio fallimento anche come diavolo. Quando leggo classifiche dei guadagni dei politici, mi viene la crisi esistenziale. Sono tanti i politici che si strappano le vesti per difendere i lavoratori, per un aumento dei salari, per la difesa del posto di lavoro. Chimmu v’ammazzunu! E’ bellissima la solidarietà del politico, che si mette le mani alla bocca per soffocare un rutto dopo un pranzo abbondante ma, che manifesta tutta la sua solidarietà nei miei confronti, che non ho mangiato da due giorni. Quello chi fa incazzare di più, che tutti, ma proprio tutti usano le stesse parole, tutti sono sensibili alla esigenze dei poveri disgraziati. E’ facile dire di essere vicini alle vicende del povero uomo della strada, è facile essere vicini quando si guadagna cento volte di più del misero operaio.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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All’uomo sfortunato piove sul culo, anche se sta seduto

Non ci siamo accorti dell’esistenza in Borgia di centraline che segnalano la presenza di polveri sottili di piombo. Non ce ne siamo accorti ma, è proprio così, non riusciamo a scovarle, però esistono. Devono esistere e devono aver registrato un fortissimo inquinamento. Insomma, Borgia è peggio di Roma e di Milano. Altrimenti, non si spiega perché le strade continuano a rimanere dissestate, così come le sta lasciando l’impresa che sta metanizzando la cittadina. E’ ormai un anno, che questa specie di impresa sta imperversando sulla viabilità cittadina, dopo il loro passaggio, le strade mostrano gli effetti di un campo minato. Non riusciamo a comprendere perche il signor Sindaco non ha ancora protestata l’impresa in oggetto. Tutto ciò lascia immaginare un accordo tacito. Non volendo allarmare la cittadinanza per l’alto tasso d’inquinamento registrato, l’amministrazione ha penato bene di stipulare un accordo segreto con la ditta sub appaltante. Per non destare allarmismo a causa dello smog è meglio lasciare le strade devastate tanto da costringere i cittadini a non servirsi delle automobili che inquinano. Questa potrebbe esser una buona soluzione, però gli amministratori non hanno pensato di dare in dotazione a tutti i cittadini di stivali a tutta coscia, in modo da poter affrontare la melma con una certa sicurezza. Abbiamo voluto provocare, è nel nostro costume di diavolo. Visti questi precedenti la gente di Borgia si domanda, "cosa succederà quando cominceranno a scavare sui due corsi principali?" A quel punto, gli attraversamenti e la circolazione dovrebbe essere affidata al noleggio di aquile oppure agli eserciti cammellati. Certamente il metano è una conquista ma, il prezzo che si sta pagando è veramente molto pesante, però, una domanda è giusto porla, perché le altre due cittadine dove vengono fatti gli stessi lavori Caraffa e San Floro, non hanno di questi problemi?

Siamo stati veramente sfortunati, siamo perseguitati dalla sorte, è proprio vero che

"all’uomo sfortunato piove sul culo, anche se sta seduto."

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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U lupu cangia u pilu ma non u vizzu!

Non sono sicuro che ognuno di noi si faccia prendere tranquillamente per i fondelli, questo sport deve essere praticato solamente da me, che sono un diavoletto furfantello. Capisco, che c’è qualcuno che vuole sostituirsi al sottoscritto, di questo devo avere paura, perché i requisiti per imitarmi e magari anche superarmi li ha tutti. In effetti questo imitatore non finisce mai di stupirmi, ha un faccia tosta a prova di bomba, cerca di impappinare con atteggiamenti subdoli, tutti coloro i quali hanno a che fare con lui. Parola mia, sto cominciando ad invidiarlo, va a finire, che fra poco mi supererà, anche in fatto di malignità. Bisogna riconoscere che non ha nessuna vergogna, potrei anche ammirarlo per questo suo comportamento. Ciangia u muartu e futta u vivo. L’altro giorno è apparso sul quotidiano Gazzetta del Sud, un articolo siglato da P.D. nel quale si leggeva "Il Consiglio Comunale lavora ma i cittadini non sono presenti." Da quale pulpito viene la predica! Il signore ben identificato da parecchio tempo non partecipa ai consigli comunali, pur essendo un consigliere di minoranza. Mi domando, se non è presente lui, pur essendo stato delegato quasi dal 50% degli elettori, perchè dovrebbero essere presenti i cittadini? Se non ci crede lui alla istituzione di cui è legittimo rappresentante, perchè dovrebbero crederci gli altri? Ma, soprattutto mi chiedo perchè non si adopera a modificare questo atteggiamento, visto che sono otto lustri che si strappa i calzoni sulle poltrone dell’aula consiliare? Soprattutto vorrei capire il perchè di tante assenze, visto che è arrivato a vendere l’anima al diavolo pur di arrivare ad occupare una sedia nel palazzo? Io non posso sopportare i pretonzoli in generale, immaginate coloro i quali predicano bene e razzolano male. U lupu cangia u pilu ma non u vizzu!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Finiru i pheasti a Palermiti, non si da dicianu chju missi cantati!

Fra cinque giorni si conclude quella che, il parroco ha chiamato con molta enfasi "Missione al popolo francescana". Forse, se avesse messo in mezzo la parola francescana, ne avrebbe goduto di più il lettore. Quindi, da qui a qualche giorno, i padri francescani e cappuccini faranno fagotto e lasceranno questo posto di frontiera. Lasceranno ai borgesi, una presenza molto gratificante. Un interessamento verso le pecorelle smarrite, la visita alle famiglie, la comunione ai malati. Lasceranno una benedizione urbi et orbi e l’indulgenza plenaria che avrà effetto per qualche anno e, dopo di ciò, tutto piomberà ancora nell’oscurantismo. "La missione" ma, chi l’avrà voluta veramente? Alcuni lasciano intendere che è stata imposta dall’arcivescovo, come erano stati imposti al parroco, gli esercizi spirituali fra i gesuiti. Altri ancora, affermano che sono stati invitati dallo stesso parroco. Se fosse vera la seconda, vuol dire che il poverino si è fatto un grande autogol. I Padri, dovranno relazionare all’arcivescovo e, quest’ultima non sarà una passeggiata. Sono saltati agli occhi dei poveri Padri, la carenza e la latitanza del parroco. Avranno goduto della grande missione che, costui interpreta e riversa ai parrocchiani. Purtroppo, tutte le cose belle hanno una fine, questa volta, la missione ha avuto un compito, ha quietato la fame dello spirito, servirà un’altra missione per quietare quella più materiale e caduca, della restaurazione della casa del Signore. Anche di questo, si saranno fatti meraviglia i solerti Padri, certamente in negativo. L’abbandono totale della chiesa matrice. La navata di destra, ridotta ad un ammasso di materiale di risulta e le mura che sgretolandosi grondano umidità. L’altare di legno che, ha accolto la celebrazione del beato don Rua, lasciato a marcire nel retro dell’altare centrale. La sagrestia è di uno squallore insolito e, di un abbandono totale.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Cu si mungia nescia fora.

Le gerarchie ecclesiastiche vanno rispettate, una monarchia deve dettare le sue regole e i sudditi sono obbligati a rispettarle. Nello stesso tempo, si deve osservare scrupolosamente anche il rigido cerimoniale di corte. Quanto è successo nella chiesa dell’Immacolata, nella mattina di domenica, è un messaggio forte e risoluto, della massima carica gerarchica nostrana che, non lascia spazio a diversi intendimenti. Il messaggio è stato forte, nei confronti del vice parroco, che in definitiva non è l’ultimo arrivato. L’attesa per la celebrazione della messa, si stava dilungando, le canzoncine di rito erano state esaurite e il celebrante ancora non era arrivato. Il calendario, redatto dal parroco, prevedeva come officiante un Padre francescano ma, all’orizzonte non appariva neppure un cappuccino. Il vice parroco prendeva l’iniziativa ed indossando i paramenti sacri, si accingeva a celebrare. Povaro scentinu chi li potta capitara. Il giovane vice, non era riuscito neppure a dire "Dominus vobiscum", che il sopraggiungere del gerarca seguito dal fraticello, lo costringono a latere e da celebrante diventa coadiutore. In due per celebrare, quando il ritardatario, poteva tranquillamente fare l’omelia, risparmiando una pessima figura al giovane prete. La classe non è acqua e il parroco ne ha da vendere.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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I costi delle Messe

Nelle cineteche dovrebbe esserci ancora un film "Attenti a quei due". Il titolo calza perfettamente ai due personaggi titolari dell’abito talare che, imperversano nelle due parrocchie borgesi. Questi due signori, sono autori di un mercimonio indecente, hanno creato una cordata che somiglia molto da vicino ad un cartello, stabilendo dei prezzi non calmierabili. Non vogliamo rivelare l’identità della signora che, ha subito un affronto incredibile, ne intendiamo fare distinzioni indicando uno dei due. Il fatto è questo. In occasione della celebrazione di una santa messa, per il marito defunto, la committente (questi sono i termini e le parole che dovremo usare da qui in avanti), ha consegnato una busta chiusa nella quale c’era l’offerta. La poverina aveva imbustato dieci euro ed il parroco aveva intascato la busta senza aprirla. Nel corso dell’omelia del giorno seguente, il parroco ha dato fuoco alle polveri e ha inveito contro i fedeli presenti dicendo fra l’altro: "questa gente, pensa di umiliare un sacerdote con una offerta vergognosa." Qualcuno ha pensato che, l’offerta non andava fatta oppure doveva essere versata, attraverso conto corrente, ad una associazione benefica. Niente di tutto ciò, la contestazione e le urla erano per la ignobile e mortificante miseria che era stata donata. Ora, considerando il fatto che, una santa messa è diventato un puro commercio, vorremmo chiederci, quanto viene a costare? Facciamo due conti come fa la massaia, sulla punta delle dita: la luce consumata, insieme all’ostia, potrebbero arrivare a cinquanta centesimi,(arrotondando in eccesso), le due gocce di vino potrebbero costare altre cinquanta centesimi. Altre cinquanta centesimi per il consumo delle due candele. Un’ euro per il lavaggio e stiratura del corporale e del purificatoio. Totale due euro e cinquanta ma, abbondiamo e, calcoliamo quattro euro, vuol dire che il celebrante incassa sei euro esenti da tasse. Però, la celebrazione della messa in suffragio, godeva anche della raccolta della scarsella? Quindi, il guadagno si triplica e le spese diminuiscono. La parola di Dio viene venduta a caro prezzo da questi personaggi. Caro Gesù, perchè non fai restare qualcuno di quei fraticelli che si aggirano, temporaneamente, per le strade di Borgia, ed assegni un meritato riposo per tutti e due ? Ad uno per raggiunti limiti di età ed al secondo per una sana convalescenza in un istituto di cura.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Cui troppu libuari vo u m’acchiappa, uno fuja e l’atru scappa.

Ho appreso dagli organi di stampa, l’ennesimo incarico che va a gravare sulle spalle del vice sindaco di Borgia. Sono felice di congratularmi con lui e nello stesso tempo, prego il Padreterno perchè lo aiuti a sopportare tutti gli impegni. Bisogna riconoscere che in pochissimi tempi l’assessore al Bilancio ha fatto una grande carriera. Agli uomini normali, per questo tipo di scalate, non basterebbero due vite da vivere. Quindi, onore al merito per il neo eletto Presidente dei Giovani Commercialisti. Però, tanti impegni potrebbero, in qualche modo, portare un certo affaticamento. Non tutto può essere fatto al meglio, quando sono tanti gli incarichi. Alla fine della giornata di lavoro, che per il nostro neo presidente, potrebbe essere di 24 ore, c’è da riposare. Sono abbacinato da tanta forza ed energia: neo presidente dei Commercialisti, titolare di un albergo ristorante, titolare della Varano Comunication, titolare di altri call center, titolare di una agenzia generale di assicurazioni e, tanto altro ancora che abbiamo tralasciato, per scarsa conoscenza. Impegnato in politica con incarichi di prestigio nel nuovo PDL, vice sindaco ed assessore comunale. Senza meno con ambizioni di candidatura a sindaco o in altre competizioni. Coraggio Presidente, la vita è sua, la cavalchi come meglio crede. Mi sia consentito un appunto nei confronti del sindaco Rijllo. Non chieda troppo allo stacanovista in questione, alla lunga, potrebbe averlo sulla coscienza. Lo affranchi di qualche impegno, anche lui le sarà riconoscente. Quindi, lo sollevi dall’incarico di vice sindaco. Potrebbe essere una soluzione duplice. La prima, nell’interesse di risparmiarlo, la seconda, si tradurrebbe in un vantaggio per gli interessi del paese che lei amministra. Un limone spremuto difficilmente potrà dare altro succo.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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I guai dei viacchi sugnu tri: i doluri, nu fattu chi non si po’ dira e, u terzu?

Mannaia, mi scordai!

Un proverbio che calza esattamente per i vecchi ma, per i giovani non dovrebbe andare bene. Eppure. La mancanza di memoria è un grosso problema. Mio nonno raccontava che, "io mi ricordo tutto quello che è successo anni addietro ma, non ricordo quello che è successo due minuti fa." L’eroe odierno, autore di certe dichiarazioni alla stampa, ha il problema opposto, dimentica il passato e trova difficoltà anche con il presente. Se la prende con qualcuno, che farebbe da cassa di risonanza alla maggioranza comunale, per aver scritto: "Finalmente dopo trenta anni il metano arriva a Borgia". Chimmu u viu santo e riccu. Ma, allo stesso modo ha iniziato l’articolo il suo intervistatore! Poi afferma che questa maggioranza non si deve attribuire gli onori di aver portato il metano a Borgia. Fatto sta che attualmente è al governo questa maggioranza e quindi, si attribuiscono loro il merito. Se lo avesse fatto lui, nei due anni che ha amministrato, ne avrebbe avuto tutto il merito. La mancanza di memoria, purtroppo non lo aiuta nel suo dire, perché continua nell’affermare che sono trenta anni che il metano doveva essere installato. Colpa di questa compagine di maggioranza che da sempre segue il sindaco Rijllo nelle sue avventure. Anche in questo caso la memoria non gli è fedele. Perché, anche quando sedeva lui sul grande soglio comunale, aveva gli stessi uomini di oggi. Quegli stessi che lo hanno mandato a casa prima del tempo. La realtà è una soltanto: ci sono in Borgia consiglieri comunali che da lustri siedono in comune, fra questi anche lo smemorato. Alcuni fra non molto festeggeranno le nozze d’oro con la poltrona. In definitiva, sono sempre gli stessi che si strofinano i pantaloni sugli scranni. Questa classe politica o di presunti tali, facendo le debite eccezioni, non è mai cambiata. Resistono imperterriti, anche dopo aver raggiunto la soglia della pensione. E, ad ogni consiliatura si presentano puntuali per essere rieletti.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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E de pua, dicianu ca a mala nominata l’ava sempa u lupu.

Dicono che un giorno si sono presentate al giudizio del re Salomone, due donne che si litigavano il figlio. In maniera salomonica decise che, un soldato della sua guardia, doveva tenere sospeso in aria e per le gambe il bimbo. Poi si fece dare un spada e fece finta di vibrare un colpo sull’oggetto della contesa, tanto da tagliarlo in due. Una delle due donne, piangente si prostro ai piedi di Salomone e supplicò il re di risparmiare la vita del piccolo affidandolo all’altra richiedente. Fu così che il grande re decretò e diede il piccolo alla povera donna che in lacrime aveva deciso di rinunciare al figlio purché vivesse. Nessuno a Borgia ha usato la spada di Salomone per fare giustizia, è pur vero che le suore sono state cacciate, ma costoro non hanno fatto nulla per rimanere, hanno accettato trincerandosi dietro l’obbligo dell’obbedienza, ed hanno fatto ancora di peggio. Per tagliare completamente i ponti con Borgia e per fare un dispetto a qualcuno che li aveva offesi, si sono sbarazzati di tutto l’arredamento che c’era nel palazzo Calogero. Non l’hanno regalato ma, hanno venduto al maggiore offerente. Fra le tante cose c’erano dei pezzi di antiquariato di buona fattura. Una sola suppellettile era di loro proprietà, un armadio di nuova fattura, tutto il resto non apparteneva alle suore. Hanno rischiato di essere incriminate per sottrazione di beni, si sono salvate per l’incuria degli amministratori che non hanno fatto mai inventariare i beni comunali. Ma aldilà di tutto, c’è stata la cattiveria di non lasciare nulla, neppure uno spillo per le eventuali consorelle che le avrebbero dovute sostituire. Sino ad oggi non è arrivato nessuno, ma con molta probabilità dovrebbero arrivare nei prossimi mesi. Quindi cari borgesi mettete mano ai portafogli e pagate le nuove attrezzature per le prossime suore.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ognunu facia como po’ e como li piacia.

Se ve lo dico io, che ho sempre sperato che la gente peccasse sempre di più, ci potete credere. Fare l’amore fra persone dello stesso sesso è una cosa che si perde nella notte dei tempi. L’amore è l’amore, comunque si faccia e con chiunque si faccia. Quindi, chimmu v’arranca l’anima, tutte queste polemiche che sono scoppiate per una canzonetta al festival, è la peggiore ingiuria alla intelligenza della gente. Ognuno di quelli che hanno sollevato la polemica, lo hanno fatto solamente per farsi una valanga di pubblicità. Il carosello mediatico così si costruisce e si gestisce, se non ci fosse la polemica, se non ci fossero le orde scatenate degli omosessuali, i critici prezzolati ed i giornali scandalistici, non potrebbe avere una grande accoglienza ed un grosso ascolto. Altrimenti non si potrebbero giustificare i milioni che vengono distribuite a destra e a manca., arraffando nelle tasche dei contribuenti. Ma ritornando all’amore, se permettete a me piace avere fra le braccia una donna, mi piacciono le donne, le adoro non saprei vivere senza di loro. Ho una piccola idiosincrasia, non mi piace accarezzare un viso cespuglioso, amo quelli levigati, basto io come carta vetrata. Soprattutto mi piace fare l’amore e lo faccio con grande impegno e soddisfazione, però non lo vado a sbandierare ai quattro venti, non ho bisogno di mettere in mostra le mie bramosie. Da quando è stato creato il mondo che si pratica l’amore, senza che questo venga messo in piazza, a persino i miei colleghi, che erano gli angeli cattivi come me, praticavano quell’amore che ad ognuno di loro andava a genio. Ora sembra, da qualche tempo, che l’amore per essere vero debba essere fatto fra persone dello stesso sesso e, che per di più, debbano gridare al mondo intero la loro differenza. Differenza perché? Chi la fa questa differenza? Allora sono proprio loro che vogliono che questa ci sia, che venga evidenziata. Una sola cosa mi stupisce, la scarsa reazione delle donne etero, sono state messe in disparte, relegate in un angolo, immolate sull’altare dei diversi. Reagite! Reagiamo! Altrimenti finiremo per soccombere.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Accordala tu, sta chitarra

Ci sono persone che pur di avere un titolo arrivano a fare carte false, mentre altri, non appena hanno raggiunto un piccolo traguardo "si tenunu e latu". Alla fine dei conti, questo paese è talmente curioso che nonostante tutto non si può che amarlo. C’è un serraglio di personaggi da fare invidia al mondo intero. E, fra i tanti, c’è qualcuno che sta seduto dopo l’ arrampicata, sugli scranni del consiglio comunale con una doppia carica istituzionale. L’operazione da parte sua è stata confezionata alla meglio ed il risultato lo ha ottenuto ma, per i cittadini e per l’attività amministrativa, in considerazione delle cariche che detiene, qual è il risultato che sino ad oggi ha portato? "Chissu ‘on leva e non feta". In molti del Palazzo dicono che lui, cioè il vicesindaco, è pronto da sempre a dare le dimissioni, ma che lo stesso sindaco, pare faccia orecchie di mercante. Allora c’è da domandarsi, perché tenerselo a dispetto del stesso santo? Forse per non avere l’imbarazzo di trovarsene un altro? Quindi nel timore di non scontentare nessuno e non alterare un certo equilibrio, si preferisce lasciare tutto come si trova. Così, Borgia passa per il primo paese che ha un vicesindaco ombra. Le due opposizioni sono anche loro mutilate dalle assenze. Una domanda sorge spontanea, perché non si tolgono dalle scatole tutti e tre? Senza meno i primi dei non eletti , che dovrebbero sub entrare, al posto dei due consiglieri assenteisti di minoranza, potrebbero apportare un contributo migliore alla causa. Per lo meno ne proviamo altri due, hai visto mai!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Aiutati che Dio ti aiuta

"Aiutati che Dio ti aiuta" Così dice il proverbio ma, per alcuni questo adagio non suona bene, si vuole tutto e senza impegnarsi. Avremmo voluto lasciare ancora in cantina il diavoletto Belfagor, perlomeno nell’imminenza del Natale che richiama tutti alla bontà ma, quando il tentatore  viene tirato per le corna questi sono i risultati. Il Parroco dall’altare, nel corso dei suoi sproloqui domenicali, insiste a chiedere alle sparute presenze di coraggiose pie donne: "Pregate per me, perché possa diventare santo." Andiamoci piano con queste richieste caro parroco. Lei non può indurre nessuno al peccato, questa è opera che appartiene solamente a me che sono un diavolo. Quindi non può chiedere alla gente che il Padreterno la faccia salire sin lassù. Anche perché è ancora troppo presto e poi, i santi vengono fatti sempre dopo morti e mai prima. Soprattutto dovrebbe porsi questa domanda: "Che cosa sto facendo io per meritarmi l’aureola?" Se lo riesce ad immaginare, San Pio  che per diventare santo si sia preoccupato di trovare un tecnico del computer in grado di creargli un sito internet? E’ pur vero che Obama, ha fatto un ampio ricorso a questo strumento per convincere la gente a votare per lui. Però lei pretende troppo, ed avrebbe ben poco da sperare che qualcuno possa intercedere per lei attraverso la tastiera.  Forse non conosce bene i suoi parrocchiani, ne tanto meno si è mai recato a fare visita ai suoi assistiti per rendersi conto che il 75% dei borgesi sono vecchi e ammalati. I giovani che lei non conosce affatto, sono una tanto piccola minoranza.  Quelli che ancora resistono in paese sono talmente pochi e a rischio di essere tentati, se non  ingurgitati dalle organizzazioni malavitose. Quindi! Chi dovrebbe navigare sulla rete telematica?  Le stesse persone, sempre quelle, che ad ogni santa messa aprono la bocca per ricevere l’ostia? Non vorrei darle un consiglio, non sono così scemo da far del bene a qualcuno: abbandoni per sempre l’idea di arraffare il palazzo Calogero con la scusa di  farne un oratorio, Don Bosco è morto da tempo, Don Rua idem con patate e don Milani è lontano da lei anni luce. Sa! Per creare un oratorio è necessario avere la materia prima, cioè i giovani. Le caserme vengono costruite per ospitare i militari di truppa, i generali non vivono in caserma.  Quel palazzo è proprietà comunale per fortuna,  e tale rimarrà, ci faccia una croce sopra. Sarà adibito ad una opera molto più importante che possa accogliere i giovani  per farli crescere culturalmente. Lei,come capo della chiesa cittadina, ha quattro chiese a disposizione, a turno le usi tutte, nessuno le dirà di no!
 

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Na vota si dicia, ca sulu a fimmana potta mentira u diavulu ‘nta bottiddja.

In questo esercizio ci provano tutti, ma non sanno che è prova di una difficoltà inaudita. Ma esiste anche un proverbio che afferma che "le bugie hanno le gambe corte". Non è neppure vero che le verità sono tante, la verità è una sola e non può essere come l’elastico delle mutande che si allunga o si accorcia a secondo della circonferenza della panza. Quindi quando si raccontano le frottole, prima bisogna saperle presentare e poi è necessario guardarsi intorno, perché potrebbe esserci uno scomodo testimone in grado di raccontare la vera verità e non quella addestrata alla bisogna. Anche se, per inciso, i bugiardi e gli infingardi mi stanno veramente simpatici, perchè non dovete dimenticate che io sono il diavolo. Ma pure loro devono dire tantu quantu e nommu s’allarganu assai. Qualcuno ha raccontato qualche retroscena sulle passate elezioni amministrative comunali, ma ha narrato una versione riveduta e corretta, a suo uso e consumo. Siccome è sempre meglio sentire le altre campane e possibilmente quelle intonate e non stridenti, come un diavoletto che non vuole badare ai fatti propri, sono andato a parlare con i vertici di partito da cui dipendevano i due galletti che intendevano amministrare il paese che, detto fra parentesi sono sempre gli stessi, i quali mi hanno dichiarato che avevano imposto, siccome la vertenza era diventata insostenibile, di fare un passo indietro ai due :Rijllo e Esposito e quindi procedere alle mini consultazioni primarie. Il secondo non ha inteso indietreggiare e ne tanto meno aderire alle primarie. Dalle quali poteva emergere un terza identità. Insomma il sindaco doveva essere Esposito a tutti i costi. Siccome bisognava andare alla guerra, si è provveduto da entrambi le parti ad arruolare di tutto e di più. Una parte ha vinto la battaglia, mentre l’altra uscita sconfitta non è riuscita a digerire. In un secondo tempo San Veltroni ha pensato di mettere tutti d’accordo sotto l’ombrello del PD. I capi di cui dicevo prima hanno detto basta alle liti e siccome erano stati adottati dallo stesso padre, da ora in poi dovevano fare la pace. ‘Ncunu eppa pemmo s‘nbucca u pruno. Ma siccome nella cabina elettorale, come si diceva dalle parti della Democrazia Cristiana. "Dio ti vede e Stalin no!" i signori che non avevano digerito hanno pensato di non appesantirsi di più lo stomaco e hanno indirizzato i voti in altre direzioni.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Semplice Umorismo !

Qualcuno mi chiedeva di essere più chiaro sul mio precedente intervento, non potrei farlo io vivo nell’equivoco e nella sibillina interpretazione dei fatti di tutti i giorni. Però un piccolo consiglio, leggendo le pagine dei quotidiani di oggi ed i vari telegiornali; nei quali si parla di qualche timido scalatore dell’alta finanza che viene stoppato e fatto saltare in aria, più gli scioglimenti dei civici consessi, in questi fatti e notizie troverete le risposte. Circa la domanda a chi giova avere i capi in paese, Beh! Mi sembra così assurdo non avere compreso, era un tentativo di fine umorismo, forse male esplicitato. Grazie e, alle prossime.


Che vita strana è la mia, un diavolo che si deve occupare della chiesa.

E’ una grossa contraddizione, ma noi diavoli in questi equivoci ci troviamo a nostro agio, la poca chiarezza, le insidiose interpretazioni, le provocazioni, la maldicenza, sono tutti compiti che ci sono stati demandati dalla chiesa dei preti e noi ci sguazziamo bene in questi equivoci. Qualche mese addietro era scoppiato il caso dei colombi, che inopinatamente e senza il permesso del custode si erano introdotti in chiesa, disturbando le funzioni e non solo, anche perché quando planavano a volo radente, lasciavano cadere proiettili fecali sulla testa dei fedeli. Poi il fenomeno si è risolto con la cacciata degli insolenti pennuti dal tempio. Perché questi volgari palombi aveva osato dimorare nella casa del Signore? Forse perché avevano seguito alla lettera gli insegnamenti del Poverello di Assisi, che li chiamava fratelli e quindi si sono sentiti autorizzati a spostare la loro dimora. Ma le cose non hanno avuto questi scopi altamente religiosi e cristiani. Questi pennuti si sono introdotti di soppiatto attraverso i vetri rotti della vetrata centrale e laterale e si sono stabiliti nel nuovo domicilio. L’0ccupazione è durata qualche mese, tanto da far nascere una nuova progenie. I vetri sono stati ripristinati dall’amministrazione comunale e l’unica colomba rimasta è quella che allude allo Spirito Santo. Fra poco il fenomeno si manifesterà di nuovo, con l’aggiunta di nuovi inquilini, le rondini. Infatti i vetri sono andati ancora in frantumi e nessuno si è dedicato alla sostituzione. Da quanto abbiamo appreso c’è un consiglio pastorale che promuove incontri culturali, assemblee varie, però nessuno s’interessa a cambiare i vetri. Eppure mi dicono che sono oltre settanta i frequentatori della canonica. Non diciamo che devono arrampicarsi, nessuno chiede che venga messa repentaglio l’incolumità altrui, ma prendere carta e penna e scrivere due righe di richiesta al Sindaco, non è una impresa così onerosa. Ma poi, che il diavolo vi porti! Non avete fra i vostri accoliti anche un legale? Fatevi patrocinare da lui e fategli chiedere l’intimazione di sfratto e fra qualche decina d’anni la legge renderà giustizia e vi sarete liberati dai colombi.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chimmu vi viu tutti santi e ricchi, possibila ca a la casa nostra succedunu sti cuasi? Eppure è così, succedono queste cose. Sarà un magra consolazione, ma tutto ciò succede anche nel resto d’Italia.

Soltanto che quando avvengono ed in maniera ben più gravi nell’alta Italia, tutti parlano di menti sconvolte o di disagio ambientale. Le stragi, gli omicidi ripetuti e sequenziali, sono fatti a se stanti e la mafia non c’entra per nulla, perché in quei posti il fenomeno mafioso non esiste. Non c’entra neppure con le tante morti sul lavoro che continuano ad accadere con una cadenza spaventosa. Non c’entra neppure quando gli operai sono degli immigrati e senza permesso di soggiorno. La grande legalità e le piene osservanze delle leggi anche in quel posto d’Italia vengono messe sotto i piedi o ignorate del tutto. Ma in questi casi la colpa è della mafia che si è trasferita al nord. Sono diciotto gli omicidi e ben sei le lupare bianche che si sono verificate in venti anni in Borgia. Sono tanti, ma pensate e riflettete su di un dato statistico, a Milano succede un fatto delittuoso ogni due ore, reati di piccola criminalità uno ogni dieci secondi, le rapine accadono con una sequenza impressionante, ogni cinque secondi. Eppure lì la mafia non esiste, continuano ad affermare gli indigeni del luogo. La violenza, il malaffare è una cosa che appartiene solamente al Sud. Le indagini di mani pulite sono nate e cresciute al nord per colpa di un destino cinico e baro e per tutti i politici ed i faccendieri che dalla Calabria sono arrivati nel nord positivo ed asettico. Qualcuno però, ci dovrebbe dire dove abita la mafia dai colletti bianchi e dagli uomini in doppio petto. Se anche costoro sono al Sud e in Calabria,ci dovranno pur dire dove sono nascoste le holding finanziarie e le grandi fabbriche, perché in tutto questo tempo non ci siamo accorti della loro esistenza. Ora non intendiamo fare come gli struzzi ed affondare la testa nella sabbia o far finta di niente. Queste vicende sono gravi e devono essere condannate da tutti indistintamente. Però, dobbiamo contemporaneamente utilizzare la stessa unità di misura, sia al nord quanto al sud. I nordici sono dei grandi lavoratori e quotati intellettuali, mentre i "sudici" sono una lurida plebaglia. Che strana anomalia quella della nostra cittadina, siamo diventati noti e paragonati ai grandi centri di mafia e di ‘ndrangheta, Platì, Bianco, Africo e tanti altri, senza avere dei cervelli pensanti, senza avere in loco uno straccio di "capo di rispetto". Credetemi la fama di Borgia che la vorrebbero come centro pensante e di comando, non esiste. Siamo dei grossi millantatori, da noi esiste una squallida manovalanza del crimine, tanti soldatini di piombo che hanno il cattivo gusto di credersi arrivati e di farsi ammazzare in mezzo alla gente e sulle nostre strade.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chi po’ fa chillu chi vò (chi ha il potere fa quello che vuole)

Io sono un cattivello di natura e non ho voglia di fare sconti a nessuno e quindi devo bacchettare tutti allo stesso modo. Però alla luce di tante cose, anche io diavolo, sono costretto a fare anche il buono, certamente non sarò tanto credibile in qualità di buono. Questi signori che scrivono contro questi poveri e miseri amministratori, dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza, non è possibile inveire e prendersela con questo signori , è vero che sono seduti su quelle poltrone da tantissimi anni e che sono sempre le stesse facce, ma anche loro hanno diritto di arrivare alla pensione. Questi signori hanno scelto di fare i politici come mestiere quindi devono godere dei benefici del sussidio di anzianità. Qualcuno potrà dire che godono anche di altri stipendi è anche vero ma, non possiamo andare a cercare il pelo nell’uovo. Ed ancora perché volerli mandare via a tutti i costi! Riescono ancora a stare seduti, possono camminare senza bastone e sono capaci di sentire anche senza apparecchio acustico. Vedete cari signori, una volta i padri ai figli facevano fare i carabinieri, perché era l’unico sistema di assicurarsi un posto fisso. Quando qualche ragazzo si dedicava alla politica, la reazione dei padri era violenta, fare politica voleva dire fare il perdigiorno. Quelli che hanno resistito, oggi sono dei politici di professione o dei portaborse per convinzione. Insomma ci hanno preso gusto e denaro e ovviamente non intendono mollare l’osso. Oggi i padri spingono la prole a fare i politici perché, questo è l’unico modo per sistemarsi, ma i figli non hanno voglia di farlo. Allora! Spediamoli a casa questi vecchietti faccendieri della politica ma, chi ci metteremo al loro posto? Cari ragazzi, avrei tanta voglia di indossare uno scarpone grande quanto una casa e prendere a calci nel culo tutti i politici di qualsiasi colore di appartenenza, perché tutti sono dannosi e questo per me diavolo è una buona cosa, ma ci vogliono i ricambi. Invece mi pare di vedere tanti Bastian contrari, ma solamente a parole. Scendete in politica ragazzi e mandate a casa i vecchi, che qualche mio collega diavolo se li porti in alto e li faccia cadere senza paracadute.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Sutta u ‘cuallu tisu Diu sa si c’è cammisa. (le apparenze ingannano)

I colletti bianchi nascondono parecchie insidie. La riprova si è avuta ieri sera in Sala Consiliare, questo luogo e di pubblica frequentazione ed utilità, ma che tale non è stato, ha preso le distanze dal resto dei cittadini ed ha dichiarato di voler lavare i panni in casa. S’ammazzaru u puarcu e si chiudiru, non è possibile servirsi della Sala della Massima Assise Cittadina per una riunione di partito. Esistono per queste cose i locali sezionali. Quei luoghi possono essere sbarrati e quindi chiuse al pubblico e di conseguenza anche alla stampa. La paura fa novanta, il coordinatore Piero Amato ha capito che non tirava aria buona in quella assemblea ed ha preferito tappare la bocca alla stampa. Se le cose dette in quell’interno andavano fuori o peggio sui giornali, veniva compromessa l’ammucchiata a freddo che era stata fatta per il nuovo Partito Democratico. Quindi, il tanto celebrato entusiasmo dei cittadini precettati e costretti a pagare per votare alle primarie del 14 di ottobre, veniva messo a nudo, evidenziando tutte le conventicole di famiglia e di comparaggio. C’era nelle intenzioni dei politicanti locali la volontà, attraverso questo strumento di misurare nuovamente le forze in campo per poter stabilire chi in effetti poteva fare la voce grossa nel prosieguo della attività politica locale e provinciale. Siccome abitiamo nella più grande metropoli del sud, cittu, cittu a chiazza a pendinu, sono riuscito a scoprire e confermo tutte le tensioni che vivono in questo partito costruito artificialmente. Questo PD borgese è una contraddizione in termini, fatto di separati in casa, ma attenzione che chi campa sotto lo stesso tetto e afferma una separazione di fatto, può essere perseguito a norma di legge. Questo partito dicevo, in Calabria e soprattutto a Borgia, è nato per la conquista dei posti di governo, centinaia di poveri ragazzi senza arte e ne parte, hanno pensato ancora che somari possono volare. I somari sono quadrupedi terrestri e pertanto non hanno le ali, le menzogne invece, le ali le hanno, ma hanno le gambe corte e prima o poi vengono scoperte.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chi corna fa, mora cornutu!

Che attività curiosa quella di certi borgesi, che sono pronti a criticare tutto e tutti, riescono a farlo nei modi più impensati: a ridosso di una porta sulla strada alla quale chiedono ospitalità nei mesi invernali per ripararsi dall’acqua e dal vento. Oppure ad un interminabili passeggiate su e giù per il paese, durante i mesi estivi. In servizio ed in ossequio a quest’ arte del chiacchiericcio, della critica e della maldicenza, i nostri eroi sono capaci di impegnarsi per ore ed ore senza sosta, sfidano l’inclemenza del tempo, preferiscono somigliare a dei pesci congelati o degli stoccafissi essiccati, ma loro uomini duri, rimangono al palo. E’ un rito che si ripete con costanza tutti i giorni che Dio ha creato. Anche se per una giornata sono stati impegnati sino a sera, non per guadagnare il pane con il sudore della fronte, perché di solito queste gole profonde non amano tanto il lavoro, ma anche per il solo il gusto di intirizzirsi per qualche mezzora, devono raggiungere il punto d’incontro. Mai tornare a casa in orario giusto, quello per gente normale, a quell’ora rientrano i mariti, che vengono comandati dalle mogli. Questi gentiluomini del turpiloquio, non lasciano tanto spazio per la moglie o per i figli, sempre che qualcuno li abbia. La moglie è sempre una femmina e tale deve rimanere, tanto per non farsi accusare da qualche loro seguace, che hanno snaturato un rapporto duro, di chiusura ermetica che si tramanda da padre in figlio. La moglie deve solamente subire, deve esser pronta a spalancare per ospitare la voglia di un atto di piacere e di possesso, che si consuma in una manciata di secondi. Vuoi mettere quel raptus voglioso con la sottile e penetrante maldicenza! Dire male, calunniare, mettere in piazza e ingrandirli smisuratamente i problemi di una povera famiglia, è un piacere che solo i più eletti possono provare. Questa gente sa tutto è capace di tutto, conosce tutti i mestieri senza averli mai praticati, quindi sono in condizione di giudicare a ragion veduta Ebbene questi "signori" hanno sempre criticato e mai hanno messo un dito in acqua. Quello che è più strano ed incomprensibile, che sono in tanti i loro proseliti, ci credono, si bevono tutte le panzane che gli vengono raccontate e molto spesso inventate, hanno la grande abilità di divagazione sul tema. Purtroppo la madre degli scemi è sempre incinta.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Facimu sempa i cuasi all’ammuzzu!

Tutti avranno osservato quanti lustrini soni stati applicati ai muri dell’edificio scolastico della scuola elementare. Certamente avranno fatto uno studio particolare per la scelta dei colori variopinti che fanno bella mostra di se sui muri. Non hanno lesinato sui mattoncini per costruire rosoni di dubbio stile e di difficile interpretazione. Insomma al di la dei gusti abbastanza discutibili, l’edificio ha una certa gradevolezza e senso del pulito, cosa che si apprezza molto di più nell’interno, dove l’eclettismo del progettista non doveva essere sollecitato. Però a tanta arte non è corrisposta altrettanta funzionalità. Alcune aule degli ultimi piani non possono essere utilizzate perché ci piove dentro. La più ingoiata e una delle sale multimediali che la scuola elementare possiede. Questo vano può essere utilizzato nelle giornate senza pioggia e proprio quando vien giù l’acqua i ragazzi debbono attraversare il cortile per poter raggiungere la sala più vicina. Ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto, il bellissimo Palazzo Municipale ha avuto dure traversie prima di arrivare al completamento dell’opera. Indubbiamente rimesso a nuovo in maniera gradevole. Pregevole l’intuizione di un collegamento fra il vecchio ed il moderno attraverso la passerella sospesa al soffitto in spesso cristallo. Marmi ed istoriazioni di un certo pregio, a voler essere un tantino più critico, si potrebbe essere non d’accordo con la tinta pastello, quasi da tinello che affligge le mura. Ma, a guardare le mura interne, dopo appena due anni di fine restauro emergono tutte le magagne. L’umida e le infiltrazione d’acqua fanno esplodere l’intonaco, mentre la mussa affiora lungo i battiscopa e sale lungo le pareti con una sgradevole puzza che offende l’olfatto. Perché è successo tutto ciò? Nella prima trance di lavoro che prevedeva il consolidamento e la messa in sicurezza delle mura portanti, la ditta esecutrice dei lavori in maniera inopinata oppure con il disegno di continuare il lavoro, toglie la copertura ed il palazzo rimane senza cappello per otre tre anni. Tutto ciò sembra molto da vicino alle cose fatte a fatica e con l’andazzo tutto italiano.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ma chi omini curiusi!

Non avrei mai immaginato che il più grande problema borgese fossero i manifesti a lutto, soprattutto quelli che il comune fa affiggere per il decesso dei dipendenti o dei familiari. Anche in questo caso, secondo alcuni politici, l’amministrazione in carica riesce a fare preferenze. In definitiva il sindaco ha fatto un elenco degli impiegati dividendoli in buoni e cattivi, simpatici ed antipatici. Caro Sindaco lei non ha il senso della misura, si ferma solamente ad omaggiare di manifesti luttuosi solamente i congiunti prossimi. Vorremmo sapere con quale criterio! Lei deve ordinare l’affissione, soprattutto per quelli lontani, si deve estendere questo privilegio sino alla quinta generazione. Non bisogna tralasciare nessuno, anzi! Direi che lei dovrebbe allestire una camera ardente nella Sala Consiliare e fare vegliare le salme da un picchetto di vigili urbani, unitamente alla presenza continua di un amministratore e proclamare una giornata di lutto cittadino. A conclusione della mesta cerimonia, nell’androne del Municipio, tutto il Consiglio schierato insieme ai congiunti del defunto, dovrebbero dare seguito alla bellissima usanza della stretta di mano per partecipare le condoglianze. Caro Sindaco, lei deve preservare le usanze tribali, che il parroco continua a mantenere. Deve assolutamente garantire la ressa, gli spintoni di tutti coloro che hanno fretta di stringere le mani dei poveri ed addolorati congiunti del deceduto, per poi raggiungere al più presto possibile le panchine o gli amici con i quali chiacchierare e ridere amenamente. Chimmu v’arranca l’anima! Io non sono nelle condizioni di fare un’interrogazione al Sindaco con risposta scritta, per accertare come si spendono i soldi in affissioni funerarie. Però volgiamo gridare con forza che non deve essere speso neppure un centesimo per queste becere esibizioni di partecipazione al dolore altrui. Soprattutto in questi frangenti bisogna rispettare la dignità di chi muore e di chi soffre. Una partecipazione attraverso una firma apposta su di un registro e la presenza alla celebrazione della santa messa, ha maggiore valore delle esteriori quanto assurde manifestazioni. "Noi siamo persone serie -dice Totò nella Livella- apparteniamo alla morte."

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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‘U puarcu quandu è puarcu de natura ha voglia ca lli fai lu strica e lava.

Sono contento che in tanti mi leggono, tutto ciò mi fa piacere, però non mi fate arrossire più di quello che sono per natura. A proposito buon anno a tutti, che sia un anno come lo volete voi e non come quello che sogno io, cattivo ed incazzoso. Mi chiedete perché non parlo male dei politici. Vedete cari amici, ho un po’ di riluttanza a dare fiato, a dedicare i miei strali a gente che è più cattiva di me. Mi fa rabbia tutto ciò, mi sono reso conto che sono molto più infingardi e falsi del sottoscritto. Esercitano nei miei confronti una sorta di concorrenza sleale. Racchiudono tutte le cose peggiori che di solito vengono accreditate al "maligno", che poi sarei io. Quindi non voglio parlare della concorrenza ma, se poi vengono tirato per le corna, vuol dire che cercherò di essere più cattivo di loro. A vurpa vecchia scanza a tajjiola. Vedete a Borgia esistono 37 associazioni di vario genere: culturali, socio assistenziali, ricreative e poi esiste la regina delle associazioni la Pro Lucro (non volevo dire Loco). Quest’ultima dovrebbe avere il compito di inglobare e collaborare con tutte le altre, accettando i progetti e aiutandone la realizzazione. Nello stesso tempo tutte le associazioni dovrebbero avere nella Pro Loco (questa volta volevo dire Loco) un punto di riferimento. Invece succede che ognuno fa la guerra all’altro, perché? Primo perché nessuno di questi è attrezzato mentalmente, si comportano come i due somari legati per il collo con una corda breve ed hanno ai lati di ciascuno della buona avena. Ognuno cerca di tirare per arrivare alla propria fascina, con il risultato che non mangiano nessuno dei due. Secondo motivo, perché la politica la fa da padrona anche in questi settori. In occasione delle elezioni per le nomine degli organi Statuari della Pro Lucro, qualcuno ha cercato la rivincita alle elezioni amministrative perdute. Dall’altra parte non hanno accettato la pretesa occupazione ed hanno reagito chiamando e precettando i compagni marinari. Risultato, la politica è saltata con i piedi nel piatto delle associazioni e della Pro Lucro. Ora succede che ognuno e contro l’altro. Tutti lavorano per il proprio tornaconto e la cittadina borgese se la prende in quel posto.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chi genta curiusa!

Vi voglio raccontare una storiella che potrebbe iniziare in questo modo: C’era una volta un signore che non si voleva candidare a Sindaco. Più diceva di no e più gli altri lo pregavano: "Tu sei il migliore, se non lo fai tu chi dovrebbe farlo! Hai visto che amministrazione di cacca che abbiamo avuto sino ad oggi. E’ ora di farla finita, ci vuole gente onesta, gente che deve pensare al nostro povero paese, invece di pensare alle proprie tasche." Il migliore, scuote la testa e allontanando l’amaro calice continua a rifiutare la scomoda poltrona di sindaco: " Io vi ringrazio, ma sapete benissimo che ho la mia posizione, grazie a Dio alla mia famiglia non manca niente e poi, mi conoscete tutti, non sopporto la disonestà. Non potrei mai impossessarmi illecitamente di un solo quattrino e poi non sopporto tutto questo assenteismo e disinteresse dei dipendenti comunali, ma soprattutto non sopporto che alcuni possano fare il bello ed il cattivo tempo. Ci sono impiegati che non lavorano e quando lo fanno, è per il proprio tornaconto. Vedete io non accetto tutto questo e perciò non posso fare il sindaco, con me devono girare tutti come birilli, io non potrei consentire niente di tutto ciò. Allora voglio stare tranquillo e godermi la mia famiglia." Ma puru i santi si fannu tentara e convincira. "Il migliore" diventa sindaco. Anche con lui il paese non cambia, anzi! Cambia lui, riesce a sistemare meglio i suoi interessi, diventa provvidenza per i parenti ed amici e quando qualcuno gli ricorda cosa ebbe a dire tempo prima risponde: " Mi avete caricato di queste responsabilità, voi non immaginate neppure cosa vuol dire fare il sindaco ed avere a che fare con tantissime persone, gente che la vuole cruda e chi cotta. Meno male che ho finito. Sono passati cinque anni di tribolazioni, mi voglio dedicare ai miei figli, farò il padre ed il marito, finalmente!" Qualche tempo dopo si completano le liste elettorali e per pura magia riciccia di nuovo la candidatura de "il migliore". Giustamente! Doveva completare quanto aveva lasciato a metà! Aveva ancora qualche cosetta da sistemare. Ma il destino questa gli volta le spalle e passa dal comando all’opposizione. Quindi si rimpossessa dei panni di prima e ricomincia praticare la politica da marciapiede. Il nuovo sindaco, in quanto tale, diventa il nuovo ladro, i dipendenti comunali i soliti lavativi e gli interessi ritornano ad essere quelli privati e non della comunità. Con questo andazzo si sono alternati i vari sindaci borgesi, ognuno pronto a dire male dell’altro, quello che prima era maggioranza, ora da la patente di ladro a quello in carica. Chimmu u diavulu u vi tingia! Insomma con questo criterio, tutti sono dei ladri, Ci sarà un onesto in mezzo a tanti? Il vecchio adagio che dice: " tutte le donne sono delle puttane, tranne quella santa donna della mamma, della sorella e della moglie.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Menu mala ca ncunu mi scriva o si lamenta ca mi scoradi cuamu si scriva.

Cara Trilly, così si cominciano le lettere, non ho smesso di scrivere dopo l’uscita di scena delle catechiste, ho continuato ancora un po’. Poi, dopo lo scarso interesse dei lettori nei miei confronti ho deciso di prendermi una vacanza. Mi sono imposto la vacanza. Mi sono fatto rinchiudere in un armadio e ho fatto gettare le chiavi. Vado via da questo mondo crudele che non ha accettato i miei fendenti contro i portatori di abiti talari ed i politici. Forse è valso il detto cristiano-popolare "Scherza con i fanti e lascia stare i santi". Poi, siccome anche il diavoletto ha un cuore e mi sono ripromesso di abbattere la porta che mi divide dal mondo e tornare ad inveire. Lo so, siamo a Natale ed anche il diavolo deve essere buono, ma continuare a farlo vorrebbe dire essere fessi. Ed allora, visto che una lettrice ce l’ho, continuerò ad incazzarmi. Pua dici ca a ncunu li girano i ….. Mi hanno raccontato che alcuni giovanotti ben vestiti, bussano alla porta dei pensionati, specialmente se vivono soli. Si qualificano come incaricati del Comune per controllare le ricevute dei contocorrenti del canone della spazzatura o dell’ICI, mentre i poverini vanno alla ricerca delle ricevute, gli eleganti presunti messi comunali rubano ogni cosa. A lu poveru sciancatu li chiova supa u culu puru si stacia assettatu. Io Belfagor ho sempre apprezzato i ladri, specialmente quelli che riescono nel loro intendo senza danni alle persone e se le loro imprese sono rivolte verso colori i quali hanno tanti soldi che gli escono dalle orecchie. Ben fatto rubate ai ricchi per dare ai poveri. Leggi quanto mi sento buono e natalizio cara Trilly! Ma, andare a rubare nelle case di chi soffre e tira a stento la vita è una azione vergognosa. Già c’è il governo italiano a rubare con destrezza nei confronti dei poveri afflitti, " a nessunu puazzu a mugghjerma puazzu". Hanno deciso di aprire, spalancare le porte a tutti quelli che arrivano da ogni dove, senza controllo e senza documenti e meno male che i ladri ben vestiti che operano a Borgia, da quanto so io non picchiano, forse perché non trovano ostacoli! Ed allora, caro sindaco, caro maresciallo, caro parroco fate un’assemblea, mandate delle lettere, fate tutto ciò che il diavolo vi porti, ma mettete in guardia questi poveri vecchi soli.

Ciao Trilly e a presto

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Aspetta ciucciu miu e non magiara, ‘nzina ca arriva l’erva nova.

E’ veramente una disdetta per il duo dell’opposizione di sinistra o presunta tale. Non so quale sia stato lo stratega che li ha consigliati, ma i risultati sono stati pessimi in campagna elettorale ed ora anche alle primarie. Hanno fatto i conti senza l’oste e per la seconda volta, hanno sottovalutato l’avversario. In pratica gli sono caduti in braccio, e pensare che non l’avrebbero toccato neanche con una canna. Costui era l’appestato, il reietto, l’apolide della politica, la merce avariata di magazzino. Ma come si dice da noi: de’ ciangiuti si vacia in paradisu. Questo povero derelitto, credeva di contare qualcosa, in seno ad un partito che era stato quasi generato da costoro, e per la bisogna si era affiancato ad un altro misero incapace ed ignorante, che millantava frequentazioni ad alto livello. Nessuno tranne i due mostri sacri della politica, si potevano permettere di vantare amicizie al vertice. In una polemica pesante sui giornali, avevano consigliato allo sprovveduto di fare rispettosa domanda, ed anche se erano trascorsi i termini per l’iscrizione al partito, avrebbero messo i loro buoni auspici, per farla accettare. Da ieri le cose si sono invertite, il poverino è di fatto nella stanza dei bottoni e siede alla destra del padre, i signori in predicato, dovranno fare anticamera con il berretto in mano. Non solo, ma si sono ormai preclusi ogni strada e qualsivoglia favore. Insomma; cadiru in vascia fortuna. Ora dovranno andare a bussare ad una porta precisa del Municipio, col capo cosparso di cenere, per potere ottenere qualche ulteriore incarico nella fattispecie: la presidenza del consiglio. Poi, ricevuto l’osso staranno buoni e mogi sotto il tavolo. Potrebbero fare anche il gran rifiuto e dichiararsi indipendenti e quindi continuare la pantomima, ma a meno di una migrazione il altro partito, costoro avranno i battenti serrati. Io da terribile diavolo, vedo anche improbabile l’incarico di presidente, conosciamo il sindaco e sappiamo che panni veste, per spiegarvelo meglio vi racconto una barzelletta: Un giovane napoletano viene condannato in Cina alla pena di morte. Il giudice gli chiede di esprimere un desiderio prima dell’esecuzione ed il giovanotto chiede:"Voglio imparare il cinese", è inutile dire che il napoletano non imparerà mai quella lingua.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chissa esta na cundanna vera, o u diavulu, c’ammu parru sempa e chiasi e di prieviti. Chi cundanna amara!

In tutti le parti del globo ricevere un attestato di benemerenza, un riconoscimento dei propri valori od un premio, è cosa che riempie di immenso orgoglio e gratitudine. Ogni regola ha la propria eccezione e naturalmente Borgia non poteva essere da meno. La Regia Arciconfraternita da due anni consegna riconoscimenti a personaggi che si sono distinti nelle vari discipline artistiche e nel campo del sociale. Quest’anno è stato organizzato l’evento nel migliore dei modi e sotto i migliori auspici. Sua eccellenze l’arcivescovo di Catanzaro monsignor Ciliberti ci ha tenuto ad essere presente e con lui anche sua eccellenza Pietro Lisi prefetto di Cosenza, il sindaco di Borgia, le autorità militari e civili. Quindi presenze di tutto rilievo e chiesa gremita di popolo. L’unica grande defezione è venuta dai premiati, di fatto, i riconoscimenti di quest’anno è come se fossero andati tutti alla memoria. Il riconoscimento a Rocca era alla memoria e doveva essere ritirato dal figlio, il quale era assente ingiustificato, e per ingiustificati motivi:temeva di dover incrociare lo sguardo con il maestro Fodaro, secondo Rocca suo antagonista essendo lo stesso operatore del pennello. Il secondo premio al professore Guerrieri, anche lui assente ingiustificato, motivi: di scarsa condivisione al riconoscimento accordato al Rocca. Premio per pittura al maestro Fodaro, assente per motivi famigliari, doveva fornire assistenza pediatrica. Premio per la scienza dottoressa Maria Passafaro, l’unica assente giustificatissima. Premio speciale per l’impegno sociale al dottore Passafari, morto di recente e ritirato dal figlio, grazie per la presenza. Mo vidi cuamu vacia u mundu. Uno di questi non presenzia perché non condivide l’assegnazione all’altro. Un altro ancora non presenzia perché a ricevere il premio un altro, che si aggiudica il riconoscimento, ha osato carpirgli il titolo di maximum ed il mestiere. Male ha fatto la Regia Arciconfraternita, a pensare di attribuire dei riconoscimenti a gente che non ha bisogno di tali guiderdoni, costoro brillano di luce propria e tutto ciò che di più terreno possa essere loro attribuito e concesso è del tutto vano e privo di significato. Questi elementi gravitano nella loro orbita iperuranea, nessuno li può avvicinare e nessuno li può tediare con riconoscimenti risibili. Quindi bisogna lasciarli nella loro immensa aureola e di volta in volta, se è proprio necessario, incensarli con turiboli dorati. Mi congratulo con la Regia, per aver voluto dedicare un pensiero a Suor Fiorina, però avrebbero fatto meglio a farlo ritirare dal presidente delle Preziosine, oppure spedirlo mezzo posta alla Casa Generalizia. Consegnarlo a colui il quale ha combattuto e vinto la battaglia contro le suore, secondo me è il colmo della scellerataggine.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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‘ncuna vota a mu cangia pura u diavulu, però

sulu pe’ puacu.Ca sinno, non c’esta diveriementu.

Per dirla come i latini: "Sic transit gloria mundi" e per coloro i quali preferiscono l’italiano, lo diciamo come scritto dal Petrarca: " Passan vostri trionfi e vostre pompe, passan le signorie, passan i regni; ogni cosa mortal tempo interrompe". E’ ufficiale don Giuseppe Maria Comi sarà il vice parroco a Borgia. A lui, a nome della nostra testata Web, tutti gli auguri più sinceri, riteniamo un privilegio averlo con noi, preghiamo e ringraziamo il Signore per avercelo mandato: "Beato colui che viene nel nome del Signore". Esplicare le prerogative del vice non vuol dire subalternità, ma intende una collaborazione paritaria con il titolare. Tutto ciò è auspicabile nella realtà di tutti i giorni e nella società comune ma, in seno a Santa Madre Chiesa, questo discorso non regge, siamo tutti uguali agli occhi del Signore. Nessuno è primo e nessuno è ultimo. L’anziano è obbligato a trasferire la sua esperienza al giovane, il quale deve rinnovare l’entusiasmo e la passione all’anziano, forse assuefatto e dimentico. Borgia è un paese di frontiera, gli ultimi fatti, sono di una evidenza spaventosa e crudele. In questa trincea la chiesa deve essere in prima linea, ha l’obbligo di sollecitare ed incalzare le coscienze, deve assolutamente proporsi verso le istituzioni, verso la scuola. CRISTO va portato nelle strade, nelle case, dovunque ci sia bisogno di lui. Tuonare dall’alto del pergamo non ha valore, non serve. Bisogna vivere in mezzo alla gente la vita di tutti i giorni. Espiarla insieme a loro, gioire insieme a loro, viverla insieme a loro. Il voto dichiarato, all’atto di essere ordinato, della obbedienza e della povertà e dell’umiltà, deve essere perseguito e praticato quotidianamente. Cristo è stato l’umile fra gli umili. Si ricordi caro Parroco, che colui che le è stato affiancato nella sua "missione", non deve essere mortificato o frenato, ricordi nessuno può essere servitore di due padroni. Ed a lei caro don Giuseppe, non si faccia tarpare le ali, dia il suo cuore ed il suo impegno oltre la trincea, Borgia ed i borgesi hanno bisogno di catechesi, hanno necessità di tornare a dialogare con Dio. La Chiesa deve accogliere e non respingere, i sermoni ed i rimbrotti non hanno valenza, è necessario far festa per il figliol prodigo e non scacciarlo in malo modo.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chistu on vo ne mu pila e ne mu scorcia.

Il sindaco di Borgia si era impegnato a riportare le suore a Borgia, dopo la cacciata delle madri Preziosine, ormai sanno tutti chi è stato l’autore dell’ostracismo. Comunque, il Primo Cittadino aveva fatto una promessa formale, a tutta la cittadinanza orbata della presenza delle suore dopo ottanta anni. Sono state percorse tutte le strade percorribili ma, le offese pesanti indirizzate alle suore, avevano creato un muro insormontabile. La Madre Generale, con saggezza e diplomazia ha risposto picche, l’Ordine del Preziosissimo Sangue con Borgia aveva chiuso definitivamente. E’ stato giocoforza, da parte del Sindaco, ad abbandonare la partita. Lo stesso ha cominciato a percorrere strade opposte sino ad arrivare ad una conclusione che soddisfa tutto e tutti, tranne il capo della chiesa locale. A la fina chissu chi va cercando, a serra e giru? In definitiva le suore stanno per arrivare, o meglio stanno con un piede sul confine borgese, cosa si aspetta per farle entrare? Il deus ex machina della situazione è sempre il capo in questione, da lui dipende l’ingresso o meno delle religiose nella comunità. Il sindaco Rijllo aveva aggirato l’ostacolo proponendo una soluzione ottimale , cioè: la costituzione di corsi di avviamento e perfezionamento in alcune discipline artigianali, tanto da garantire la presenza delle suore, poi da cosa nasce cosa. L’Ordine delle suore di Santa Maria Ausiliatrice, hanno risposto con entusiasmo, a condizione che l’autorità ecclesiastica cittadina dia l’autorizzazione di pratiche religiose. Qui è cascato l’asino, il capo si è dichiarato disposto ad accettare le suore ma, per la pratica religiosa ha opposto il veto. Insomma, costui vuole snaturare la missione principale delle suore, tenendole, però a mezzo servizio Chissu facia tutto a me, tutto a me e non c’esta trippa pe u gattu. Borgisi cari, faciti na sommossa, u chiuditi ‘nto Santuariu e jettati a chiava. Dassatulu mu si cumpessa, ca ‘ndava peccati e scuntara. Primo fra tutti, l’arroganza.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Aviti u va spicciati mu vi criditi randi

A mamma randa, mi dicia: ricordati u sini sempa cuda e mai testa. A Borgia invece sono tanti che vogliono a tutti i costi essere solo testa e mai coda. Però, per essere testa, la condizione essenziale è di averla. Averla vuol dire, essere consapevoli delle proprie capacità e qualità. Bisogna essere consapevoli che non tutti possono essere dei cavalli puro sangue, ci sono e sono tantissimi, i cavalli da soma o da tiro. Uno scranno, in consiglio comunale, rimediato per puro miracolo, non autorizza il titolare a definirsi politico, ne lo autorizza a porre dei paletti, in virtù di probabili promesse elettorali. La politica è cosa seria, è una scienza. Per praticare questa attività, bisogna essere attrezzati mentalmente, possedere una buona dose di cultura, avere la duttilità necessaria per scernere il realizzabile ed il soverchio. Il politico locale deve avere l’esatta percezione della politica cittadina ma, nel contempo, deve possedere una ampia conoscenza della politica nazionale. E’ finito il tempo che per essere eletti bisognava fare la prova calligrafica. I tempi sono cambiati, non è possibile percorrere e promuovere ancora le camarille o le cordate dei comparaggi. Aviti u va spicciati mu vi criditi randi e potenti sulu pecchi aviti quattro scemi ca vi votanu, e pe ‘ncuno favora chi li facistuvu, lu faciti pagara pe’ tutta a vita. I cittadini devono dire basta a certi tromboni, ad alcuni otri pieni di vento. Gente che non è mai andata al di là del proprio naso, gente che non riesce, ne a parlare e neppure a stare zitta. Oppure sono convinti che la critica è l’unica strada possibile. E’ molto più difficile operare. Se poi, tutto questi sproloqui in libertà, hanno il solo scopo di arrivare ad occupare un posto di comando, allora la questione è più triste e squallida. Del resto, Giuda ha venduto Cristo per trenta denari. Mettere nei guai una intera comunità per le proprie mire affaristiche e una deprecabile follia. Certe volte avimu u ni misuramu, e mu ni facimu l’esame e cuscienza Avimu u ni pisamu pemmu vidimu quantu valium.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Cari giudici mia, ma duva cazzu l’aviti a capu?

Ma cuasi e pacci! Prima non si poteva dire la parola "casino" era brutta sgradevole, ma non per le persone che prestavano a loro opera in quel posto, che forse sarebbe il caso di ripristinare in maniera riveduta e corretta, evitando spettacoli poco edificanti per tutti. Poi è stata la volta di tutte quelle parole usate dagli inglesi e scritte nel vocabolario italiano, come forme di uso corrente. Guai, una volta, sentirsi apostrofare dalla parola cornuto e sollevare la mano verso l’alto con le dita dell’indice e del pollice alzati, era un insulto perseguibile dalla legge. Ora è divenuta una cosa normale e non punibile. Ma cuamu si po’ fara, ca ‘ncunu mi chiama cornutu ed io a mu staiu mutu? Il giudice non punisce una simile espressione e la stessa cosa da qui in avanti succederà per qualcuno che manderà a "vaffa…" l’altro. Certu ca era brutto ed esagerato quanto raccontato dalla barzelletta del bambino siculo che riceve in dono dal padre la lupara, per il compleanno; e se la scangia con l’orologio dell’amico. Ritornando a casa il padre lo rimprovera aspramente e gli domanda. "E se qualcuno di manda vaffa e ti chiama cornuto, tu cosa gli rispondi?" ed il figlio serafico :" Ca sugnu le tri e un quartu!". Io di una cosa ne sono certo, se qualcuno mi chiamasse cornuto, non potrei offendermi, si riferisce ad un mio complemento genetico, sono il diavolo, ma se volessero mandarmi a vaffa quattru caci ‘nto culo e nu buffettuna ‘nte mussa, si l’accatta e certu. E poi può andare dal giudice per accusarmi di averlo picchiato.Cari giudici mia, ma duva cazzu l’aviti a capu?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ma sta cazza e Rucceddha duva sta?

C’unu si sta domandandu, ma sta cazza e Rucceddha duva sta? Mi dissero ca facia parte e Borgia, anzi ca esta u stessu Comuna . Senza esagerare, più di qualcuno a Borgia non conosce l’esistenza della Roccelletta e quindi il Parco Archeologico e di conseguenza quanto avviene in quel posto. Praticamente è come se vi si frapponesse una distanza siderale, fra il centro urbano e quello marinaro. Abbiamo assistito a due eventi di grandissimo richiamo artistico-culturale: il primo con il bellissimo concerto del mastro Lori Maazel e poi l’avvenimento di ieri, nel tardo pomeriggio con la conferenza stampa e poi la inaugurazione della mostra di livello mondiale:"Intersezioni 3" e fra qualche giorno la rassegna di teatro greco "Tracce" del maestro Cauteruccio. Mi sembra così assurdo voler esasperare una frattura fra due anime dello stesso territorio. Anche perché quella marinara che sino a qualche tempo fa, veniva considerata dagli abitanti del centro storico come la parente povera, oggi si impone non solo in campo nazionale ma, anche a livello mondiale come una delle più belle ed interessanti zone dove la cultura è radicata da millenni. Una parte dell’Amministrazione è stata presente agli avvenimenti, così come la opposizione della componente di centro destra, ma gli altri sono estranei a tutto ciò. Sono arroccati nel loro assoluto contrasto nei confronti di quella cordata che, secondo loro, li ha defraudati della vittoria elettorale e soprattutto per quella zona del territorio borgese, interessato da questi avvenimenti, che ha contribuito in maniera determinante alla loro sconfitta. La cecità spirituale è una pessima consigliera, quella che porta a confondere l’avversario elettorale in un nemico e che non ti fa distinguere il momento di cultura da quello strettamente politico. Presenziando a queste manifestazioni non viene portato sugli scudi l’Amministratore in carica ma tutti i cittadini che questa figura istituzionale rappresenta.U sapiti pecchi dicu chissu? Perché, se non danno il buono esempio quei personaggi che hanno inteso concorrere allo scranno del sindaco, ai quali sarebbe toccato l’onere e l’onore, in caso di vittoria, di rappresentare la cittadinanza, immaginate un po’ quale interesse possa avere l’uomo della strada.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Proiettili di arma da fuoco

Da qualche tempo in qua, ai vari esponenti politici dei governi nazionali, regionali o locali, vengono recapitati proiettili di arma da fuoco di vario tipo. Immediatamente partono le misure precauzionali nei confronti dei presunti minacciati. Bisogna garantire come Stato, l’integralità delle persone. Quindi vengono spostate da altri servizi personale di polizia per fare da balia al politico di turno che ha ricevuto una missiva pesante. Chimmu vi viu santi, pecchì non pensati ca i malavitosi vogliono proprio questo? Il concetto è questo: visto che le carenze di personale di polizia sono gravi e tanti, se quest’ultime, poi saranno spezzettate di qua e di là per l’intera nazione a protezione di un singolo è più che chiaro che qualche servizio rimarrà scoperto? Allora sarà molto più semplice per i signori malfattori ad operare. Io capisco, anche se lo trovo contrario al mio modo di pensare, che un magistrato od un operatore della giustizia possa venire minacciato, quello che mi sembra impossibile che vengano minacciati i politici. Si chisti sugnu pasta e carna cu i delinquenti, chi fannu secundu vui, si azzannanu fra cani? Comunque io una piccola riflessione l’ho fatta e ho dedotto che ogni qualvolta un parlamentare comincia ad essere chiacchierato, oppure ha sentore di qualche avviso, immediatamente riceve la lettera con minacce di morte. Come a voler dire: " Ma voi pensate davvero che se io avessi avuto qualche cosa di illecito nel mio armadio o se pure, avessi fatto affari con questi mafiosi, mi spedivano la letterina con i confetti di piombo?" Caro il mio politico e furbetto di turno, prima bisogna vedere da quale indirizzo proviene la lettera o quale mano compiacente ha provveduto alla spedizione. Secondo, una rondine non fa primavera e quindi aspettiamo, se nel frattempo ti faranno fuori vuol dire che non eri così candido. La mafia, la ndragheta, la camorra, la sacra corona unita e chi più ne ha più ne metta, non spreca il tempo ad inviare messaggi di preavviso. Quando lo fa e se lo fa, sono messaggi pesanti ed inequivocabili, se poi sei nel mirino, i proiettili te li spediscono in corpo e non nella cassetta delle lettere.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chimmu vi fannu fringuli, fringuli!

Possibila ca sti cazzi e politici fannu danni e tutti i parti?

Aieri, mi chiamau il mio vice, che lavora nel girone di Roma e mi ha detto:"Principà, venite cca, c’è pane per i vostri denti. Non potevo mai immaginare che i quattro ministri di sinistra radicale (diciamo di estrema sinistra, altrimenti s’incazza la Bonino) hanno deciso di mandare una letteraccia al Prodino, avvertendolo: " Se tocchi le pensioni te ne vai a casa". Il Presidente, che quando ci sono le cose importanti non c’è mai, ha mandato a dire all’ex zar convertito Maxmilovic D’Alema: "Guarda che questi, sta volta fanno per davvero, spiega loro che la corda che troppo è tesa spezza se stessa e l’arco. Hanno chiesto la testa di Padoa Schioppa, e dopo aver discusso si sono accontentati del Generale Speciale, ci hanno chiesto la testa di De Gennaro, e noi gliela abbiamo servita sul piatto ora stanno cercando di fare la pace con i loro elettori e sono pronti a lasciare la sedia, quindi regolati! Tanto muore Sansone con tutti…." Il Massimino ha chiamato a raccolta la truppa sbrindellata e ha detto: "Frughiamo bene nel cilindro e cerchiamo di tirare fuori il coniglio". Gli ex compagneros, si sono fatte le pulci l’uno con l’altro, si sono stretti nelle spalle e hanno esclamato: "Siamo nella merda!" Qualcuno ha avuto un’alzata d’ingegno e ha detto:" Perché non recuperiamo quello che abbiamo parcheggiato nel comune di Roma?" Il Massimo, dopo un po’ha esclamato: " Parigi val bene una messa" Il Walterone, che ha resistito quanto una donna di facile costumi alle offerte, ha detto:"Si!" Ed allora, ha scomodato per la seconda volta il priore di Barbiana e con lo stesso motto "J Care" è partito per un giro di perlustrazione, accompagnato dal bello guaglione Franceschini. Così, munendosi del santino, sperano di fare centro, Ci avevano provato già una volta a tirare per la tonaca don Milani, allora non era andata bene, perché il priore è vero che era un socialista, ma per Mussi e compagni era pur sempre un prete. Ora le cose sono cambiate, Mussi e soci hanno abbandonato, ma fate attenzione a don Milani i quale era terribile con la chiese borghese, immaginate con i politici prezzolati.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chimmu vi viau ricchi e santi, sugnu dui misi

ca parramu e rampara li strati e ormai ni squitamma.

Quindi caro Sindaco non si faccia venire l’idea di tagliare le erbacce che crescono rigogliose nel centro storico e sulla strada del Pilacco, per favore non lo faccia, ormai ci siamo abituati a questa savana, qualcuno già pensava di noleggiare una scimmia, ed invitare qualche tipo prestante mettendolo con il perizoma e fargli interpretare la parte di Tarzan. Sa qual è la nostra paura che se, per puro caso, si dovesse accorgere di tutto questo ben di Dio che cresce ai bordi dei muri e dei marciapiedi, il pastore sardo che abita con il suo gregge appena sotto Squillace, immediatamente potrebbe portare le sue pecore e farle sfamare alla faccia dei cittadini borgesi. Speriamo che costui rimanga dov’è, anche perché, vede caro Sindaco, ormai le erbacce fanno parte dell’arredo urbano, quindi io le direi di farle annaffiarle ogni tanto e non ci starebbe male neppure un po’ di concime, aiuta nella crescita. Aspettati ca chissà est pe’ Borgia, ca doppu c’esta a Rucceddha e u mara, sapiti duva c’esta u villaggiu dei borgisi. Non vorremmo che lei Sindaco, facesse tagliare l’erba che s’infoltisce a vista d’occhio un po’ più su dell’arenile, la prego non lo faccia! Quella è macchia mediterranea, le bottiglie di plastica mediterranee, i rami secchi mediterranei, tutta la mondezza mediterranea e sul lungomare del villaggio, le buche mediterranee e i muretti mediterranei che mettono impudicamente a nudo i ferri arrugginiti. Del resto ha ragione l’Amministrazione : tanto i cunni pagaru. E allora? Passatu la festa gabbatu lu santu.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ma u sapiti duva a mu si paganu i parcheggi?

Io non sacciu si vui va ricordati a pubblicità chi si facia a Carosello, chiddha do brodu Star? Io me la ricordo, c’era il cavernicolo che diceva: "io non so niente, cartelli, strisce per terra, per me tutto va bene, tutto fa brodo." E la canzoncina in sottofondo diceva:"non è vero che tutto fa brodo…." E sponsorizzava il prodotto. Borgia fa eccezione su tutto anche sulle strisce del cavernicolo, infatti per l’opposizione di centro destra, va bene che tutto faccia brodo, tranne però le strisce blu che delimitano il pagamento per la sosta degli autoveicoli. Io conosco l’oppositore delle linee blu e so bene che è un personaggio che viaggia spesso e parcheggia altrettanto. Quindi si sarà accorto che in tutte le città d’Italia si paga la sosta. Hanno i permessi di parcheggio a titolo gratuito i residenti nella zona. Ma u sapiti duva a mu si paganu i parcheggi? A lu mara. Se tutti affermano che la villeggiatura è un lusso perché spaventarsi di far pagare 50 luridi centesimi? Per le tasche dei cittadini un centesimo in più o in meno non fa ne ricchezza e tanto meno povertà, ma se migliaia di auto pagano la sosta, il Comune, cioè noi tutti, potremmo beneficiare degli incassi che saranno impiegati per qualche altro progetto di pubblica utilità. E pua, chiddhi chi stannu a lu mara cu i baracchi, vorria u sacciu si li vrusciro a vigna a chissa opposizione! Anche perché non è scritto da nessuna parte che parcheggeranno gratis, io sacciu ca a mu pagunu puru iddhi. Poi l’opposizione si preoccupa dei cittadini che scendono al mare, che dovranno pagare il parcheggio, ma è da ridere, quando mai si sono preoccupati della località marina, questi signori, in quattro anni di governo cittadino? Ora pensano ai poveri residenti, ai poveracci delle villette, agli studenti dell’Università, estendono le loro preoccupazioni anche dove andranno a parcheggiare le motociclette. Ma dieci anni fa dove erano tutte queste preoccupazioni? Ma tutto ciò fa politica e quindi "fiato a le trombe…."

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Avaria u sugnu cuntientu, ‘mbecia mi dispiacia

 

A mammaranda dicia che a la vecchiaia ogni culu diventa viscuvu. Deve essere proprio così se ormai da tempo la chiesa viene frequentata da vecchiette che a fatica riescono ad aprire la bocca o a congiungere le mani. Fra poco, la Chiesa dovrà assumere delle badanti che accompagneranno le vecchiette all’altare. Ogni domenica sapevamo che la messa delle dieci era dedicata ai ragazzi. "la messa del fanciullo", stamane mi sono fermato sul sagrato ad osservare, ma di bambini neppure l’ombra. Poi ho riflettuto e mi sono dato la spiegazione: le scuole sono chiuse i fanciulli sono in vacanza e di conseguenza, lo sono anche per la chiesa. Tanto le maestre non li potranno rimproverare, o se lo faranno, sarà per il prossimo settembre. Però i bambini nonostante tutto ci sono in chiesa, durante le vacanze avviene il cambio generazionale, se è vero quello che i più affermano: che i vecchi ritornano bambini. Avaria u sugnu cuntientu, ‘mbecia mi dispiacia. Essì, pecchì si a la chiesa on vacia nuddu, con chi cazzo me la prendo e ragiono? Rischia di sparire anche il diavolo con la chiesa. Però, mi dicono che purtroppo, questo è un fenomeno che si registra solamente a Borgia, perché in altri ambiti, la gente continua a frequentare il luogo di culto. Allora, prima di sparire anche io, sarò costretto a cambiare paese. Ma ciò non lo posso fare e non lo farò mai, perché io qui sono nato e mi trovo bene. Vuoi vedere che per ironia della sorte sarò costretto, mio malgrado, a chiedere al Vescovo di mandare un nuovo prete? Pensate un po’ a cosa è costretto un povero diavolo!

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Posso andare al gabinetto?

Vua u vidi ca ‘nucnu mi dicia: chissu vo mu facia u risparmiu a li candidi e u sciagru al la pharina? Certamente non si risparmierà più di tanto, ma qualche soldino potrebbe rimanere in tasca. Ci sarebbe da sopportare una spesa iniziale, secondo noi molto modesta, però nel corso degli anni ci poterebbe essere un grande risparmio. A ‘ncunu li vinna a curiosità! Allora u Sindacu, dovrebbe comprare un foglio di compensato, chiamare un buon disegnatore, e questo non è un problema, perché uno già c’è ed è proprio un dipendente comunale molto bravo. Sempre il sindaco, dovrebbe rientrare in possesso di una foto del soggetto in questione ed il gioco è fatto. Grosso modo si potrebbe spendere 50 o 60 euro, però, il risparmio sarà garantito. Insomma, si tratterebbe di ritrarre il mezzo busto del vice sindaco sul foglio di compensato, ritagliarlo e appoggiarlo sulla sedia ed il gioco è fatto, sbrigativo utile e di grande risparmio. Qualcuno lo vedrebbe bene animato, ma si perderebbe il rispetto della realtà. Natru suggerimentu a lu sindacu. Ci faremo donare dal farmacista e io lo regalerò al sindaco, un pappagallo non quello con le piume che canta, ma un pappagallo, quello dove gli ammalati allettati depositano le urine, avete capito? Il sindaco nasconderà quest’oggetto sotto il banco della sala consigliare dove siede e in caso di bisogno…..certo bisognerà mettere un pochino di deodorante ma, questo è un piccolo problema. Ma chi bena a dira tuttu chissu? Sindaco lei deve evitare di far saltare le coronarie a qualcuno della minoranza, perché questi, come si accorgono che lei va pisciare, scattano in piedi ed abbandonano l’aula. Quindi o adotta il sistema che le ho consigliato oppure, faccia come faceva a scuola, alzi la manina e dica rivolto all’opposizione:"Posso andare al gabinetto?"

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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A Borgia i chiamanu trastullanti

Chimmu vi mangianu i cani, certu ca sti cunni e politici ciantu ‘nda fannu e nessuna ‘nda penzanu. Dovrebbe essere l’esatto contrario del proverbio dei nonni, bisognerebbe pensarne mille per farne una. Siamo arrivati all’assurdo che per comunicare con il Sindaco si scomoda la stampa. Il giornale è una cosa seria e non può essere legato a sudditanze politiche o presunte tali. E’ un uso improprio che sta facendo un noto esponente politico di minoranza e collaboratore di una grande testata.Crediamo in tutta franchezza che un certo pudore o quanto meno un corretto iter deontologico dovrebbe essere rispettato. Comunque sono cose che non mi riguardano, visto che come diavolo non ho la presunzione di essere un giornalista. Anche se questa categoria mi piace moltissimo, se è vero come dice il popolo, che sono una sorta di bugiardi. A Borgia i chiamanu trastullanti, forse perché fanno riferimento a qualcuno? Quindi bisogna fare attenzione a quello che si scrive, prima esiste il rispetto verso il lettore, oltre alla onestà morale che ciascuno dovrebbe possedere, giornalisti e diavoletti. Oggi dalle colonne del grande giornale di cui sopra, l’opposizione chiede che venga convocato il consiglio comunale per fare eleggere il presidente del Consiglio, sin qui niente di strano, se non fosse per il fatto che è il sindaco che dirama le convocazioni, dopo aver recepito la richiesta attraverso i canali istituzionali, e lo fa mediante lettera raccomandata, convocazione a mano oppure attraverso il sito del Comune. A Borgia succede il contrario, è l’opposizione, che non attraverso lettera ma, mediante la stampa inoltra le richieste al sindaco. Pianzu iu ca vo u mappagna, u li dica a lu sindacu: vidi ca iu hai nu mezzu potenta. A meno ché non si voglia cercare una maggiore visibilità esterna, visto che fra poco l’autore sarà il fratello siamese del sindaco(politicamente parlando) e quindi conquistare i primi posti delle rampa di lancio è importante. Ma, in definitiva, cerchiamo di essere realisti, il Consiglio sarà convocato ed il sindaco in apertura dirà: "Benissimo, avete voluto la seduta straordinaria, ebbene proponetemi un vostro candidato alla presidenza del consiglio?" E poi cosa succede? Tutti a casa e con le pive nel sacco.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Moh! Viditi Cuma vacia u mundu.

A lu ncamatu li diciunu si vo pana, secundu vui, chi facia?

 

Le cose più assurde succedono nel Comune di Borgia. L’opposizione dice ancora una volta No! E questa volta lo fa sulla costruzione delle case per le forze armate. Ma pecchì a mu i fannu alla Ruccedda? Perché il cane non è un gatto? Borgia non è servita da nessun mezzo di comunicazione veloce con il capoluogo di provincia, dove devono prestare servizio chi usufruirà delle case. Borgia non ha una strada di scorrimento veloce, a mala pena ha una mulattiera come quella dei Dirupi e una provinciale che di strada ha poco e niente. Fra non molto per via dei nuovi lavori del tracciato ferroviario, si avrà la metropolitana veloce che consentirà un immediato trasferimento verso le scuole, gli uffici, gli stessi che saranno di qua a qualche anno decentrati nella zona Germaneto. Nessuno deve dimenticare che per la volontà di qualche amministratore intelligente, Borgia non ha una scuola di livello superiore. Tutti devono prendere coscienza e convincersi che Borgia purtroppo è rimasta ferma al palo da diversi anni. Ora non è possibile più mettersi a correre per stare al passo con i tempi, ormai i buoi sono scappati e le porte di ferro non servono più. L’Amministrazione deve uno sforzo sovrumano per cercare di ricucire lo strappo che sempre di più diventa pesante e grave. Fate presto cari amministratori, oppure la lenta agonia di Borgia comincerà fra breve e sarà uno dei tanti paesi disabitati ed in vendita. Ed allora, che cazzo di opposizione volete fare? Se vi guardate nello specchio, vi riconoscerete, siete sempre gli stessi, maggioranza ed opposizione che vi strofinate le natiche sulle sedie della sala consigliare, sembrate degli spauracchi imbalsamati, avete sempre le medesime facce, ormai un po’ avvizzite e scolorite dal tempo. Andatevene a casa, avete già causato danni incalcolabili. Lasciate crescere in santa pace i luoghi e le persone che vogliono farlo a dispetto di voi altri sepolcri imbiancati.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Na vota Jofà ia a la fera e stava levando,

mu i vinda 12 marvizzi, c’ avia acchiappatu cu i lazza.

 

E mentre affrontava la strada di buona lena, pensava di vendere gli uccelli e di comperare con il ricavato una capra, che a sua volta le avrebbe dato il latte e quindi gli avrebbe consentito di venderlo e comprare un caprone che a sua volta gli dato la possibilità di allargare il gregge. Insomma, nella sua fantasia aveva già fatto "u bissinissi" a tal punto di dire: "E mi nda futto e chissi 12 oceddazzi" e violentemente gli aveva gettato in un dirupo. La stessa cosa sta succedendo, ad una parte ben riconoscibile della minoranza, in seno al consiglio comunale. Da quando si sono insediati hanno proceduto con il sistema del muro contro muro. Siccome la maggioranza propone un adempimento che potrebbe anche andare bene per la comunità, solamente perché stanno alla opposizione non possono votarlo e votano: NO! Dicono ancora, NO! Per l‘approvazione della raccolta differenziata, dicono ancora:NO! Per la costruzione di trecento alloggi da destinare alle forze dell’ordine in località Difesa nella zona marina di Borgia. Insomma dicono sempre e comunque:NO! Speriamo che non procedano su questa strada, nel momento che alla moglie dovesse venire in mente di fare l’amore! Un rifiuto porterebbe a naturali conseguenze. Il motivo del muro contro muro? I nostri amici oppositori, pensano che tutto debba essere fatto in Borgia, che è l’unico territorio da loro riconosciuto, la Roccelletta non esiste, quella parte di territorio deve essere annullata, soprattutto da quando ha regalato la vittoria a Rijllo. Quindi i loro intendimenti sono questi: " Se noi diciamo no, prima ad una cosa, poi ad un’altra e poi ancora, cosa succede? Noi alimentiamo nei confronti dei borghesi, maliziosi e prevenuti di natura, il sospetto che, se ci battiamo duramente e diciamo sempre:No! è perchè di sicuro che qualche cosa di losco gli Amministratori stanno meditando. Quindi, questo modo pesante di sostenere i sospetti, ci porterà oggi a prendere qualche voto in più, domani qualche altro e prossimamente ancora, sino ad arrivare, alle prossime elezioni che vinceremo e governeremo il paese." Però, una cosa amavano affermare i nostri nonni, che nessuno può prendere la gatta nel sacco e quindi fra il dire ed il fare c’è di mezzo il voto. Ed ecco il ragionamento di Jofà di cui vi parlavo prima.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Il castigatore di alcuni politici borgesi

che si firma "Il cardellino"

I chimmu vi viu santi! nc’esta ancora ‘ncunu scemu chi parra dei politanchi borgesi, ma il bello che questo signore, è già un lusso che io l’abbia definito signore, scrive su di un fogliaccio che divulga in giro, le peggiori bassezze andando ad insinuarsi nei fatti privati delle persone. Stranamente però, accusa solamente i rappresentanti della maggioranza ed assegna la pagella di poveri sprovveduti e innocenti fanciulli ad una parte dell’opposizione di cui fa nome e cognome. Chimmu t’arranca l’anima! Guarda caro scrittore dei miei stivali, io potrei essere anche d’accordo su di una feroce critica politica verso chi comanda, e tutti lo sanno bene perché non risparmio niente a nessuno, ma quando si scade e si coinvolgono famiglie e l’onorabilità delle persone, non ci sto e picchio duro, specialmente su quello che ama firmarsi "Il cardellino". Dovresti sapere, mio stupido e volgare passeraceo, che l’uccellino al quale tu t’ispiri è il più stupido e pavido degli uccelli. Di fatto vive in gabbia come stato naturale e anche se il padrone lascia la voliera aperta, non scappa, quindi e uno schiavo carcerato a vita perpetua e per sua volontà. Non solo non riesce ad approfittare della libertà, ma spreca gli attimi della stessa, finendo miseramente sotterrato dalla merda di vacca che lo soffoca, mentre si accinge ad assaggiarne un po’. L’unica virtù che ha dalla sua, è un canto melodioso, mentre il tuo è fastidioso e triviale. Non scrivere più, credi! Se poi ti attira tanto la penna, firma con il tuo vero nome, oppure se ti senti paladino o novello Savonarola, scendi in politica, tanto ad uno stronzo in più non ci si fa caso.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Alla guerra, come la guerra, nel letto come…….

Abbiamo ricevuto tantissime richieste ed interrogativi del perché Belfagor non s’interessa anche dei fatti che capitano in tutta la Calabria, limitandosi a quanto succede in Borgia. Ebbene noi qui siamo nati e del nostro paese desideriamo parlare, però è anche vero che su internet si naviga in tutto il mondo e se si prende in considerazione che oltre 60 milioni di calabresi sono sparsi in tutto il globo, è più che giusto interessarsi anche del resto. Però non potevamo decidere noi ed abbiamo girato la domanda al diavoletto impertinente, quale diretto interessato." Chissi chi scrissuru, mi imbitaru a carna e pasta o peste e corna, ndaiu cuasi chi m’appuntanu ali spuntuni! Però non posso esprimermi in dialetto borgese ed allora dirò in italiano (si fa per dire). L’altro ieri una folla ed una ressa di automobili invadeva la carreggiata della strada che da Squillace centro andava alla marina, curiosando ho scoperto che si teneva in un villaggio nei pressi, il congresso del PDM. Come sapete la curiosità, non è solamente femmina e così sono andato a guardare, giusto per non farmi i cazzi miei. Mai potevo immaginare che il nostro governatore aveva un asso nella manica, che appena ha avuto sentore del gioco che a livello nazionale stava prendendo una brutta piega, immediatamente ha estratto la carta che, secondo lui potrebbe essere vincente. Il Presidente ha rilevato l’ultimo segreto di Fatima, presentando all’assemblea, la femmina nuovo segretario del PDM. Parafrasando il Manzoni "Ella si nomò fra i due contendenti armati e rivali". A suo tempo, lei Eva e lui Adamo era scontato che scoprendo la foglia di fico, nascesse il frutto. Poi come si conviene a tutte le coppie scoppiate, dove non potè l’amore arrivò l’interesse. Adamo decise di interrompere le scoperte, pressato dalla consorte ufficiale e socia in affari. Ora il governatore, gioca d’astuzia e si aggrega sempre di più al presidente del consiglio nazionale, attraverso le grazie della nuova segretaria. La Eva esulta, la vendetta è consumata, licenziata dal comune di Cosenza e dal cavalier servente, la scalata è iniziata e quindi ad maiora, prima con un esponente di rilievo, ora con il governatore e domani con il presidente del consiglio. Meno male che le cariche che contano sono finite altrimenti avrebbe avuto da accudire ad una prole numerosissima.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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I pensier dell’agricol-parroco

‘Nzinu a mo i cuasi stanni iendu buani, ma natru pocu cumincianu i vacanzi, ogni santa fimmina chi si danna l’anima cui zitiddi e l’oratoriu, a mu pensa a li sua e a lu maritu. Allora a quale santo si rivolgerà il nostro reverendissimo agricol-parroco? Se le persone che lavorano non ci saranno cosa farà? Di sicuro starà pensando:"Vuoi vedere che mi toccherà rimboccarmi le maniche e cominciare a fare sul serio il lavoro del prete! Quelle cunne di suore non avevano altro da pensare, anziché organizzare questo cavolo di oratorio? Vuo mu vidi ca mi tocca u dassu a campagna e mu mi mientu a coglioneggiare cui zitiddi? Già mi toccau mu fazzu l’atru jurnu e mo basta! Bisogna pensare a coltivare per soddisfare la pancia, essere predisposti con la mente e cercare di recitare la parte del parroco, quindi bisogna piantare i fagioli, le lattughine, le melanzane, i peperoni, i cetrioli…..questo è il momento giusto, questo è il loro tempo di semina, altro che oratorio. Quelle, santarelline infilzate le ho cacciate via, le loro eredi se ne andranno per impegni familiari, vuoi vedere che stavolta mi sono dato la zappa sui piedi? Ma quanti cuasi hai mu fazzu. Basta! u patruna da chiesa e de l’animi sugnu io e dicu basta. Ciascuno deve badare ai figli propri, per quale motivo glieli debbo guardare io? Non mi sono sposato apposta! Del resto amarsi sempre, sposarsi mai, questa è la mia massima." Ve lo lascio immaginare cosa potrà girare nella testa del povero agricol- parroco, combattuto fra le semenze e i parrocchiani? Forse un consiglio potremmo darglielo a titolo gratuito, sempre che lo accetti da parte del diavolo, visto che è proprietario di campagne a perdita d’occhio e vista la moda dell’agriturismo, perché non istituisce "l’agri-oratorio"? Un espediente che gli potrebbe garantire, come si dice: la botte piena e la moglie ubriaca, pardon, diremo meglio: unire l’utile al disdicevole. Proprio così! Avete capito bene! L’utile è la campagna il disdicevole sono i ragazzi dell’oratorio. Ora siamo in tempo di dichiarazione dei redditi, la tv continua a bombardare con l’otto per mille a don Pasquale Vattela a Pesca, che in montagna cura i suoi parrocchiani, aiuta i bisognosi, spala la neve dai marciapiedi delle povere vecchie invalide, spinge le carrozzine degli ammalati. Fanno veramente ridere queste pubblicità. Perché non vanno a guardare la fatica di un povero prete di una cittadina come Borgia,costretto a celebrare sei messe al giorno quando va bene, accudire gli animali, abbeverare le piante, rivoltare il terreno, raccogliere le ulive, sbrigare le pratiche per l’integrazione dell’olio, neanche fosse quello santo! A lui l’otto per mille chi glielo da?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Il prete in campagna e le mogli a dire messa.

Unu a mu si facia accattatura e vinditura, puru io ca sugnu u diavulu e chiddi cu a togga non mi piacianu, puru io a mu dicu si na cosa ha ficiuru bona, va benone. La manifestazione di domenica in occasione della Festa della Mamma e del Circolo del Perdono è riuscita benissimo. Le sorelline orfane delle suore del Preziosissimo Sangue, si sono fatte un autogol. In pratica, se le cose vengono fatte e bene dalle allieve senza "togga", tanto da superare le maestre "toggate"; mi diciti a chi servunu atri spose e Cristo? Allora aveva ragione il prete, che a Borgia vuol essere chiamato arciprete, aveva perfettamente ragione, quando affermava che "non è che le suorine si sono strappate le vesti o dannate l’anima (come piacerebbe a me Belfagor) per il lavoro di missione e di aiuto al parroco, hanno pensato solamente a fare polemica con l’arciprete. Polemiche che hanno coinvolto e spronate queste brave catechiste a rivoltarsi contro il loro parroco." Moh! Chi pensati! Ca si sti vuciati arrivano all’oricchiu e chiddu chi comanda a Catanzaru, chi voliti mu vi dicia? Bravu Totu! menu mala ca non ti cacciai e Borgia. Io lo so cosa mi manderanno a dire i contestatori del parroco, i piccioni viaggiatori e postini che si recano alla curia per sollecitare l’invio di una altro prete: Mi diranno che loro, fanno tutte queste cose spinte dall’amore per i ragazzi, per la chiesa, per la comunità parrocchiale e per una soddisfazione personale. Benissimo! Però chistu previtazzu vu teniti. Chi vuole contestare o vuol dimostrare l’inefficienza di una persona, tanto da invocarne la sostituzione, in quanto deleteria per la chiesa e per i parrocchiani, non si sostituisce a lui operando con abnegazione, ma fa di tutto per disertare lo spazio e le attività che appartengono al contestato.A la fina i castagni do fuacu a mu si caccia cu i mani sua. A meno ché il pretone-contadino non voglia attrezzare qualcuna delle pie donne, come diacona e spedirle in giro a distribuire l’Eucarestia agli ammalati, così si tacita la coscienza e risparmia energie per la campagna.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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La triste agonia della dolcissima fontana della Brisella

Avarianu u vi mandanu iestimi, e mu vi cogghiunu a tutti chissi chi comandati a lu Comuna, a li vecchi e a li nuavi. La fontana della Brisella ha resistito dal 1870 ai terremoti, alle tempeste, ai venti, ma continuando di questo passo non riuscirà a sopravvivere ai vari comandanti che si sono e si alternano al Comune. Hanno cominciato con il prosciugare le canalette ed hanno lasciato che chiunque sapesse un po’ scrivere, si divertisse a tracciare sul muro della gloriosa fontana, quasi fosse una lavagna, tutte le stronzate e le cretinate che a qualche piccolo scrittore viene voglia di vergare. Quella che da sempre è stata il vanto della cittadina borgese, ora giace abbandonata in un mare di letame, di sterpi, di rovi ed di ogni ben di Dio che ciascuno si sente autorizzato a scaricare, in quella che di fatto è diventata una fogna a cielo aperto. Povera e dolce Fontana della Brisella, quante storie d’amore sono fiorite con la tua discreta complicità e quante famiglie si sono costituite e si sono sempre ritrovate in quell’angolo di paradiso che aveva sollecitato la loro unione. Quanti poveri ed assetati contadini hanno goduto dissetandosi e godendo un giusto riposo all’ombra dei tuoi generosi alberi. Mo’ chiummu vi sparunu a rinducistuvu na cosa fetusa, non parliamo dell’acqua che avete tolto, potrebbe essere una cosa accettabile, anche se dura da sopportare, ma tutta la mondezza che c’è intorno e le erbacce che infestano ogni angolo e ogni pezzo di terra circostante, quelle potrebbero essere tagliate. Forse l’Amministrazione aspetta che qualche schiera di volontari si mettano all’opera? Qualche volta le castagne, perché non provate a toglierle dal fuoco con le vostre mani, miei pessimi signori amministratori! Per favore rendeteci quella bellissima zona della Brisella che ci avete tolta con la vostra inefficienza.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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I morti cercano casa

Chissu dei muarti che si pigghiunu l’ossa e si nda vannu esta na cosa curiosa, qualcuno avrà dato loro lo sfratto,altrimenti non s’inventavano di certo di lasciare un posto tranquillo, dove avevano riposato le stanche membra per tanti anni. Questo vuol dire che i poveracci vengono perseguitati anche dopo morti e, morti non dall’altro ieri ma da quasi quarant’anni. A la fine dei cunti, nc’uno li dissa o li mandau a dira,"aviti u mi dassati liberu l’appartamentu. Chissu albergu chiuda. I vostri parenti vi hanno parcheggiato qui e si sono scordati di saldare l’affitto. Il problema, questi poveri defunti se lo saranno posti e si saranno domandati:" e adesso come comunichiamo con i nostri parenti che da anni ci hanno lasciati senza pagarci l’affitto? Che facciamo, compriamo un telefonino e gli facciamo una telefonatà? "Sono tuo nonno, ti parlo dall’aldilà…"…oppure ni rivolgimu a la monaca e Lemma ca dicia ca parra cui muarti? E chi li mandamu a dira? Cari eredi vedete se vi accendono un mutuo e comprateci, non diciamo una cappella e neppure un loculo ma, una piccola buchetta dove mettere queste quattro ossa. E, state tranquilli che di questi posti nel nostro cimitero se ne vendono a buzzeffa. Forse voi non lo sapete, ma da qualche tempo il commercio delle tombe e dei loculi è in grande espansione. Sapete sono come i costruttori di case che edificano e vendono, non solo, ma si fanno concorrenza, offrono tutti i confort: marmo di Carrara alle pareti, loculo di servizio, croce greca in ferro battuto, in insomma anche nel nostro cimitero è successo così. Sapiti chi succediu, ca tutti sti speculatori e mali latruni si arricchieru supa i spaddi e nui muarti, chissi si attaccaru puro a lu fumu da pippa." Se queste cose le dicono i defunti vuol dire che sono vere, non si dice che chi muore finisce nel mondo della verità? Se i fatti stanno così, significa che noi poveri viventi campiamo nel mondo della menzogna e dei faccendieri che mercanteggiano anche con la morte. Avarianu i muarti u vannu e nta notta, mentra dormunu, mu i tirano de i piadi a chisti belli galantomini. Se poi i defunti in questione non si trovano più, sarebbe il caso che i parenti ancora in vita, si recassero all’ufficio oggetti smarriti.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Non è pecchì uno vo u rumpa i cosiddetti,

ma nemmeno i comandanti ni puannu ruppira anui.

Vorrei sapere a chi è venuta in mente la felice idea di realizzare a la "Cumuna" il mattatoio volgarmente u maciddu. Tutti tranne quei ben pensanti e avveduti amministratori dell’epoca, si erano resi conto che non bisognava costruire un edificio simile, in zona di verde pubblico e a due passi dall’insediamenti urbani. Non solo avevano costruito il mattatoio, che per legge deve essere edificato in strutture extra urbane, ma addirittura costruire anche il mercato coperto e poi aberrazioni su aberrazioni costruire il palazzo dello sport. Il mattatoio è finito miseramente, il mercato coperto per fortuna è stato riattato ad abitazioni civili ed il palazzo dello sport, forse dopo quasi trent’anni vedrà la luce. Comunque piangere sul latte versato non conviene si perdono energie e ci si ammala di nostalgia e di rancore. Chi ricorda la Comuna era una fontana bellissima e dava inizio a quella passeggiata invidiabile e romantica che si inoltrava fra due fianchi di roccia arenaria sino a giungere ad un’esplosione di bellezza naturale e paesaggistica, allorquando compariva la Fontana della Brisella. Guardala mo! Chidda zona, comincia cui i mundizzi e finiscia a la mundizza. Poi bisognerebbe assegnare una medaglia al merito a chi ha dato l’autorizzazione a depositare bombole piene e vuote di gas propano, senza alcun rispetto per le norme di sicurezza, aggravando poi la situazione, in tempi recenti, di collocare la vasche per la raccolta dei rifiuti ingombranti. Chi potta capitare avantieri, ca ncunu cunnu chi si crida Nerone, misa fuocu ali mundizzi, menu mala ca s’astutaru e suli, sinno cui bombuli vicinu faciamu a festa do Rosaro e da Mecculata insema a vogghia mu nda vidivi spari tricchitracchie rotiddi. Si non criditi cari comandanti farcitevi na passiata, ca vi fa bena a la saluta e perditi c’uno grammo e grassu e iati u gurdati chiddu chi siti capaci u faciti.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Viditi si sugnu cuasi e vidira, u primu maggio

 

Viditi si sugnu cuasi e vidira, u primu maggio che esta a festa dei lavoratori, a mu su vidunu sulu bandieri russi, non solo le rosse italiane ma anche quelle di Cuba., la bandiere della pace, le bandiere della Quercia per i DS, ma non ci sono bandiere italiane. Non solo ma a Borgia la festa dei lavoratori viene celebrata solo da quelli che stanno ad amministrare, il resto dei personaggi che siedono in consiglio comunale, sono assenti. Vuol dire che i lavoratori sono solo quelli della Amministrazione? Allora l’atri fatiganu na vota ogni tantu, oppure ce sugnu lavoratori e serie A e quelli di serie B. Insomma questa festa che deve essere di tutti, da sempre è una festa patrocinata e riservata solo ai lavoratori in camicia rossa. Quindi se il parroco ammette di essere andato al corteo e di aver dato anche un’offerta alla camera del lavoro, vuol dire che il parroco è comunista, del resto non avevamo dubbi, con tutte le terre che si ritrova. Però è una contraddizione, la festa è dei lavoratori e non dei padroni. Dovrebbero festeggiare i musulmani che lavorano per il prete, o forse lui manifesta quale lavoratore dei campi di Cristo, in tal caso dovrebbe festeggiare solo per qualche minuto, considerando il tempo che dedica a questa attività. Speriamo che il papa nero si sia distratto e quindi gli sarà sfuggita la pecora rossa. Tornamu ali bandieri russi, siamo stati un po’ cattivi se consideriamo che questo è l’ultimo anno che le sventolano, per il prossimo anno ci saranno quelle del nuovo Partito Democratico ed allora, quale simbolo sarà raffigurato sulla tela? Forse abbiamo capito ci saranno le immagini di Fassino che prende a calci in culo i comunisti e di Rutelli che fa altrettanto con i democristiani, oppure faranno la bandiera dell’ulivo. Però, chissa e na cosa cuantru a natura, mi dicia u nonnu, non si po’ innestare a cerza cu l’olivara e cuamu si uno vo u si ‘mbiscunu u cane cu u ciucciu. Te l’immagini a ‘mboina! Ma ormai è tutto u pastrocchio, uomini che diventano femmine, padri che vogliono diventare madri e maschi che vogliono partorire.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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U lupu prima t’accarizza e de pua ti mangia.

 

Non ho voglia ne di sentire e neppure di parlare di certe cose che per me Belfagor, sono offensive e ledono la mia onorabilità, però se proprio non se ne può fare a meno, turiamoci il naso e parliamone. A qualcuno è venuto in mente che il giovane prete doveva venire a Borgia per aiutare u viecchiu lucertuna, ma cuamu vi vinna a mente, chiussu non si ndavà mancu cui paddi, mancu a fucilati. Ma non solo, mi tocca sentire che verranno altre suore a sostituire quelle che il parroco aveva incartato e spedite al mittente. Ma cuamu vi venunu a menta chisti cuasi. Questo ha fatto tutto il possibile per cacciarle ed adesso sperate che li faccia rivenire? Costui non è un alleato della chiesa romana, ma un mio fedelissimo amico, si può vantare di stare simpatico a Belfagor e più continua in questo senso e più sta simpatico a me e a tutti i diavoli. Questo signore e padrone della chiesa borgese, ve lo dovete sopportare sino a quando non riuscirà a tenersi dritto in piedi. Se permettiti a mia chisti cuasi mi piaciunu, non insistete col chiedere al capo di Catanzaro di far restare il pretino, tanto quello non vi ascolterà, chiddu e Catanzaru e chissà e Borgia sugnu lana da stessa matassa. E chistu lucertuna fu puru fortunatu ca si trovau davanzi na superiora chi a Borgia non bolia mu resta mancu ligata. Gira e rigira, al parroco corre l’acqua per l’orto e lui di orto e di terreni se ne intende, di come conservare la fede ed alimentarla se ne frega, basta ca si cantunu missi ca portunu sordi. U sapiti belli mia cuamu dicia chiddu chi scrissa a Commedia Divina? "Lasciate ogni speranza o voi che entrate" Allora squitatevi ca a chissà non vu caccia nessunu. Però il vescovo aveva promesso l’arrivo di un nuovo prete e il parroco si era dimostrato entusiasta, si era messo d’accordo con le pie donne per fargli persino il regalo per l’ordinazione al sacerdozio. Infatti questa è la politica giusta da vecchio pretone consumato, fingere di accoglierlo con la palma per poi metterlo alla porta. Non vi faciti convincira quando chissà vi dicia ca aviti u pregati pecchì a mu diventa santu, ca u lupo perda u pilu ma non i vizza.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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I chimmu v’arranca l’anima!

I chimmu v’arranca l’anima! Mo viditi se è giustu chiddu chi ni sta succediundu. Insomma, l’anno passato di questi tempi dovevamo andare a votare ed eravamo in guerra uno contro l’altro, per chi doveva fare il sindaco. Alcuni di un partito e altri di un altro, tutti erano con l’elmetto in testa pronti a sparasi. Mo’ chi potta capitara? Ca tutti i due ca avianu u fannu u sindaco, erano do stessu partito allora, studia ca ti studia pensaru: " u sai chi volimu fara? Facimu a lista civica e ni nzziccamu tutti.". Oggi le cose sono cambiate, i comunisti camuffati e i democristiani sinistrorsi hanno deciso di imparentarsi. Giustamente hanno pensato: conviviamo da un sacco di tempo ora è venuto il momento del matrimonio: " abbiamo la necessità di regolare la situazione." Cioè, questi hanno voluto anticipare i DICO, pensando "Hai visto mai che ‘sti DICO non si fanno?" Quindi hanno celebrato il matrimonio. Ora sono tutti centristi e se per caso, a qualcuno scappa di chiamare D’Alema , Fassino o il nostro sindaco Rijllo comunista si sentirà rispondere."Comunista ci sarà lei e tutta la razza sua. Come si permette di chiamarmi con questo epiteto infamante?" La stessa cosa diranno quelli della ex DC e margheritiani del tipo Castagnetti, Bindi, Iervolino o i nostrani Danieli, se chiamati "amici", diranno: " Chiamateci compagni!" Avete notato che non ho parlato di Rutelli, quello è il vecchio anti Cristo di panelliana memoria, convertito e diventato solerte frequentatore del Vaticano.Quindi, tutti insieme nel calderone. Mo’ dicitimi! Si i comunisti e i democristiani on ci sugnu più, chi cazzu servuno i strati cuamu via Togliatti, via Amendola e compagnia cantante? Se il comunismo è stato sconfitto dalla storia, come ha dichiarato il Presidente del Senato, vuol dire che non serviva a niente, era una cosa inutile e dannosa. A questo punto buttiamo a mare lapidi e vecchi comunisti. E le strade come le chiameremo? Propongo: Via Sofia Loren, via Marini, via Ventura ecc. ecc. Però qualche orfano di Stalin potrà dire:"Noi non dimentichiamo e non restauriamo". Attenzione! Queste cose venivano dette da altre componenti, bollati come fascisti, volete fare la stessa propaganda? Ma, ora che mi ricordo, i restauratori del PCI, ci sono già da qualche tempo ed in qualche modo hanno rappresentato, per i DS il santino ricordo alla memoria, ora hanno buttato alle ortiche anche i restauratori. Fra poco a Borgia il nostro sindaco farà alzare il muro del pianto, speriamo che contro quella parte possano andare a piangere solo i nostalgici, non vorrei che facesse fare pratica ai cittadini borgesi.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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A sordu e sordu si facia a lira

Figli miei, mo veramenta on sacciu chi stamu patiendu, u mundu cangiau e mi criditi si vi dicu ca on capiscu nenta! Qualcuno sta dicendo in giro che un dipendente del comune abbia scritto una lettera piuttosto pesante e l’abbia indirizzata alla Procura della Repubblica. Ora che vi dico, spero che tutto quello che questa personaggio scrive sia vero. Ce l’ho auguriamo per noi perché avremo modo di scoprire altarini, imbrogli e scheletri negli armadi di qualcuno, ma ce l’ho auguriamo soprattutto per lo scrivano, perché se le cose non fossero vere, non lo salverebbe neppure il Padre Eterno dalle ire dell’Amministrazione. Sempre che questa lettera sia stata scritta contro gli amministratori e sempre che la medesima sia stata scritta veramente. Comunque più di qualcuno non dormirà sonni tranquilli sino a quando non sarà accertato e chiarito il contenuto della lettera. Ad ogni modo bisogna riconoscergli un grande coraggio, chiunque sia stato, non è facile prendere carta e penna scrivere e poi apporre nome e cognome. Per arrivare a questo punto devono aver concorso fatti gravi, tanto da far girare le palline allo scrivano. Comunque stiamoci calmi non vorremmo prendere classicamente "a gatta nto saccu." Nte Borgia parrunu d’abusi edilizi e tassi che ncunu non paga, d’acqua ca si consuma mbacantu senza ca nessuno controlla. Vi è di più parecchi sono allacciati alle tubazioni centrali senza aver messo il contatore. Visto ca ncunu dell’assessori non sannu chiddu chia hanno e fara, pecchì non giranu nu poco? Ci vorrebbe una sana riduzione della giunta, assessori che fanno solamente presenza e qualcuno che fa solo arredamento. Se vogliamo risparmiare, cominciamo dall’alto. Sapiti cuamu diacianu l’antichi " a sordu e sordu si facia a lira". Per il momento tenimuni sta lettera, sempa si nc’esta. Se veramente dovesse esserci e le cose che dice siano vere, proporrei ai compaesani di fargli un monumento al coraggio. Speriamo sia finito il tempo del lassa campara o chi ti nda futta, è ora che qualcuno parli e grida e ci faccia sapere tutto quello che succede nelle stanze dei bottoni, dove ai cittadini comuni è vietato l’ingresso ed il perché non si vigila sulle cose. Sempre ca sta perzuna scrissa cuasi veri e cuasi giusti, ca si no, ficimu cumu i nimali do cunto:" andarono per suonare e furono suonati". Io da diavoletto quale sono, mi augurerei che fosse tutto vero,bisogna mettersi in testa che chi ha sbagliato deve pagare, i tribunali esistono ancora e anche le carceri sono aperte a nuovi inquilini.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chimmu vi viu santi!

Chimmu vi viu santi! Possibile che sono passati quaranta anni da quando hanno rifatto le strade, e nel corso di tutti gli anni che sono passati nessuno ha provveduto a rifare il manto di asfalto? Ora le strade di Borgia hanno una nuova toponomastica, cu sapa u leia e mu scriva, parra e chissa manera, a parola vo dira : assegnare nomi alle strade, ai rioni e ai quartieri. Allora le nostre strade si chiameranno con il nome che le si addice di più : Via buca Mazzini, corso voragine Matteotti, via dei rattoppi Sabatini e così via. La condanna peggiore che mi è capitata è stata quella dovendomi muovere per andare in farmacia , perché in preda ad un fortissimo mal di schiena ed usare la macchina, non l’avessi mai fatto. Solo allora mi sono accorto di tutte le buche che ci sono. Il dolore mi ha fatto vedere tutte le stelle del firmamento e le imprecazioni e le maledizioni al sindaco sono state tante e tali, che se dovessero andare a segno, dovremmo ritornare a votare immediatamente. Stando bene ci si fa poco caso, ma con quel dolore, vi garantisco che c’è da impazzire. In parole povere non solo non ho potuto comprare le medicine, ma sono dovuti intervenire due amici per prelevarmi dalla macchina in braccio e trasferirmi di peso sul letto. Chissà esta uno dei problemi gruassi, ‘ndava natru chiu gruassu. I non so voi cari compaesani, ma io qualche volta ho il serio imbarazzo e faccio fatica ad orientarmi se sono a Borgia oppure a Milano dove, parcheggiare è un’avventura. Ebbene, Borgia da qualche tempo non ha nulla da invidiare a Milano. Le automobili sostano in seconda fila da una parte e dall’altra della sede stradale e non si vede uno straccio di vigile. "Il Vigile" nel nostro paese è una razza in estinzione, sono rari come i tartufi bianchi. Di quella grande nidiata sono rimasti solo in tre a farsi vedere di tanto in tanto sulle strade, il quarto, il capo della polizia municipale è impegnato, negli ultimi giorni che lo separano dalla pensione, a fare l’autista al sindaco e agli assessori. Ma chiddi cazzi e vigili volontari chi fannu cu u bavaglinu attaccato a lu piattu? Se potessero comminare multe, allora va bene, se altrimenti non è possibile, mandateli in pensione anzi tempo così risparmieremo un pochino di soldi. Un consiglio al sindaco, visto che Borgia è ricco di argilla, facciamoci qualche copia dei vigili in creta e sistemiamoli agli angolo della strada, qualcuno potrà dire che non si potranno muovere e perchè quelli veri lo fanno? Statuine per statuine, meglio quelle di creta ci costano di meno.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Cari Prieviti, pecchì c’una vota o vi faciti i cazzi vuastri?

Ho ne ca cui i prieviti ciangimu sulu nui, ma ciangiunu puru chiddi da Ruccedda.Quel prete che ha l’aspetto dell’asceta mistico, in effetti a sentire i parrocchiani è tutt’altra cosa. Anche questi è legato al vile denaro, del quale non riesce a farne a meno. Ad aggravare questa ignobile predisposizione è il volere trasferire tutte le tradizioni del centro storico alla marina. E’ certamente incontrovertibile, che le tradizioni consolidate, sono patrimoni esclusivi di chi le detiene e le celebra da secoli , prendiamo ad esempio il rito del mercoledì Santo:"u tamburru", nasce a Borgia da tempi remoti ed è usanza solamente borgese. Mentre per la "Cunfrunta": è una manifestazione che ha diversi aspetti organizzativi, ma in definitiva è la stessa rappresentazione di quasi tutto il meridione. Quindi? Chi vuagghiu dira? Caro parroco di Rocceletta, fatevela a "Cunfrunta" ma per favore lasciate stare "u tamburru" dove si trova. Insomma, la peculiarità che contraddistingue Borgia è il dualismo esasperato, tutto deve essere replicato in qualsiasi campo ed in ogni manifestazione. A tutto ciò si aggiunge l’equivoco che è materia essenziale dei borgesi sia in politica quanto nella vita religiosa. Due sinistre che si contendono in politica e due parrocchie che vivono ed operano in un unico territorio. Da qualche tempo stiamo cercando di avvicinare la marina al centro storico, cercando di ricucire questo strappo che non ha senso . Siamo amministrati dallo stesso Comune, paghiamo gli stessi tributi dovremmo combattere le stesse battaglie ed essere uniti perché abbiamo entrambi le stesse radici storiche. Anche le manifestazioni dovrebbero essere comuni. Procedere ognuno per proprio conto non facilita di certo una possibile aggregazione. Il primo errore molto grave è stato fatto dalla Curia Vescovile quando ha deciso di nominare un altro parroco. La zona marina per la crescita urbana che sta avendo, aveva bisogno di una chiesa più grande, m non aveva bisogno di un altro parroco. Borgia è da secoli arcipretura, quindi era sufficiente nominare un reggente della chiesa di Roccelletta. Se poi, lo scopo è stato quello di aver voluto affrancare o sottrarre il prete designato della zona a mare, dalla presenza ingombrante del parroco borgese, allora è un’altra storia. Quindi, tutto ciò sta a significare che la Curia conosce la realtà del centro storico ed allora?, perché non prendere seri provvedimenti tanto da sanare l’uno e l’altro problema? Ma la soluzione scelta non ha risolto la diatriba, anzi l’ ha aggravata esasperando una divisione ed un dualismo che non aiuta l’aggregazione. Cari Prieviti, pecchì c’una vota o vi faciti i cazzi vuastri? Un beh! a lu cunnu, ca chissi o su i cazzi luaru?.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chi ruvina chi ni potta capitara a nui borgisi

Mo guarda chi ruvina chi ni potta capitara a nui borgisi cu sti cazzi e prieviti. Veramente il Padre Eterno ha volto punirci, non sappiamo di quali peccati, ma la punizione è stata severa. Non siamo riusciti in tantissimi anni ad avere un prete come si deve. Forse dovremmo andare molto in là con il tempo, quando regnava don Giuseppe Castagna, il quale ha agito bene sino a quando, anche lui non è stato colpito dal morbo del precettore delle case "dei nobilotti" e quindi in ossequio a loro, non cadde sulla via di Damasco, ma su quella della politica. Gli abiti talari che si sono succeduti subito dopo, sarebbe stato meglio lasciarli nel chiuso degli armadi. Tutto sommato, questo paese ha continuato a credere in Dio perchè sorretto da una fede incrollabile e grazie, anche e soprattutto alla presenza delle due congreghe, che nonostante alcuni contrasti, hanno tenuto viva la Fede. L’attuale parroco-agricoltore (più agricoltore che parroco), è una sorta di personaggio controverso, alcune volte è capace di cose belle e sentite altre volte, reagisce inspiegabilmente. Insomma una specie particolare di genio e sregolatezza, come tutti, legato al dio danaro ed in virtù di questo commette atti disdicevoli, che poi, non ha la fermezza di confermare e durante le chilometriche omelie si sprofonda in richieste di scuse e suppliche di perdono. Il diritto canonico concede al celebrante di binare nel corso della giornata, cioè dire Messa due volte, il parroco borghese: bina, trina, "quattrina", cinquina e a volte fa anche tombola. A Giuda bastarono trentatre denari per vendere Cristo, questi ha alzato notevolmente la posta. A suscitare l’ira funesta di Achille (che in questo caso sarei io, Belfagor) l’accaduto durante la struggente celebrazione della "Cunfrunta", uno dei più suggestivi momenti della settimana di Pasqua, i minuti che compendiano tutta la vita cristiana: quando la Madre Santissima incontra e riabbraccia il Figlio morto sulla croce. Una tradizione che i borgesi gelosamente serbano e rinnovano da 500 anni. Ebbene da più di dieci anni a questa parte questa stupenda manifestazione viene brutalmente mortificata da questo ministro del culto che continua a malavoglia costretto dal suo ministero ad adempiere alle sue funzioni in una opera che non gli arreca alcunché. Quindi tutte le scuse sono buone per accelerare la solennizzazione della tradizione, dar seguito alla breve processione per il rientro in chiesa delle sacre effigi e quindi celebrare, sempre ab torto collo, la Santa Messa. Tutto ciò perché bisogna correre nel Duomo e dar seguito alla sesta Messa, seguita da una folla immensa di dodici persone, compreso il celebrante.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Chi vor dira?

Cercare di definire strane certe leggi, vorrebbe dire essere degli inguaribili ottimisti. Innanzi tutto faccio penitenza e chiedo scusa per la mia inguaribile ignoranza. E’ veramente imperdonabile non essere a conoscenza che esistono certi ordinamenti legislativi. Insomma, c’è qualcuno fra quei quattro di voi che mi state leggendo, a conoscenza che esiste una legge che vieta alle automobili immatricolate nel 1992 sino al 1999 di circolare? "Chi vor dira? Ca si hai una machina do 92 ‘nzinu a lu ’99 o puazzu caminara?" Purtroppo è proprio così. Non si può circolare perché sono macchine che inquinano. " Cazzu! Allora io chi hai na machina do 96 staiu siminando colera?" Non proprio quella orribile malattia, ma qualche cancretto lo stai lasciando nell’aria. Vedi tutti gli scarichi liberano nell’ambiente residui tossici pericolosissimi ad alto valore inquinante e quindi il Governo ha detto basta. "Allora! Chi avaria u fazzu? Ma ‘ncafunu, m’a liuvu alu scassu sta cazza e machina?" Ecco vedi proprio per questo i governanti hanno preso una saggia decisione. Siccome ci sono tante persone che non possono acquistare un’altra macchina, il governo gli dice:"Pagami la tassa per l’inquinamento e dopo di ciò puoi circolare. " Praticamente dopo chi hai pagatu chidda tassa, puazzu inquinara sempa? In definitiva è proprio così, tu paghi la tassa e poi puoi circolare tranquillamente. Se poi tutti i sindaci, di tutte le città italiane, volessero risolvere il problema , dovrebbero usare lo stesso metodo del sindaco di Torino. Il quale, fa circolare queste vecchie macchine per alcune ore durante la giornata, mentre al sabato e alla domenica possono essere libere di girare in lungo ed in largo. Ora per stare in argomento, è anche vietato girare in motocicletta senza casco. A Napoli i giudici hanno autorizzato alcuni motociclisti a girare senza, perché questo arnese può portare una seria malattia: "l’ insofferenza cerebrale" Quindi ai vigili che cercano di elevare contravvenzione per la mancanza del casco gli viene schiaffato sotto il naso il certifica medico.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ma u vicia sindaco c’è?

Per fortuna che al bar oltre che giocare a carte e bere si parla ogni tanto anche di altro. L’altra sera una fitta conversazione ha animato il bar in piazza. Pasquale voleva sapere dall’amico Saverio se erano cambiate le leggi in comune e l‘altro rispondeva in maniera evasiva, giusto per non far capire che non era al corrente di nulla: "Qualche cosa è cambiato, si avarissi u sai tuttu, ‘ndava cuasi chi cangiaru…" Pasquale ieri sera era in vena di fare politica e continuava a dare il tormento all’amico. " Ma u vicia sindaco c’è?" e Saverio, l’amico di Pasquale visibilmente irritato " Ma si tu non vai mai in Consiglio, cuamu fai u sai ciarti cuasi?" "Io vado e vado più spesso di te, solamente che il vice sindaco no l’ho mai visto." E l’amico con tanta pazienza: "Hai presente dove sta seduto il sindaco? Ebbene quello alla sua destra è il vicesindaco." Pasquale con un po’ di sospetto dice al compare di bevute." Ma sei sicuro che è lui?. Comunque, se è lui deve essere malato. Insomma secondo me, quello è sordomuto, non parla mai!" L’amico con tanta pazienza cerca di spiegare che il vice del sindaco è in buonissima salute, ma che anche se sta seduto lì, in consiglio, è come se non ci fosse. Non può parlare e non può votare." Allora te lo avevo detto io, che quello è malato!" Saverio incalza ." Non hai capito una mazza, non può parlare perché non è stato eletto ed il sindaco lo ha chiamato come esterno." Pasquale inorgoglito della sua acutezza: "Allora avevo ragione io che le regole sono cambiate in comune. Però, compà, mi devi spiegare come è questo fatto. Per esempio io non mi candido alle elezioni ed il sindaco mi vede per strada e mi chiede se voglio fare il vice sindaco? " L’amico e compare Saverio." Pasquà non è proprio così, non è che il sindaco acchiappa il primo che passa, deve essere una persona a modo, deve essere preparato, deve aver un buon rapporto con i cittadini…." Pasquale disgustato: "Amicu miu, ma si chissà ho ppo’ parrara e no ppo’ votare ca sapa tanti cuasi a chi cazzu servunu? A mia Chissu mi para cuamu u ciucciu mienzo i suani." Il compare sconsolato lascia perdere Pasquale, perché si rende conto che non sa nulla di politica, il Pasquale crede di avere ragione ed ha ragione, ed è per questo che non capisce niente di politica. Caro Pasquale la politica è cosa seria, te lo dico io che sono il diavolo e quindi di diavolerie me ne intendo. La politica…la politica è tutto, ed il contrario di tutto, parola di Belfagor

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Mancanza e priaviti

Fra qualche giorno un nuovo giovane prete sarà ordinato nelle cattedrale di Catanzaro dal Vescovo Metropolita. Siamo felice che alla mensa del Signore giunga un nuovo servitore. Cu chissa mancanza e priaviti meno mala ca c’uno si metta a togga. Siamo contenti per un giovane che ha trovato la sua collocazione nella società, soprattutto quando la propria attività viene messa al servizio della comunità con un ministero e una missione di alto valore cristiano. Ma i problemi venunu mo! Duva u mandanu stu povariddu? Qualche voce informata lo ha già collocato a Borgia. Menu mala dicianu i borgisi. Mancu li cani! dicimu nui. Pensate un po’ se questo povero giovane prete dovesse arrivare veramente a Borgia ed il vecchio parroco dovesse rimane anche lui!U passamma u guaiu, ma chiddu ca u passa e chiù esta u previtiddu. Ora, pensate davvero che chi per tanti anni ha governato la chiesa borghese facendo i propri comodi, possa essere costretto a cambiare le sue stolte abitudini? Non è possibile, non è possibile neanche per i poveri borgesi a cui all’improvviso vengono stravolte le abitudini: cioè la non puntualità del parroco, la dimenticanza dei neonati in chiesa nell’attesa del sacramento del battesimo, l’abituale scordarsi delle celebrazioni delle ricorrenze dei morti. Ma il Vescovo vuole scherzare veramente! A Borgia i fedeli sono abituati diversamente, avranno nostalgia delle chilometriche prediche piene di contenuti del tipo, mettete in tasca ai vostri figli il preservativo, oppure la solita frasetta " la figgia ‘nta fascia e a dota ‘nta cascia". E ve lo immaginate che la Santa Comunione venga data da una mano pulita! Noi siamo abituati alle mani callose con le unghie bordate a lutto per la sporcizia. Eccellenza, lasci il mondo come si trova, non insista nel volere ammodernare o peggio convertire un popolo che da quasi quindici anni non va più a messa, o che egli ammalati possano essere di nuovo visitati e godere del viatico della Comunione. Eccellenza, lei ha forse dimenticato che anche le più pazienti delle serve di Cristo, le Preziosine hanno abbandonato di gran carriera il paese dopo quasi un secolo di permanenza. Fate guadagnare al povero giovane prete un posto dove vi sia veramente bisogno di una valida presenza spirituale, i parrocchiani borgesi non hanno bisogno di tutto ciò, oramai sono abituati ad essere più esperti più di agricoltura che di Vangelo.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Roccedduati

Quantu sugnu curiusi l’omini! Potevamo mai immaginare che qualche politico borghese si strappava gli abiti a favore degli abitanti della Roccelletta. Posso capire quelli che da quella zona hanno sempre avuto i voti, che sono stati determinanti. Ma che facciano un gran parlare a favore dei Roccedduati o dei tamarri da Ruccedda, come amano definirli e qualche cosa che sa di presa per il culo da parte di qualcuno dell’opposizione. Cominciau Passafaru pemmu i spara pe’ lupi, il dileggio si è fatto sempre più pesante da parte degli abitanti del centro storico. Il territorio della Roccelletta era buono solamente quando bisognava dividersi quanto il barone Mazza aveva regalato agli amministratori borgesi in cambio della concessione di costruzione del campeggio "Il cammello grigio" nella zona marina. Gli appezzamenti di terreno sono finiti nelle grinfie degli amministratori di allora (alla fine degli anni ‘70 ). Su di alcuni, si sono costruite delle villette alcuni politici, facilmente individuabili, altri pezzi sono stati venduti a privati. E’ inutile dire che nessuno ha mai avuto concessione edilizia, quindi tutti coloro i quali possiedono delle strutture abitative a ridosso della battigia, sono tutti degli abusivi. Tranne uno che per anni ha fatto il bello e cattivo tempo a Borgia, il quale è stato gratificato da un avversario politico nel periodo in questione sindaco, con l’impegno che lo stesso avrebbe reso il favore all’altro, essendo entrambi possessori di terra. Esistevano in quella zona sette accessi a mare oggi ne esistono appena due. Tutti hanno recintato il loro orticello, hanno scavato in profondità ricavandone vani ulteriori, hanno demolito le baracche in legno e si sono dati al cemento armato, tutto ciò veniva e viene ignorato dagli Amministratori. Ora si ci strappano i capelli e le vesti per qualche piccolo intoppo, che stanno creando i lavori della ferrovia dello stato. Menu mala ca ci sugni chisti, altrimenti qualche giorno che al Corace gli gira più brutto del solito si porta tutte le case a mare, ma non quelle abusive ed estive, ma le prime case di tanti poveri disgraziati. La ferrovia in questo caso fa di ostacolo alla fiumara. In definitiva tutti questi urli e strepiti, quando sarà finita la nuova 106 a che cosa serviranno? Il traffico sarà ridotto a quello locale e quindi? Pensati a li cuasi chiù buani....

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Mancu all’omini!

Quando si manifesta un brutto avvenimento cerchiamo di scongiurarlo dicendo: "mancu a li cani!". Ormai questo vecchio detto deve essere modificato con:" Mancu all’omini!". Vi è anche un altro detto che deve essere cambiato, quello che dice "è una vita da cani! Con la nuova esclamazione "è una vita da uomini!" Io non so quanti di voi avranno avuto modo di vedere e di sentire tanta gente che dichiara di essere padrone di un cane, questa affermazione è del tutto falsa. Sono i cani i veri proprietari dell’uomo, o per meglio dire di alcuni uomini. Osservateli questi poveri pacci che si fanno trascinare dal cane che con la zampa alzata, li strattonano contro ogni albero o muro ed armati di paletta, scopettina ed una busta raccolgono quanto i veri padroni hanno disseminato sui marciapiedi. Sono quegli stessi uomini che si rifiutano di dare una mano alla propria moglie, per raccogliere con la scopa alcune briciole cadute a terra. "Per carità! Sono lavori da femmine. A mia u scupu a casa!" Lo stesso "padrone" che rientrando a casa, la prima cosa che chiede alla moglie, dopo dodici ore di assenza dalle mura domestiche :"Avete portato a spasso questo povero cane? Gli avete dato da mangiare?" Se poi i figli stanno bene o stanno male, se hanno mangiato o meno sono cose che vengono subito dopo il cane. Il cane, nelle famiglie dei difensori accaniti degli animali e schiavi a loro volta, sono i padroni incontrastati dell’appartamento, dormono nel letto con il presunto padrone, adoperano tutte le poltrone e i divani di casa, non mangiano tutte le schifezze che gli uomini divorano, i cani hanno il menù personalizzato e variato a secondo delle giornate. Vengono portati di corsa dal veterinario al minimo accenno di malessere e se il malanno non è di natura patologica, allora, si porta il cane dallo psicologo. Poi vi è la categoria dei "gatti padroni", questi hanno assicurato la toilettes ogni settimana, portano collari griffati, hanno la cuccia riscaldata, onde evitar loro i reumatismi e le ciotole sono in argento per evitare che il cibo si possa avariare o perdere la fragranza. Chimmu vi sparanu a vui a lu cana e a lu gattu. Io non dico che gli animali non debbono essere rispettati , ma da qui a diventare i loro schiavi ce ne corre. Qualcuno di questi possessori di bestie, qualcuno di questi smodati, antipatici ed imbecilli che credono di fare grandi opere meritorie in difesa di alcuni esemplari del regno animale, dovrebbero tenere a mente quelle immagini di quei poveri bambini che vivono in mezzo alle strade, nelle fogne, che si prostituiscono per un pezzo di pane, quei miseri bambini neri con i ventri gonfi, le braccia e le gambe esili, con il viso pieno di mosche che cercano di succhiare l’ultima stilla di latte dal petto avvizzito delle madri . Dovrebbero tenere a mente tutto questo e poi se hanno un ultimo sussulto o anelito di umanità, vergognandosi della loro ipocrisia andrebbero a fare immediatamente una adozione a distanza, farebbero una grande opera di bene. Tutto ciò potrebbe essere realizzato con un piccolo risparmio su qualche spesa futile ed inutile per il loro cane o gatto che sia. Soprattutto rispettando i ruoli che spettano a ciascuno protagonista della natura.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Pro Lucro

Tempo addietro avevano costituito in Borgia, una associazione che da tanti era stata chiamata la "Pro Lucro", per me che sono di paese, mi riusciva difficile capire il perché di tale nome Qualcuno che se ne intende più di me, nonostante io sia il diavolo e quindi smaliziato, mi ha detto :" Cuoamu diavulu restasti arridi, sini propriu nu babbu,. Lucro in italiano significa, guadagnare i soldi speculando, in pratica rubare. Capisciti!" Allora è proprio vero, che come diavolo sto perdendo colpi, oppure mi devo rassegnare al fatto che c’è qualche altro che ne sa una più di me. Insomma, io sino a qualche tempo fa sapevo che si chiamava "Pro Loco" e che si interessava della cultura del luogo, la promozione del turismo e la esaltazione dei prodotti che vengono coltivati nel territorio , ora tutto è cambiato, mi dicono, ma io stento a credere. Adesso pare che venga chiamata in tanti modi: un nome era come dicevamo prima, poi associazione politico culturale ed ancora, posto di sottocomando. Alla fine esta na bella manica e compari. Ma, dassamu stara i nuami ca non servano a nenta e parramu e cuasi buani. Per fortuna, come qualcuno in alto ha voluto e pregato, i vecchi se ne sono andati a casa portandosi dietro i crustuli, zippuli e nicatuli. Infatti per quasi quattro anni, le sole manifestazioni che sono state prodotte dalla Pro sono state le padellate di frittura mista. Hanno continuato a succhiare le gomme delle varie associazioni culturali mettendosi in mezzo cuamu pretrusino ad ogni minestra, ma niente di più. Qualche povero guitto che ha stonato sul palco e qualche misero balletto. Ora si sono svolte le elezioni ed abbiamo un nuovo presidente, lo aspetteremo al varco, confidiamo in quello che dicono persona molto capace che riesce ad aggregare tanta gente. Quindi saranno finite le varie sagre che hanno trovato ospitalità in qualche stomaco ed in alcuni portafogli.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Che felicità, quale goduria per me capo dei diavoli,

vedere trascinati nella cacca tutti i valori umani

Spingere gli uomini al contrasto, sovvertire tutti i canoni, insomma sto vivendo un momento di trionfo. Non se ne poteva più di perbenismo, di valori di giustizia, di affermazione della unità della famiglia. Cose sorpassate che, io diavolo, ho sempre promosso contro quei pretacci, che predicano bene e razzolano male. La scienza che è sempre stata dalla mia parte e non dalla parte della chiesa, la stessa scienza che da tempo mi da una mano per convincere l’umanità a peccare a stravolgere il mondo. Oggi si parla di uno studio scientifico che si chiama "eugenetica" ca nuddu capiscia e canuscia, ma che alla fine mi potrebbe tornare utile da qui a qualche tempo. Insomma, questa parte della medicina che si interessa a modificare i geni. Fra non molto, in virtù di questa scienza, saranno messi al mondo delle persone tutte uguali. Per intenderci, le nuove famiglie potranno farsi i figli su misura. Perché si potrà intervenire, è il caso di dirlo, con diavolerie che gli scienziati miei alleati, hanno messo a punto. Non ci saranno più, finalmente dico io, le unioni d’amore, far nascere il proprio figli da un atto bellissimo d’amore, cose vecchie superate, come è superata una parte della vecchia chiesa bacchettona. Nasceranno tutti i bimbi con gli occhi blu, i nasi dal profilo greco, le orecchie piccole e perfettamente, non vedremo più le orecchie da elefantino. Saranno tutti uguali, fatti con la medesima siringa o provetta. Alla fine quel "coso" i maschietti lo potranno usare solo per peccare o per lasciare alla banca del seme il proprio prodotto, usarlo per procreare come si fa da millenni non serve più. Finalmente la disparità fra belli e brutti sarà colmata fra qualche anno, a tutto vantaggio dei brutti. La vittoria dei poveri cristi, che fra poco vivranno momenti di gloria e di grande interesse. Allora cari brutti tenitevi e latu perché avrete la rivincita su tutti i belli ed muscolosi uomini che nella maggior parte dei casi fanno fanno solo tappezzeria e che da sempre vi hanno umiliati relegandovi ad un ruolo di rincalzo. Quanta fatica per conquistare una donna da parte dei brutti, poveri disgraziati dovevano fare ricorso ai soldi, ad una spiccata intelligenza, una specie particolarissima di umorismo oppure lasciarsi in balia della donna che si trasforma in moglie padrona. In mezzo a tutti i belli che popoleranno il mondo, l’essere brutto rappresenterà una novità ed un nuovo interesse. Aviti u vi teniti e latu ca i fimmini vi daranno la caccia, viva i brutti cumu mia?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Il poligamo

Sentivo ieri una notizia diramata da un notiziario di una emittente televisiva regionale, dove si faceva riferimento ad una assemblea di donne che disquisivano sul tema della "Violenza alle donne", e chiedevano alle autorità competenti l’applicazione dell’articolo 155. Non conosco questa legge,ma di sicuro parlerà di tutela delle donne. Ora io che faccio di mestiere il diavolo, certamente mi piace tutto ciò che è in contrasto aperto con le autorità costituite e nettamente d’accordo con quei personaggi che si danno da fare nel peccare. Per informarmi maggiormente ho cercato nel vocabolario della lingua italiana il sostantivo "poligamo". "Il poligamo è quell’uomo che ha più mogli il sinonimo contrario è "monogamo". E stu discurzu? Il ragionamento ci sta tutto, se prendiamo in considerazione che in 49 paesi nel mondo si pratica la poligamia. Gli Islamici è una pratica che attuano da secoli e che continuano nel presente. Qualcuno dirà che ognuno po’ fara chiddu chi vo! Certo! Ognuno è libero di fare quello che vuole, però deve rispettare la legge della nazione che lo ospita. In Italia, purtroppo non ci sono le leggi che regolano questo problema. Cuamu quando nca te l’italia si fanno sti cuasi! Si fanno e come! Non solo ci sono i matrimoni regolarmente celebrati in moschea, ma ci sono degli Himam(insomma i previti e chiddu paisa) che celebrano un rito particolare che si chiama "ORFI" che unisce in matrimonio per due ore, per un giorno, oppure per trent’anni o per una vita. Gli ometti che approdano sulle nostre coste, lasciano in patria le loro mogli ed è chiaro e comprensibile che devono pur aver uno svago dopo tanto "lavoro": Per questa sana quanto naturale necessità procedono ad altri matrimoni con il rito Orfi e ovviamente, già che ci sono, mettono al mondo altri figli. Il discorso si complica quando le mogli parcheggiate in patria, che possono essere più di due infatti il Corano non pone limiti alla quantità, raggiungono clandestinamente il coniuge, è lì che scoppia il quarantotto. Le mogli italiane non accettano le altre che arrivano come delle infiltrate e pretendono di dividere il letto con lo stesso uomo. Quelle specie di usurpatrici del letto coniugale che sono arrivate, nella maggioranza dei casi sono ignoranti, non conosco la lingua, non hanno neppure i rudimenti alfanumerici e quindi finiscono schiave sigillate i casa oppure ripudiate e scacciate. E tornamu a lu discurzu e prima. Ma queste persone anche se portano il velo o se portano quel camicione che le copre tutte, non sono donne anche loro? Chi difende queste povere disgraziate? Nessuno tutti se ne fottono, anche quelle donne calabresi che ieri gridavano in difesa della loro libertà. E che "DICO?" Ve lo immaginate se questa pratica si estende anche alla poligamia fra uomini? Mamma chi cazzu e casinu nda po’ nescira. Ma una cosa, vorrei sapere, chissà se qualcuno ha visto gli ospiti che vivono nella casa parrocchiale se sono sposati e quante mogli hanno? Sai le risate se il prete dovesse accettare la poligamia, visto che a lui non è consentito neppure l’essere monogamo?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Picciridda mia, tena accattati

u preservativo ca ti piacia

Sono circondato da persone vecchie attempate e sto sempre di più preda dei sarcofagi. Ieri la nonna oggi lo zio Pietro che sta facendo concorrenza a Matusalemme, beato lui. L’altro ieri, il mio zietto mi ha chiamato e con fare circospetto, guardandosi intorno mi ha sussurrato. Devo parlare con te, mi devi dire una cosa che da parecchi giorni mi gira in testa, l’ho chiesto a tua nonna e mi ha sgridato come fossi nu ziteddu, io sono cresciuto e capisco tutto, non mi deve trattare come nu pacciu. Ho cercato di disimpegnarmi dalla pressione dello zio, in virtù di una provvidenziale telefonata. Mentre ero preso dalla conversazione con un amico, ho sentito la nipotina piangere e lo zio che gridava all’indirizzo della madre. "Possibile che non potete accontentare questa guagliuna? Forse lo so cosa vuole, vieni che il vecchio zio Pietro ti da i soldi così ti compri quello che vuoi, viani cu mia. Il vecchio zio con le mani tremanti si fruga nella tasca tirando fuori cinque euro, li porge alla ragazza, la quale si rifiuta. Mia cognata, a madre della piccola, chiarisce allo zio che non sono i soldi che vuole la piccola, ma un’altra cosa. E lo zio di rimando " E io li dugnu i sordi accussì si compra quello che vuole lei perché, io lo so cosa vuole, è una cosa che voglio tutte le ragazzine." Ancora una volta, porge alla piccola i soldi ed accarezzandole la testa le dice"Picciridda mia, tena accattati u preservativo ca ti piacia." Allibito me lo guardo ed cercando di prevenire gli urli di mia cognata:"Zio Pietro ma come ti vengono in mente certe cose questa è una bambina!" E lo zio sedendosi:" E che c’è di male se le piace, perché non se lo deve comprare? Del resto l’arciprete predica sempre e raccomanda alle madri, prima che le figlie escono da casa, se hanno preso il preservativo. Mia nipote non ce l’ha, perché non se lo deve comprare?" Da quelle parole così ingenue ho capito che lo zio non conosceva quello strumento e che io avrei fatto fatica a spiegare e della quale lui, non avrebbe saputo che farsene. Ai tempi suoi, proprio perché non c’erano questi anticoncezionali meccanici, tanto cari al nostro arciprete che continua a propagandare in chiesa, le famiglie come le sue spargevano figli a profusione. Ora la colpa dell’accaduto non era del povero Pietro, ma di quel padre e ministro del culto che continua a consigliare questo strumento per le giovanette. Però bisognerebbe spiegare al celebrante che certe lezioni di educazione sessuale deve essere lasciate ai genitori perché, nel pratico, potrebbero avere maggiore esperienza di lui, oppure ci sbagliamo?

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Lussuria

Maledetta televisione che ormai è diventato un elettrodomestico ed è sempre in funzione. Quindi mia nonna si piazza in prima linea e comincia a viaggiare con il telecomando. L’altro giorno gira che ti rigira è capitata su di un programma del parlamento. Dopo qualche istante sento la nonna che mi chiama e mi dice viani ccha, ma non esta brutta chidda fimmina? Ava na vucia chi para nu masculu, e poi la chiamano onorevole Lussuria, chi vo dira? Ho cercato di spiegare alla nonna che quello era il cognome dell’onorevole, ma ho cercato di essere più vago e sfuggente del solito. Ma lei ha insistito " viani ccà, parra cu’ mia" Non ho resistito e le ho indirizzato un piccolo rimprovero dicendole:" Ma da quando ti è arrivata la smania della politica?" la risposta è stata "quala politica io guardo si ncunu parra dei pensioni, chimmu l’ammazzunu tutti". La nonna ha insistito:" cosa vuol dire lussuria?" Siccome la nonna non è cosi ignorante e ricorda tutto ciò che è vecchio, mentre ha molte difficoltà a ricordare il presente dice." Ma lussuria non vuol dire qualche cosa che fa peccato?" Come si fa a non darle ragione! Valle a spiegare che di questi tempi, determinati atti non sono più peccato? Ho cercato di aggirare l’ostacolo e ho detto che il vero cognome era Luxuria con la X. Ma la nonna dice che con la x o senza non cambia il senso. "Però chissa ava a vucia e masculu" sentenzia: "In effetti non che sia tanto donna", ho cercato di arrampicarmi sugli specchi e dopo dieci minuti che mi ascoltava mi chiede: "Ma allora chissu è mienzu e mienzu, non si sa se è maschio o è femmina. Chi gente questo vuoi vedere che è un cappone!" Un po’ seccato ed impacciato ho detto alla nonna che era ora di cambiare discorso, ma che tutto sommato era da considerare l’onorevole una femmina." Ma dimmi na cosa, come fa ad essere donna? L’hanno castrato? A la fine l’ava o non l’ava chiddu cosu?" Meravigliata la nonna esclama. "L’ava ? E si l’ava pecchi a mu si vesta e fimmana ?" Lo so è difficile per mia nonna abituata a fare una netta distinzione fra maschio e femmina, anche se accetta i capponi (come li chiama lei), ma sopportare che in un luogo sacro come la Camera dei Deputati, quasi come la chiesa, possa essere infestato da travestiti. Peggio del bordello. Al casino queste cose non succedevano, questo mi diceva quello tuo nonno, ma sentito dire perché lui grazie a Dio non ha mai frequentato certi posti. Secundu mia, epua…. io i mani nte vrasci ne mientu.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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I tiempi cangianu ma...

I tiempi cangianu ma i cuasi restano sempa i stessi. Sino a qualche tempo addietro, a Borgia, si faceva lezione nelle aule più scalcinate che c’erano in paese, al freddo d’inverno con un piccolissimo braciere che cercava di scaldare con quel poco di "cinesa" che si poteva rimediare e sui i quali i maestri ci si accoccolavano. Gli scolari che avevano più possibilità si portavano da casa una lattina di pomodori nella quale le madri vi mettevano un poco di brace. Quelli erano i termosifoni dei poveri però, avevamo una predisposizione naturale alla educazione fisica. Infatti battevamo i piedi o allargavamo ritmando le braccia, percuotendoci le spalle. Non avevamo bisogno di palestre. Questi erano esercizi i faciamu versu u misa e dicembra e finivamo alla fine di febbraio. Nel pomeriggio continuavamo i nostri allenamenti in mezzo alle strade del paese, che erano si bianche ma senza tante buche come quelli di oggi che dicono asfaltate. Sembravamo dei passeri che saltellavamo da un posto all’altro, il tutto condito da una felicità immensa. Ora la scuola è cambiata, gli edifici scolastici non sono di certo il meglio, come esistono in altri posti ma sono accettabili. L’unica cosa che a Borgia non è cambiata da moltissimi anni è la palestra non è mai esistita. Cuomu quando che i comandanti nastri na canusciru mai, non l’hanno mai sentito nominare, insomma per gli amministratori borgesi per avere l’esatta conoscenza del vocabolo "palestra" debbono consultare il vocabolario. La passata amministrazione ha scoperto questa voce , ha imparato il significato e la utilizzazione e ha stabilito che bisognava costruirla. Si è dato l’incarico ad un progettista il quale l’ha costruita a metà, perché poi sono finiti i soldi. Ora quella costruzione è la senza la possibilità di utilizzarla. Passeranno ancora cinqunt’anni e senza meno non sarà finita. E’ proprio vero quando u diavulu menta a cuda….

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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DICO o non DICO

DICO o non DICO, eh! Che dico? Per me va tutto bene, anche perché a lu diavulu chisti cuasi vannu buanu, sapete prima si diceva, da parte della chiesa, (cioè dalla mia concorrenza) che a fare certe cose fra uomini era un peccato e quindi chi era abituato a tale pratiche, lo faceva di nascosto, nessuno doveva sapere. Oggi non solo non è peccato, ma lo si dice a tutti, alla radio alla televisione, ognuno deve sapere che l’onorevole tizio ha il vizietto e che il grande presentatore lascia la moglie e i figli per un altro amore di sesso maschile, e duna volta ottenuto il divorzio, convolare a giuste nozze. Mo!, pensati chi li po’ capitara a lu zitieddu che ‘nzina a ieri sapeva che la persona che lo aveva partorito era la madre, mentre oggi chi va a letto con il padre è un altro uomo che non si sa come chiamarlo : forse "papàmà". E allora chi DICU? Anche io come diavolo mi trovo spaesato, non so proprio più se è meglio dividere il letto con un altro del mio stesso sesso oppure…Comunque, sentite: andrò di sicuro contro le mie attitudini di diavolo ma questa volta i pretacci hanno tutte la ragioni. Un’altra cosa non mi spiego ed è questa: perché lo stato deve per forza regolare le coppie di fatto se queste non vogliono? Se due persone cresciute e vaccinate decidono di vivere senza legami è perché non intendono regolare minimamente una situazione che loro credono ottimale. Perché lo stato li deve costringere d’autorità? Il Prodi , che a me sta antipatico perché ha la faccia del prete peggio di quel Giovanardi dell’UDC, dice che le coppie possono mettersi i regola dopo nove anni, chi curioso stu Brodo, ma se quelli sono andati d’amore e d’accoro per tanti anni da irregolari, perché debbono per forza legalizzare la loro unione? Comunque a mia tutta sta civiltà…. Io sono un vecchio e tardivo conservatore, ma preferisco andare a letto con qualcuno che non sia del mio stesso sesso.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Certu ca simu acconzati buani

Certu ca simu acconzati buani, se la città di Borgia è costretta di sera a vivere quasi al buio. Siamo arrivati nel periodo di guerra quando c’era il coprifuoco, stando a quello che raccontano i nostri padri, raccontano che ad una certa ora bisognava rientrare in casa e spegnere tutte le luci. Poca miseria, allora! I cuasi a borgia non cangianu mai! Da qualche tempo sistematicamente ad una certa ora vengono spenti alternativamente i lampioni e quella che sino a poco tempo fa era una ridente cittadina piena di luci è piombata nell’oscurità più completa. All’anima del risparmio! Ma di quanto siamo indebitati? Bella eredità che ci ha lasciato la passata amministrazione, bella davvero. Io mi domando e dico e, come me tutto il paese, ma se tutto andava a puttane perché non si è provveduto a spedire a casa l’ex sindaco, perché si è aspettato tanto tempo? I misteri della politica borghese. Forse avranno pensato gli ex assessori che prima o poi il sindaco si sarebbe ravveduto, ma come dice il proverbio, finché il medico studia il paziente muore. Oppure bisogna pensare, che sino a quando le cose venivano fatte insieme….poi quando qualcuno ha rotto il compromesso …. il giocatolo si è guastato. Ognuno ha guadagnato la strada di casa e chi si è visto s’è visto. Mannaia a lu pitittu! E adesso? E mo’! Ni presentanu i cunti. Barcolliamo nel buio, non solo quello finanziario ma anche quello reale nei nostri corsi e strade. Paghiamo la spazzatura a peso d’oro e l’acqua come il platino, però in comune siedono sei assessori di cui tre lavorano e gli altri si girano i pollici, perché non cominciamo a risparmiare, cancellandone tre? Avremmo a fine anno i soldi per pagare le bollette.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Gente come me non fannu bona spera

Un poeta dialettale nostrano, molti anni fa così si esprimeva in una sua composizione:" Borgia è na cittadina de valora ma, ava tantu velenu nta lu cora chi nessuno lu canuscia si no lu prova. Nu jurnu grida abbassu Passafari e lu jurno doppu supa li spaddi si lu ngrava.". Questa amara realtà non è mai cambiata fra i cittadini del nostro paese. Sono cambiati i nomi e le persone da elogiare o criticare ma il senso è sempre lo stesso. Non sono ancora riuscito a capire come vengono eletti i sindaci che di volta in volta si candidano. Nessuno mai si è recato a votare, o se lo ha fatto non ha mai votato per il sindaco eletto. Allora! Mi spiegate da dove nescunu tutti sti voti? Secondo me i brogli elettorali a Borgia si sprecano, credo che i signori che sono stati eletti avranno clonato tutta una serie di loro fedelissimi ed il gioco è fatto ed è spiegato anche il mistero. Ecco perché non appena gli Amministratori commettono, anche il più piccolo errore, ciascuno prende le distanze e la frase di rito è sempre questa."Hai visto cosa ti ha combinato il sindaco tuo?" " Perché il sindaco è sulu u miu?" risposta."Certu ca esta u tua, io no votai, tu votasti tu!" Questa è una costante, succede così a tutti i livelli, sia da una parte del marciapiedi che dall’altra.( si! Perché le fazioni politiche borgesi si distinguono da uno dei due lati del marciapiedi che calpestano). Di diverso tono sono i ragionamenti e le parole nel caso che qualche cosa buona gli eletti abbiano combinato. Allora tutto cambia, ognuno si sente autorizzato ad auto riconoscersi il merito di aver votato per l’unica coalizione possibile cioè, quella in grado di fare qualcosa per il paese. " Si non era pe mia, a chist’ura va vidi a cui avivi saggiutu a lu comuna." E questi ben pensanti Borgia è piena. Senza meno l’unico ad ammettere di recarsi a votare, accordando coscientemente il voto all’eletto prescelto, sono solo io. Proprio io, che non sono autorizzato a parlare perché non mi soffermo sul marciapiede giusto, ma li attraverso entrambi senza remore o patenti di appartenenza. Gente come me non fannu bona spera.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Le parole come sassi

Certi cuasi ne capisciu, in effetti faccio molta fatica a comprendere alcune cose, che in altri posti potrebbero significare la normalità, a Borgia succede il contrario, l’ovvio diventa incerto e viceversa. Oggi di queste cose dubbie vi voglio parlare, o meglio intendo sottoporle al vostro giudizio. Vi ho parlato delle suore che altrove usano il metro della integrazione o quantomeno adottano la sana regola dell’obbedienza, da noi è successo il contrario, la contestazione e la non accettazione della missione con grande umiltà nello spirito di servizio che le stesse suore s’impongono al momento di pronunciare i voti. Dall’altra parte esiste una realtà ecclesiastica che proprio in Borgia rappresenta una severa eccezione. Da sempre, con qualche piccolo distinguo, il nostro paese è stato vittima delle tonache nere che non hanno inteso esercitare con grande umiltà la loro missione, ma spesso hanno pensato alla gestione del potere, tanto quello spirituale che quello temporale. Non è il caso dell’attuale parroco, il quale è tutto interessato alla gestione del suo orticello, che non è poi così piccolo, a tempo perso e per obblighi di abito è costretto a dover fare il prete. Il nostro compagno parroco, se Guareschi fosse nato in Borgia, gli avrebbe creato seri problemi per scrivere i suoi libri. Già è difficile la tranquilla convivenza per delle pie spose di Cristo con gli accentratori di poteri , immaginate quando le suorine sono delle sorti di capu e pezza, come le superiori che hanno frequentato gli ultimi tempi il nostro paese. Pensate come si complica la vicenda, quando il prete-agricoltore gode del beneficio di una perpetua ben peggiore di quella di don Abbondio. Ed allora! Diamoci da fare noi borgesi nella preghiera perchè il Padreterno, ci metta una pezza. Al mio carissimo contadino-parroco vorrei trasferire un messaggio e non un consiglio, faccia a meno di propinare prolissi panegirici a quei quattro affezionati che ancora lo seguono. Faccia a meno di dispensare baci ed abbracci ai funerali o nel corso delle cerimonie ufficiali, le pecorelle che le sono state affidate hanno bisogno di altri servigi, in quanto gravati da problemi sociali ed esistenziali importanti. Oppure abbia un sussulto di onesta morale ed intellettuale, si metta da parte e continui a seminare ed arare il suo orticello, l’orto di Cristo è una cosa che non le appartiene.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Si dice che i somari scalciano e i barili si scassano

Dicono che gli orsi sono ghiotti di miele, infatti scendono a valle per devastare le cucine dei coloni alla ricerca del nettare che alletta la loro ingordigia. E’ logico pensare che anche nel comune di Borgia vi sia del miele, a giudicare da come sono attratti alcuni personaggi, che da sempre militano in politica e che da una vita siedono in Consiglio Comunale e, sono sempre gli stessi con qualche nuovo innesto che cominciano la carriera con lunghi silenzi. Non articolano sillaba neppure per dire un si, si limitano al alzare la manina, tanto da costringere il segretario a formulare la domanda: " chi è favorevole?" e subito dopo, si ripete:"Chi è contrario?" Del resto è lo scotto che si paga, per poter cominciare la scalata alla carriera politica, poi bisogna anche considerare che la loro capacità si misura in termini di voti, più sono alti i suffragi e più si è potenzialmente idonei a prendere il posto di qualcuno che andrà in pensione per raggiunti limiti di età. Ma sapiti qual è u gaiu? Il guaio è che nel corso dei Consigli Comunali, maggioranza ed opposizione litigano, si accusano a vicenda e non contenti di farlo in aula, continuano sulle pagine dei quotidiani. L’altro giorno si è raggiunto il massimo della polemica, in che modo? Ci sono state delle dichiarazioni stampa da parte del vicesindaco all’indirizzo della opposizione, richiamandoli ad un maggiore senso di responsabilità cercando di elevare i toni dei loro interventi, insomma essere propositivi. Cosa che secondo il vicesindaco una parte della minoranza, per intenderci quelli della Margherita, non fanno ma si limitano alle piccole beghe da marciapiede. La risposta molto dura da parte del capogruppo della Margherita è stato pesantissimo. Ha scritto che il vicesindaco ha perso una buona occasione per stare zitto e lo ha invitato a continuare lo stesso silenzio che lo sta distinguendo in seno al Consiglio, oppure fare di meglio, continuare durante le sedute, a giocare con il telefonino come da tempo fa. È proprio il caso di dire che :" chi di penna ferisce di penna perisce". Ora vi dico come la pensa Belfagor. Si dice che i somari scalciano e i barili si scassano. In questo caso i somari, sappiamo chi sono ed i barili siamo noi. Quindi siamo quelli che ce la prendiamo in quel posto.Ma è anche giusto prenderlo in quel posto, perché siamo noi coloro i quali spediscono questi illustri politici attraverso il voto al comando del paese. Gli elettori borgesi avrebbero bisogno di una sapiente cura da qualche psicologo. Insistere con il votare simili elementi, che confondono beghe, personalismi ed interessi con una parola che ha un grandissimo significato "POLITICA", dotta espressione lontanissima dai nostri politicanti che non si può mortificare definendo "politica" la nostrana forma di gestione del comando. La politica è una cosa seria ed i nostri eroi del voto di scambio non sanno dove sta di casa.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Le Suore

Mai come questa volta sono contento di parlare di una cosa che è o dovrebbe essere l’esatto contrario mio (in quanto Belfagor), cuamu mi scialu! Dai primi di settembre, giusto in tempo dopo la villeggiatura, arriva come na’ lignata la notizia che le suore lasceranno Borgia entro Natale. Immaginate cosa è successo fra la gente, abituati da ottanta anni a vedersele in giro con le cuffie nere e gli ampi vestiti neri, che facevano avvertire con il fruscio la loro presenza a decine di metri di distanza. Io me ne ricordo soprattutto una, l’ho scritta qui nella mente, si chiamava suor Fiorina. Era bellissima ed era profumata, dolcissima. Ma lasciamoci questi ricordi alle spalle e parliamo delle bruttissime copie delle suor Fiorine di oggi. Soprattutto dell’ultima superiora che senza meno sarà stata spedita in Borgia dalla Madre Generale, per punizione. E costei, in tal modo aveva accettato la nostra cittadina ed i nostri abitanti. Appena conosciuta ho notato una certa aria di superbia e di distanza che male si addicono alle religiose spose di Cristo insomma era capitata proprio nel bel mezzo dei "Napoli"(così veniamo chiamati, noi calabresi, dai settentrionali). Epua, si trovau a li piadi, una perla che purtroppo ha avvalorato la cattiva nomea di noi sudisti. Questa perla è stata la più grande delle cause delle dipartita delle suore. Ma parramu delle religiose e della loro Madre Generale. Al suo indirizzo sono partite lettere, raccomandazioni, suppliche, invocazioni, persino verbali di alcuni Consigli Comunali accompagnate da lettere del Sindaco, nelle quali venivano, anticipatamente, delle scuse qualora qualcuno avesse potuto offenderle, mancu fusseru i Maduanni all’ataru. La grandissima Matri Generali, si è sprecata solamente ad indirizzare una lettera al Primo Cittadino confermandogli la loro volontà di lasciare Borgia. Una seconda lettera con la volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di istituire nel Palazzo Calogero una scuola di avviamento professionale gestito dalle suore e finanziato dalla Regione Calabria che avrebbe provveduto anche agli stipendi delle religiose. Alla fine chi volianu, u gaddu da casa? Neppure a questa lettera la Superiora Generale ha mai risposto. In una lettera fatta recapitare al Sindaco la Maria de Araujo scriveva di situazioni poco piacevoli che si erano verificate in Borgia in seno alla comunità. Cara Maria de Araujo bisogna avere l’onesta morale ed intellettuale ed affrontare i problemi a viso aperto, oppure, come si usa dire: prendere il diavolo per la coda( e loro sanno che il diavolo in questione non sono io, Belfagor). Sollevare le sacra terga e spostarsi in Calabria e precisamente in Borgia, affrontare l’orco ( se mai vi fosse stato) in compagnia del Vescovo del luogo ed affrontare tutti gli argomenti, insomma u si lavanu i panni intru. Purtroppo questo non è stato fatto e la Monaca di Lucca si è arroccata sulle sue posizioni: asserendo." questo ho deciso e questo sarà fatto!" Ed i poveri borgesi? Ma chi se ne frega dei borgesi! A farla breve questa Maria Vilanì de Araujo ( forse sarebbe meglio scrivere anziché Vilanì, Villanì) rendendosi conto di avere umiliato i borgesi ed il loro Primo Garante, in un rigurgito di onestà, ha spedito in missione nelle Calabrie Saudite, secondo loro, la sua segretaria generale con gli ordini già scritti e confermati di chiudere la vicenda borgese. Con questo ho finito di parlare delle suore, domani toccherà alla perla (di cui accennavo prima) ed al suo augusto fratello, abile intelligentissimo, molto acculturato, ma abilissimo nel mutare saio.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Ricordate quando, per la prima volta,

sono state asfaltate le strade della vostra cittadina?

Quando abbiamo inteso avviare una piccola inchiesta contattando i cittadini di Borgia su di un quesito abbastanza semplice. E’ venuto fuori che i cittadini borgesi sono tutti degli smemorati o quantomeno, le domande formulate sono state talmente difficili da lasciare smarriti ed interdetti i cittadini interrogati. In pratica alla prima domanda a cui sono stati sottoposti parecchie decine di indigeni del luogo è stata questa:"Ricordate quando, per la prima volta, sono state asfaltate le strade della vostra cittadina? Ebbene a questa domanda qualcuno è rimasto letteralmente basito. Questo tipo di reazione si è avuto di più nei cinquantenni i quali hanno articolato delle risposte assai vaghe, fra le altre:" Io le ho trovate così" oppure."Dovrei chiedere a mia nonna, è nata nel 1915, sempre che se ne ricordi!" Estendendo la nostra inchiesta siamo arrivati da un arzillo giovanetto di novantatre anni al quale abbiamo posto lo stesso quesito e la risposta è stata questa:" Che vuol dire asfaltata?" Abbiamo cercato di spiegare in termini tecnici, partendo dalla massicciata, dalla rullatura, sino ad arrivare alla bitumazione ecc. ecc. " Ma che volete che vi dica! Per me non è cambiato mai nulla in questo paese, una volta le strade erano bianche adesso non sono ne bianche ne nere, mi ricordo, da quando ero ragazzo io che c’erano le buche ed oggi ci sono ancora, quindi non è cambiato niente. Se poi questo vuol dire: asfaltate, allora, vuol dire che sono state asfaltate!" Il dramma lo si è vissuto, allorquando abbiamo posto la stessa domanda ai tecnici comunali dei quali, qualcuno si è scusato per il fatto che quando è avvenuto l’evento era appena nato o forse non lo era ancora, altri sconsolati hanno scosso la testa e continuato nel loro lavoro. Un signore, appisolato al sole davanti ad un bar, con una grande alzata d’ingegno ci ha detto:" Perché non lo chiedete a quello che è stato sindaco per quasi quarant’anni? Tanto è ancora vivo e vegeto, potrebbe saperlo!" Non abbiamo voluto scomodare nessuno e scavando a ritroso nel tempo è venuto fuori che la rete fognaria è stata fatta allo scadere degli anni cinquanta e quindi, per logica deduzione le strade sono state asfaltate negli anni sessanta. Da allora in Borgia nessuna strada è mai stata rifatta. Oggi quelle che si ostiniamo a chiamare strade, sono divenute delle orribili groviera rattoppate alla bene-meglio, gli automobilisti locali sono divenuti dei grandi specialisti di gimcane con la speranza di scansare qualche buca. Ci rendiamo conto degli enormi problemi che affliggono il Primo Cittadino, anche lui automobilista, ma anche questo non è un problemino da ridere. Crediamo che Lei possa farsene carico, del resto le strade della cittadina da Lei amministrata sono le stesse che Lei ha ricevuto in dote allo scadere degli anni settanta e le medesime che ha ritrovato nel 2006. Faccia qualcosa, a meno ché, Lei non voglia difendere ad oltranza gli interessi dei gommisti e dei ricambisti. I suoi amministrati non le chiedono di rifare tutte le strade, sarebbe un’impresa faraonica, ma i due corsi principali sarebbero il minimo, anche "per l’occhio della gente!".

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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Compà, non della pittura che voglio parlare,

on capisciu nente

Bisognerebbe che qualcuno mi uccidesse, prima di ammettere che uno sforzo tendente a migliorare il mio paese sia stato vano o, addirittura, non andava fatto. Però, una certa critica costruttiva deve pure essere fatta, altrimenti tradirei quanto la mia origine di arcidiavolo mi impone. Grande festa al Palazzo Comunale per la scopertura di due quadri del pittore Rocca e sin qui nulla da obbiettare, quello che proprio non mi va giù è il luogo dove sono stati affissi. L’androne è un posto che già è bello ed accogliente di suo, quindi non c’era alcun bisogno di " impreziosirlo", come ha affermato il Sindaco, con altri valori. Vi erano altri osti dove collocare le tele, c’è la sala consigliare, già, forse qualcuno dei due pittori temeva il confronto? Compà, non della pittura che voglio parlare, on capisciu nente, ma una spiegazione gli assessori Bruno e Chiarella la debbono dare a coloro che sono ignoranti come il sottoscritto, senza meno sono cambiati e canoni di composizione di un catalogo illustrativo di una mostra di una rassegna, altrimenti non si spiega, l’elencazione dell’iter pittorico, addirittura scrivunu curriculum vitae. Tutto ciò viene a confermare la mia tesi di uno scadimento di tono da parte dei due assessori. Infatti era sufficiente scrivere il pittore vive e lavora a Borgia con lo studio in via…e a voler fare una cosa moderna anche l’indirizzo di posta elettronica. Non voglio essere maliziusu, ma credo che siano stati mal consigliati. Sicuramente questi ultimi, che hanno girato u mundu e tanti città, avranno visto tante mostre personali con la presentazione dell’autore e certamente avranno visto una pagina intera dedicata al "curriculum". Immaginate la presentazione di un’opera del Manzù, una pagina per raffigurare l’opera e quarantasette di curriculum. Qualcuno dirà che non è il nostro caso, perché nel nostro caso è bastata una sola pagina.

Chimmu u’ diavulu v’acconza!

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