A VIRGA

settimanale satirico a cura della redazione di webtvborgia

a  cura d i saverio Mancuso

 

 

Poverino!!!

Da qualche tempo e soprattutto dopo i recenti fatti di cronaca, sono veramente arrabbiato contro questi poveri, che continuano a piangere sulle loro disgrazie. Da questo preciso momento, proporrò l’apertura di una sottoscrizione, per alcuni poveri ricchi, lasciati sul lastrico dalle istituzioni. Non è immaginabile che il povero ricco Briatore possa essere stato sfrattato da suo piccolo yacht di appena sessanta metri e sbattuto in mare, in balia delle onde, con la sua signora ed il piccolo bimbo. E’ una grossa ingiustizia, quei sadici della Guardia di Finanza, hanno messo i sigilli alla stanza del piccolo bambino, senza che la povera madre potesse prendere neppure un pannolino. Il povero figlio è rimasto proprio come Nostro Signore, nudo in una mangiatoia, però, con l’agio di essere riscaldato dall’alito del bue e dell’asinello. Il Briatorino, è rimasto peggio del Bambino Gesù. E’ finito in una albergo a cinque stelle della Versilia, scaldato dai volgari condizionatori e con i proletari pannolini della farmacia, senza neppure l’ombra di acqua di colonia inglese. La famiglia Briatore non sa veramente dove deve andare, sono rimasta senza arte ne parte, senza una casa stabile sulla terra ferma, condannati a dondolare sulle onde, su di una piccola barchetta. Quello che fa rabbia poi, è il fatto, che viene detto in giro, che il costo del mantenimento giornaliero del panfilo è di 35 mila euro al giorno. E’ falso, anzi falsissimo, il costo reale è di trentamila euro al giorno. Tutta invidia, quella dei miserabili, che insistono nel prendersela con i poveri ricchi. Il povero ha il suo lauto stipendio mensile, con una cifra esorbitante di ben ventimila euro all’anno, non è costretto a mantenere un panfilo, non è costretto a ricevere principi e ministri, con cene fredde e calde. Non è condannato ad avere molte case, che poi si ha l’eterno l’imbarazzo della scelta, la casa a Londra, quella a Montecarlo. Nessuno può immaginare la fatica di questi poveri forzati della ricchezza. E’ un serio problema, avere a che fare con tantissima servitù ed essere tediati da quegli sfacciati camerieri che chiedono aumenti di stipendio.


Angeli Blu

Non sono ancora riuscito a comprendere questa tendenza dei borgesi a criticare tutto e tutti, sono degli autolesionisti convinti. Ora, sugli scudi è finita l’Associazione degli Angeli Blu e il COI (Centro operativo intercomunale), collegati alla Protezione Civile. Più di qualcuno accusa il presidente di non essersi impegnato nei recenti danni causati dalla inclemenza del tempo, dalla carenza dell’acqua, un disagio che poteva essere alleviato con qualche autocisterna con acqua potabile. Si chiedono perché non sono intervenuti e dove erano spariti i volontari in quei frangenti. Cari cittadini, siete sempre di più polemici, state rasentando la tristezza, anzi, siete proprio tristi. Gli Angeli Blu avevano un gran da fare, quando sono successi quei fatti calamitosi, tutti i volontari erano impegnati in sede cercando di apportare le ultime modifiche ad uno sportello che dovrà monitorare ben sette comuni collegati. Ma poi, quando mai si è visto in Italia e soprattutto in Calabria che si possa dare seguito ad una iniziativa senza che questa venga inaugurata? E’ pazzesco! Se mai dovesse essere interrotto questo modo consolidato, si potrebbe arrivare ad un collasso delle strutture. Nessuno dei protagonisti possono fare a meno dei pennacchi, dei lustrini e delle passerelle nelle varie manifestazioni. E’ sempre meglio apparire, che essere, che operare. In definitiva, cosa è successo di così urgente da richiedere l’intervento degli Angeli Blu?, Tutto sommato è solamente crollata una parte di collina e la strada sottostante per circa 150 metri e, non si sa con esattezza quando si potrà riparare. Ma, che sarà mai! Si è interrotta per due giorni la distribuzione dell’acqua, una frana aveva portato a valle la condotta, che dal serbatoio finisce per alimentare la cittadina borgese. Sono ben altre le cose che dovranno fare gli Angeli Blu, non appena sarà completata la sede. Fra qualche giorno cominceranno le feste di Pasqua, si inizierà con la processione delle Palme ed è in qual frangete di grande impegno, la Protezione Civile borgese sarà presente, si prodigherà perché tutto possa andare per il verso giusto. Saranno attivati i collegamenti radiotelefonici, e gli operatori del COI, si informeranno su come procede la processione e quanti automobilisti hanno parcheggiato male la vettura. In quella occasione, si rispolvereranno le divise, ed in ghingheri e piattini marceranno al suon della banda che accompagnerà tutte le processioni religiose.


Lettera aperta al Sindaco di Borgia

Esimio signor Sindaco, lei sarà così gentile di leggere queste quattro righe, dettate dal cuore e dalla constatazione che, anche questa volta, Lei ha perso una buona occasione per stare quieto. Non si è voluto convincere che, la grande patria catanzarese deve avere il sopravvento su tutti gli altri comuni della Provincia. Ha costretto il signor Cacamone, presidente della VI commissione provinciale, rispondere alla sua risibile contestazione, a proposito dei "baci elettrici" del grande scultore Denis Oppenheim, regalati al Parco delle Biodiversità di Catanzaro. Dovrebbe fare un sollecito atto di contrizione ed accettare la romanzina del Cacamone. Come ha osato Lei, misero sindaco di un paese ancora più misero, di sindacare su di una delle più grandi rassegne di scultura contemporanea mondiale? Ma, lo sa caro Lei, che la mostra di Oppenheim è costata quasi un milione di euro? Non ci aspettiamo che, Lei possa conoscere un simile grande artista, Lei è abituato alle piccole opere del trapassato Michelangelo. Vuole forse fare un paragone con il grande albero di acciaio che sospende dai suoi rami le cassette della mondezza, con quel pezzo di marmo levigato della "Pietà "? Ma, soprattutto, come pensa di poter competere con la grande cultura del professore Fiz, curatore di tutte le rassegne di Intersezioni, e mettere in discussione tutto l’enturage del gabinetto della Cultura della provincia? Caro sindaco, Lei ha ricevuto una ottima lezione dal presidente Cacamone. Così impara a chiedere opere che non riuscirebbe ad apprezzare. Sarebbe stato molto comprensibile se avesse chiesto, qualche anno fa, una delle bellissime opere che hanno rappresentato la più interessante contaminazione artistica del Parco Scolacium. Le superbe due tonnellate di motori fusi di automobili che, hanno fatto bella mostra di se, a ridosso della navata della Basilica di Santa Maria, oppure la serie di vasche da bagno in stile "bella epoche". Lei, non ha capito che quello che, in molti hanno considerato un ammasso di rottami, ha donato la celebrità alla Basilica ed la Parco e, se lo dice il presidente della VI commissione alla cultura, è un dato di fatto incontestabile. E poi, questo argomentare polemico che, vorrebbe buttare in politica, è un modo becero e spocchioso e superato di vedere tutto dal buco della serratura. Fra poco Lei si metterà a concionare di strade provinciali rotte, di alvei di fiumi da pulire e tante altre amenità. Ma, queste sono cose di secondaria importanza. Caro Lei, la cultura si paga e, nel caso delle rassegne di Intersezioni, sono valse a placare la sete di sapere e di conoscenza della intera Calabria. Cosa vuole che siano sette o otto milioni di euro per quattro anni di esposizioni al parco Scolacium. Ma poi, Lei con il Parco archeologico cosa ha da spartire? Soltanto perchè è nel suo comune e provvede a pulirlo o perchè sponsorizza tutti gli anni delle rappresentazioni di teatro o di musica? Non basta tutto questo per fare cultura.


Un palinsesto estivo per la Rai e Mediaset

pieno di mondezza

CHE SA DA FA’, PE’ CAMPA’!

La coppia Cuccarini e Boldi

con i barzellettari per la terza volta

Ci vuole coraggio a riproporre la replica di uno show come "La sai l’ultima?"Vuol dire davvero buttare dentro programmi con la pala, usandoli come stoppa per riempire il video di qualche cosa. Non lo fanno e non lo facevano, neppure piccole emittenti locali, come potevano essere le nostre Telestar e Rete B. Sino a non molto tempo fa la replica in tv aveva anche il significato di sottolineatura di qualcosa che aveva dei meriti speciali e, dunque, era degno di essere rivisto. Oggi la restrizione qualitativa non ha più valore, si tratta solo di riempitivi da spalmare in tempi morti, per evitare di esporre il cartello "Chiusi per Ferie". Del resto il varietà barzellettiere è una passerella di improbabili ed improponibili raccontatori dilettanti alle prese con storielle così vecchie, risapute e scontate da suonare paradossali. Insomma, sono già repliche anche la prima volta che vengono recitate davanti alla tv. Ci meraviglia la guida della Cuccarini con una spalla di un Massimo Boldi, che non è stato mai un grande, ora proprio al minimo. La parodia della Carla Bruni è l’esemplare dello svacco. A proposito della Lorella, la performance spiega anche perchè è finita al margine della tv generalista. E’ vero che in giro non ci sono talenti femminili tali da giustificare il suo precoce pensionamento ma, se una professionista si trova di fronte a offerte come questa, deve saper dire, no! Meglio stare lontano dal video piuttosto che esserci a tutti i costi e, in cambio, doversi sbracciare e sgolare per vendere qualche cosa di invendibile.

 


I moschettieri della politica

Uno per tutti e tutti contro uno

La democrazia è bella proprio per questo.

"Ne abbiamo le tasche piene di questo modo di fare politica." Così le voci della gente della strada. Hanno veramente ragione però, anche i politici, dal canto loro hanno ragione. Infatti, siamo in piena campagna elettorale per il ballottaggio ed il referendum. Quindi, sono costretti a spararsi ora le ultime cartucce, fra non molto, tutto saprà di mare e sotto l’ombrellone è difficile studiare strategie politiche. Soprattutto quando le spiagge dei vip saranno popolate da donnine con i costumi appena disegnati sul corpo. Gli interessi e l’occhietto concupiscente, sarà galvanizzato dalle rotondità e non dalle spigolosità della politica. In quel preciso istante, si potrebbe trovare anche la giustificazione agli interessi del vecchio gestore delle sorti italiane, sulle attenzioni per il gentil sesso. Però, siamo ancora in campagna elettorale e quindi, si sprecano le dichiarazioni e le accuse. Il grande baffetto nazionale, il mitico D’Alema, ha avanzato il dubbio, non per scherzo, ma reale, che il Berlusca abbia il cervello in stato di attesa. "Succederà qualche cosa al governo e, noi dobbiamo essere pronti a prendere le redini." Una volta si diceva che, per governare c’era bisogno della volontà dei cittadini. Invece questi, si vogliono accasare a Palazzo Chigi, facendo a meno della vittoria elettorale. In amore è ammessa ogni cosa e, questo sta succedendo anche in la politica. I segnali ci sono tutti. "Il fine giustifica il mezzo" diceva l’autore del "Principe". Ma, come potrà succedere una cosa simile da parte del centro sinistra? Il Capo del Governo possiede tutte le televisioni del mondo, possiede tutti i giornali del mondo, possiede tutte le ballerine e le veline del mondo. Ha amici di tutti i tipi e li frequenta, non disdegna di entrare nelle cucine e si ferma per strada a parlare con i bambini. Ma chi si crede di essere, il Papa! Questa mattina, in piena par –condicio, erano in cinque contro uno, a fare le pulci al presidente del consiglio. C’erano la Mafai, il Floris, Magnasco ex Ansa, Rizzo, il conduttore della trasmissione Omnibus de’ La 7, e in un angoletto Arditti, il direttore de’ Il Tempo. Cinque di sinistra ed uno di destra. Porca miseria, mi sta cominciando a stare simpatico questo Berluscais.


Una vecchia canzonetta degli anni cinquanta cantava:

"Ma cos’è questa crisi!....".

In effetti, ci chiediamo che cos’è questa crisi, ma dov’è questa crisi? La domanda ci sorge spontanea, quando si cerca di fare una buona informazione, dopo tanta TV spazzatura. Da un servizio della tv di stato, è emerso che per tenere in forma la persona, è necessario ricorrere alla cosmesi. E’ verissimo! La cosmesi è alla base di una sana regola di vita. Ognuno di noi ne dovrebbe fare un grande uso. La crema per le rughe, quella rassodante, la snellente, l’anticellulite, quella per le gambe gonfie, per il sollevamento dei glutei, per il rassodamento del seno e così via. Insomma, dovremmo stare con la pennellessa a spalmarci di crema anche nei punti più reconditi. Dopo di ciò, così incartapecoriti, dovremmo metterci a rimirarci nello specchio. Sostanzialmente dobbiamo accettare con la massima disinvoltura e con grande certezza, tutta la pubblicità che ci viene quotidianamente sparate nelle orecchie e, che glorifica le grandi magie che opera la cosmesi. Ovviamente, esiste il trattamento di base, quello medio e quello d’eccellenza. Anche le creme dei miracoli, operano le divisioni di classe e di ceto. Figli e figliastri. Esiste una graduatoria specifica per i consumatori di tali miracolosi unguenti. Sono esclusi, per ovvietà, dai benefici del benessere di laboratorio, tutti i poveri. La classe media può godere parzialmente dei vantaggi, potendosi permettere delle creme che costano mediamente dai venti ai trenta euro a vasetto. In successione c’è la classe medio alta, che compra creme da 80 a 300 euro a confezione, per poi passare alla classe alta che spende, per un vasetto medio, una cifra di 1000 euro. Pare che da una statistica assai attendibile, gli italiani spendono oltre due miliardi di euro per creme varie. Gli uomini viaggiano sui trecento milioni. Nel corso dell’estate queste cifre aumentano in modo esponenziale. Tutti sono alla ricerca del migliore abbronzante, si spendono cifre sperticate per i filtranti e creme dopo sole. Certamente la tecnica di una buona abbronzatura, è da ricercarsi nelle varie preparazioni da laboratorio. Dopo avere letto o sentito queste certezze della chimica del bello, ci chiediamo: quanto avranno speso i contadini, i muratori e tutti i lavoratori del braccio, che stanno sotto il sole per dieci ore al giorno, sfoggiando una abbronzatura invidiabile? Secondo il nostro parere, quest’ultimi abusivi dell’ambrato colore, dovrebbero essere denunciati dai laboratori di cosmetica, per concorrenza sleale.


Bisogna arginare il buco della sanità regionale

LOIERO: "DEVONO PAGARE ANCHE

I MORTI.....DI FAME"

Ha ragione il presidente, i morti non pagano il ticket, quindi per essere esentati dobbiamo morire.

Bisogna essere veramente incontentabili. Il Consiglio Regionale si preoccupa di mettere una pezza al grande deficit della sanità ed, immediatamente, scattano le proteste dei cittadini. Insomma, qui in Calabria, si vuole la botte piena la moglie ubriaca. Si pretende l’assistenza diretta, si pretendono le medicine gratis e poi per un misero obolo da versare, si diventa criticoni e si dice che tutti i politici fanno schifo. In definitiva questi quattro miliardi e quattrocento milioni di debito della sanità chi li deve pagare? Che pretendiamo che i vari assessori, che si sono succeduti con il governo Chiaravalloti e poi con quello di Loiero, debbano caricarsi di quasi settecento milioni ciascuno? Non scherziamo! I debiti li deve pagare la comare Bettina e tanti altri come lei che, con una voracità assurda, inghiotte dieci pillole al giorno. Come se tutte le malattie le avesse solo lei. In fin dei conti, perchè non deve pagare il ticket? La sua ricca pensione di trecento cinquanta euro al mese, le consente di pagare anche dell’altro. Si sta facendo un putiferio per soli cinque euro a ricetta da pagare e per quarantasei euro per gli esami diagnostici. Non facciamo ridere. E’ giusto pagare. Deve pagare anche chi è disoccupato, anche perchè, facciamo un esempio: in una famiglia di quattro persone, entra un reddito di venticinquemila euro quindi, avessi voglia di scialare. E non venite a raccontare che, in quella famiglia ci sono due studenti universitari da mantenere. I figli dei poveri non devono studiare. L’università non è una prescrizione medica.(che bisogna pagare per forza). L’università non è una necessità e poi, è fatta solamente per i ricchi. Un cittadino ha detto: "Perchè Loiero appena eletto ha tolto il ticket di un euro?" Ecco! L’ingratitudine umana non ha limiti. Il povero presidente, intendeva dire, "risparmiate questo euro. Vi servirà non appena avrò fatto altri debiti per la sanità." Invece, i cittadini hanno fatto come le cicale. Hanno speso a man bassa ed ora si lamentano. Non bisogna essere così assurdi ed irrazionali, non si può gridare allo scandalo, soltanto perchè tutti i direttori generali delle varie aziende sanitarie percepiscono stipendi di centinaia di migliaia di euro all’anno. Anche loro, devono pur vivere!


Ancora soldati in Afghanistan

per il periodo delle elezioni

Cinquemila soldati dell’ONU, tutti i giorni, rischiano la vita in Afghanistan

Voglio altri soldati per affermare la democrazia,

dice Barack Obama

Sono ormai tantissimi i soldati che, da tutte le parti del mondo, offrono il loro contributo, anche di vite, in Afghanistan. Un nobile scopo spinge il nuovo Presidente Americano a continuare sulla stessa strada del suo predecessore, assicurare la democrazia in un paese tormentato da enormi contraddizioni. Siamo perfettamente d’accordo con il Barack, anche a costo di stringere ancora di più la cinghia che già ci sta unendo la pancia alla schiena. Però, anche se la crisi è terribile, se necessitano ancora altre forze in quel luogo, bisogna inviarli a tutti i costi. La democrazia si costruisce anche con il sacrificio estremo degli uomini. Affermava l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini: "Non condivido le tue idee ma, farò di tutto perchè tu possa manifestarle liberamente". In ossequio a questa grande massima di libertà e democrazia, diciamo :Armiamoci e partiamo. Ma mentre noi ci armiamo e partiamo e moriamo o restiamo feriti irrimediabilmente in terra straniera; il Parlamento Afghanistano licenzia una legge che è la sommatoria di grande democrazia, di rispetto dell’essere umano e di grande crescita culturale ma, soprattutto di cambiamento. La legge stabilisce che: La donna afghanistana che non accetta di accoppiarsi con il marito, per qualunque causa o impedimento, rifiutandosi di rispettare gli obblighi matrimoniali, può essere denunciata e condannata per inadempienza ed indicata al ludibrio. Non vi è dubbio che il parlamento di questa nazione ha inglobato immediatamente gli elementi principali della democrazia. Siamo perfettamente d’accordo con questa legge, la donna nasce dalla costola di Adamo e quindi, questo atto sancisce il diritto di vita e di morte da parte dell’uomo, che deve esercitare la sua padronanza e superiorità. Del resto, la donna nasce da quella usurpazione. Quanto basta per stabilire la supremazia dell’uomo sulla donna, figura quest’ultima di contorno, nata tacitare le brame, per figliare e servire.

Poveri soldi nostri!


Brunetta ha pensato di negare

anche a tazzulilla e cafè

IL LAVORO NOBILITA L’UOMO

L’oppressione non ha mai dato buoni frutti

Si dice che "nei piccoli vasi ci sono buoni unguenti". Sarà pur vero ma, il vaso di Brunetta e davvero piccolo e nasconde tanta malignità. Altrettanta malignità che si è scoperta nei giudici napoletani. Siamo veramente arrivati all’assurdo, arrestare e mandare ai domiciliari trentasei poveri faticatori del comune di Portici in provincia di Napoli. Proprio i giudici, che ne combinano di tutti i colori e poi per non essere inquisiti e condannati dai loro colleghi, si fanno candidare nel partito dei magistrati, cioè Italia del Valori di Di Pietro, giusto per poter godere della immunità parlamentare. I poveri lavoratori di Portici l’immunità dove la pigliano? Inquisire quei poverini per assenteismo è stato l’atto più spregevole della terra. E poi, quale assenteismo e quale firme di presenza sui cartelli contraffatti! Sarà capitato che qualche amico, avrà coperto il collega che aveva un urgente bisogno di fare una commissione. Ma come si fa ad essere così tiranni, in fin dei conti siamo a Napoli, e non tutto può essere preso sul serio. E’ vero si tratta di lavoro, ma questo non deve costare lacrime, sangue e musi da funerali. Bisogna lavorare in letizia, come dice una santa massima dei frati Certosini, ed è proprio questo che i lavoratori comunali di Portici facevano nelle ore di servizio. Qualcuno, che aveva fatto veramente qualche straordinario, proprio per rilassarsi ed essendo amante dei balli latino-americani, ha pensato bene di andare a fare visita ad una emittente televisiva locale. Dov’è lo scandalo? Il poverino è andato a ballare solamente nell’ultima ora di straordinario. Non vediamo nulla di strano, come non è assolutamente da condannare chi fra una pratica e l’altra va a farsi la spesa, specialmente le donne che poverine, oltre l’ufficio, hanno anche la famiglia. Il lavoro al chiuso per i meridionali è un fatto gravissimo, può arrecare gravi danni alla salute. Non sono abituati a strasene al chiuso per tante ore, sono amanti del sole e dell’aria aperta. Al chiuso possono starci i settentrionali, quelli il sole non lo vedono mai e, quando lo vedono è talmente ammalato che non ne vale la pena neppure guardarlo. Del resto il lavoro lo devono fare solamente i nordici, sono nati per faticare, lo dico loro stessi: "Ghe pensi tutt mi! Ghe fess tutt mi!


Chi lo ha detto che le pecore ed

i conigli non sono coraggiosi?

Meglio un giorno da leoni che cento da pecora

A dirlo non erano persone normali,

solo i fascisti la pensavano così.

Borgia non è San Luca, Africo, Bianco, Corleone....però, anche questa ridente cittadina di mezza collina che si stende pigramente verso il mare, ha avuto nel corso degli anni anche i suoi adepti della malavita organizzata, i suoi bravi morti ammazzati e le vittime della lupara bianca e, non ha nulla da invidiare alle grandi città neppure per il circuito della droga. Da tempo i cittadini borgesi hanno subito passivamente tutto ciò, come se fosse una cosa ineluttabile, come una appendice di un retaggio storico, fatto di briganti e manutengoli, che la storia ha tramandato. Una settimana fa la svolta, una manifestazione a favore della legalità è stata organizzata dall’amministrazione comunale. Una serata piovosa e fredda ha ospitato un centinaio di persone, tantissimi gli scolari della scuola elementare, che le solerti insegnanti hanno accompagnato e, tanti i cartelli che sono stati approntati per la manifestazione. Una discreta presenza di associazioni socio-culturali, l’Asscomm, le congreghe laiche con le insegne religiose e qualche cittadino di buona volontà. Senza meno, per una prima volta è d’uopo accontentarsi, potremmo dire quindi, che la manifestazione è riuscita. Si sono notate le assenze degli studenti della scuola media, delle autorità parrocchiali e i giovani che non si sono visti. Gli interventi che si sono susseguiti, hanno spronato tutti ad avere coraggio e ribellarsi a certe situazioni, denunciare con convinzione, quindi collaborare con gli investigatori e la giustizia. Dovrebbe essere così a tutte le latitudini, ognuno dovrebbe avere il coraggio morale e fisico di denunciare, ma non tutti sono degli eroi specialmente in alcuni regioni e in tante circostanze. Come faceva dire il grande Manzoni al suo don Abbondio: "Il coraggio uno non se lo può dare". E’ di grande attualità questa frase, se si pensa che sono stati messi a disposizione di giovani magistrati 54 posti in Sicilia, ebbene, solamente in quattro si sono presentati per prendere possesso della sede. Nessuno dei candidati, di quella schiera di giudici ragazzini, come li chiamava Cossiga, ha preso il coraggio a due mani. Chiaramente è molto meglio un posto tranquillo e non un posto di frontiera. Ora se il coraggio non lo ha la persona che ha dedicato i suoi studi per la magistratura e che spera di assolvere al compito di giudice, come è possibile chiederlo a madri e padri di famiglia?


I sindacati in difesa dei lavoratori dello

spettacolo dove sono?

Stipendi di fame per gli opinionisti della tv

Non si possono affamare dei seri professionisti che dedicano la loro vita alla televisione, mettendo in ballo la loro immagine.Sono giustamente indignate ed hanno tutte le ragioni di questo mondo, non è possibile che tutte le opinioniste della televisione debbano guadagnare pochi spiccioli all’anno. La nostra protesta è rivolta in difesa delle donne del piccolo schermo, costrette a viaggiare da uno studio all’altro, parlare di argomenti più disparati e magari c’è anche qualcuno che si scandalizza quando, alcune di loro sparano delle corbellerie. Povere donne, non hanno la possibilità materiale di assimilare un concetto che, immediatamente dopo, vengono chiamate a dare la loro opinione su di un argomento del tutto astruso. Cominciamo ad esaminare le grandi problematiche che assillano queste illuminate intellettuali: Prima di andare in studio, dinnanzi alle telecamere, devono sottoporsi ad una sapiente ricostruzione di maquillage. Subito dopo devono spogliarsi più che possibile, le gambe debbono essere scoperte, senza però mostrare le mutandine, sempre che vengano indossate. Finiti gli spettacoli, nel pieno della notte, mentre la gente comune riposa, devono scegliere l’accompagnatore di turno, che deve indottrinarle e quindi il letto dove potersi riposare, dopo la ginnastica ritmica da materasso. Ovviamente al mattino dormono sino al primo pomeriggio, povere donne, perchè, le trasmissioni pomeridiane, richiedono la loro presenza. Ebbene, dopo che si sono sottoposte a questi turni infernali, dopo le spese per il silicone, da distribuire nelle varie parti del corpo, vanno a guadagnare stipendi di fame. Giustamente le due più gettonate: l’Alba Parietti e la Lori Del Santo, nella trasmissione di Massimo Giletti, hanno dichiarato di essere solidali con i lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco, in cassa integrazione a seicento euro al mese, perchè solo loro sono in condizione di capire, le privazioni che si debbono affrontare. La loro protesta è vibrata nei confronti del direttore generale RAI, insomma, chiedono un considerevole aumento di stipendio. Hanno veramente ragione, non è possibile sottoporsi a tutti questi impegni per la misera cifra di 450 mila euro l’anno esentasse, più tutti i diritti di pubblicità. Siamo veramente all’assurdo, nessun sindacato interviene e, queste povere femminelle, che ormai cominciano anche ad essere attempate e quindi si stancano più facilmente, sono costrette a subire queste angherie per pochi spiccioli all’anno. Fossi in loro andrei a manifestare insieme ai lavoratori della Fiat. No! Forse è meglio evitare certi contatti.


La fame! Canta che ti passa

VENTI MILIONI DI EURO PER

CELEBRARE IL FESTIVAL

All’anima della crisi!

Bisogna ammetterlo siamo in una recessione spaventosa, ce ne siamo accorti, nel corso dalla settimana di passione che ha costretto gli spettatori della RAI a seguire per cinque lunghi giorni il festival di Sanremo. Costretti, proprio così, perché sulle altre reti generaliste non c’era null’altro da guardare, quasi si fossero messi d’accordo. In definitiva, vista la presenza di Maria De Filippi, nuova valletta di Bonolis, c’è da chiedersi se veramente c’era un accordo. La vera novità, non è stata fornita dalle canzoni, le ha fornite la mega manifestazione targata Bonolis, gruppi musicali che sono stati invitati da tutte le parti del mondo, ospiti illustri e meno, fatti venire da tutto il mondo, con l’aggiunta di un invito ad un ectoplasma rappresentante qualificato del "viagra"che si è fatto accompagnare da sei bionde platinate, spacciate come le meraviglie del mondo. Le famose conigliette che si sono presentate in abito talare. Con il permesso del Bonolis, abbiamo delle splendide bellezze in casa nostra. La messa in onda di un dvd con la pantomima di Mina, che si è esibita in una squallida ed improponibile, per lei, aria dell’opera di Puccini. Ed alla fine, il grande comico, il genio (così come è stato definito dal conduttore, il quale ha dimenticato il grandissimo Totò, nonostante lui lo continui ad imitare) della risata che si chiama Benigni. Va bene! "Ma che ci azzecca!" direbbe l’ex PM. Ci azzecca e ci azzecca tantissimo, pensate che per affermare e celebrare la grande crisi che tutti identificano come peggiore di quella del 1929, gli organizzatori ed i fruitori del canone televisivo hanno pensato bene di esorcizzarla, spendendo per il 59° festival la misera cifra di 20 milioni di euro. Evviva l’Italia e viva la crisi. Ma la crisi di che e di chi? La crisi che attanaglia le famiglie comuni, quelle che non arrivano neppure alla seconda settimana. Non è certo la crisi di Bonolis che per due mesi di lavoro ha percepito un milione di euro esentasse, più tutti i diritti della pubblicità. Non è la crisi dell’impegnato della sinistra radicale, il Benigni che viene pagato con 350 mila euro per venti minuti di fesserie sparate al comando dalla politica. La satira è ammessa ma, anche questa dovrebbe avere percorsi differenti e obbiettivi vari, insomma, la par condicio dovrebbe esserci anche in questo campo. Invece la rivoluzione logorroica del comico è stata monotematica. Nella sua smodata avversione verso il presidente del consiglio, ha coinvolto, con parole molto forti e sconvenienti, anche la Zanicchi, una delle regine della canzone italiana, che di fatto è stata penalizzata e quindi spedita a casa prima del tempo.


Il maltempo distrugge anche la dimora dei morti

IL GEOLOGO AVEVA DETTO:

QUI SI PUO’ COSTRUIRE UN GRATTACIELO

 

Per fortuna hanno allargato

solamente il vecchio cimitero

 

Qualche uomo zelante e di grande ingegno ha deciso che anche la morte, in definitiva è una burla. Non siamo tanto d’accordo con costui, anche perché pensiamo che prima o poi… toccherà a tutti. Quindi vorremmo arrivare all’ultima meta, con la garanzia che si possa riposare in un luogo comodo e non a rischio di finire in qualche ignobile cloaca, oppure seppellito sotto un ammasso di terra e fra le macerie di quella che era stata chiamata tanto pomposamente cappella cimiteriale. Soprattutto, dopo che si è spesa una cifra enorme per costruirla. Senza meno il grande Ugo Foscolo, a quest’ora e dopo i fatti che sono successi in una paese della nostra Calabria, starà rivoltandosi nella tomba: "A l’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto…" In questo paese la pioggia ha mietuto per la seconda volta, delle vittime che già erano state falciate. Ma la pioggia da sola non avrebbe potuto fare certi scherzi, se la mente di quell’uomo di grande ingegno, non avesse sentenziato che era possibile allargare il cimitero e proprio al limite dello sprofondo. Il terreno era così compatto e la roccia sottostante così dura da poter ospitare un grattacielo di trecento piani. Siccome, quel signore ignora che: la goccia scava la roccia, il cimitero e le nuove cappelle costruite, sono finite a valle. E cosa sarà mai! Cosa è successo! Anche il Foscolo si domandava se la " la morte era meno dura, se c’erano candele, lumini e crisantemi." La morte è la morte, non servono i fiori e grandi pianti. Quindi, tutte quelle salme che sono state sgarrupate e finite nella valle sottostante non hanno fatto altro che trovare una seconda sistemazione. Non avranno il loculo con l’epitaffio, non ci saranno i moccolotti, insomma, sarà una morte proletaria. Del resto come dice il Cristo: "Polvere sei e polvere ritornerai". Però, i parenti dei defunti rimarranno disoccupati, dove andranno a piangere? Il saggio di cui sopra ha sentenziato: "bevete e mangiate, godendovi la vita, si può anche piangere a tavola, per la gioia del palato. Nessuno e tornato a raccontare cosa succede dopo la chiusura della cassa. Per tutto ciò ho deciso di costruire il cimitero sul terreno franoso. La gente deve impegnare il suo tempo a vivere e non a piangere. Del resto diceva il grande Totò: "La morte è una livella". Vuol dire che quando morirà il grande saggio geologo, i paesani lo faranno trasportare da una ruspa e lo seppelliranno ai piedi del terreno che doveva reggere un grattacielo. Secondo la legge del contrappasso.


Tanto chiasso per tremila euro ai deputati

TROPPO RUMORE PER NULLA

Perché i parlamentari non possono andare dal barbiere?

Non si riesce a capire perché bisogna essere cattivi, maldicenti e mal pensanti a tutti i costi, per tutto e per tutti. Non solo ma, sempre finiscono nelle critiche più pesanti i politici italiani. Quasi che, gli onorevoli gli stranieri, fossero tutti degli specchi speculari, trasparenti ed integerrimi. Non è così, prendete a caso al Carolina Kennedj, la quale doveva sostituire al senato americano il nuovo segretario di stato, ebbene si è dovuta ritirare dalla politica perché un giornale biricchino ha scoperto che qualche tempo fa, aveva assunto come balia, una immigrata senza permesso di soggiorno. Misfatti e reati orribili che, per noi italiani, sono veramente incomprensibili. Da noi i politici non assumono gli extracomunitari, magari li fanno assumere, per poi mandarli a lavorare non nel chiuso delle case come in domicilio coatto ma, in mezzo ai campi, all’aria aperta per dodici ore al giorno e con una lauta paga giornaliera di trenta euro. Torniamo però, alla polemica di questi giorni, è accertato che ogni onorevole o senatore ha disposizione una somma di tre mila euro al mese per il taglio dei capelli. Ebbene, dov’è lo scandalo? Se questi poveri lavoratori sono costretti da precise regole a vestire in giacca e cravatta e del tutto chiaro che debbano andare in giro anche con i capelli a posto. Qualcuno potrà obbiettare che in tanti non hanno i capelli ma, dal barbiere si va anche per farsi le maschere ed i massaggi facciali ed ancora, i capelli ce li hanno i suoi familiari! Prima ancora di sprecare i soldi è meglio che vengano usufruiti dai parenti. Del resto, recarsi dal parrucchiere a Milano in via Monte Napoleone o Roma in via Veneto, vuol dire spendere anche 150 euro a seduta, vedete quindi, che i tremila euro di bonus ai parlamentari sono pienamente in regola con i prezzi di mercato. Accettato ciò, in tanti potranno affermare che nessuno dei parlamentari deve perdere tanto tempo per la bellezza, anche perché costoro la bellezza la detengono nel loro interno. Alla luce dei tremila euro ai parlamentari, ci viene da pensare che tutti i lavoratori, i padri di famiglia che guadagnano mille euro al mese, non per andare dal parrucchiere, ma solamente per sfamare i figli, sono tutti dei grandi capelloni, oppure debbono sperare in una calvizie salvifica.


Noi saremo i protagonisti del nostro futuro,

dicono i Padani

SAREMO L’ALBA DI UN NUOVO FUTURO

Il Parlamento romano ci è servito

per fare tirocinio.

Gli abitanti della Padania, che poi si dice e si scrive correttamente Padanìa, non sono uomini da poco. Risoluti ed indefessi lavoratori, uniscono allo capacità l’orgoglio di essere i cittadini di questa nuova nazione che noi, poveri mortali discendenti dai magnanimi lombi della Magna Grecia, non ne conoscevamo l’esistenza. Invece, questi severi abitatori degli alberi degli zoccoli, continuano a venerare la loro nazione che ha avuto nel senatur Bossi il grande mentore. E’ lui che si incarica di battezzare e rinnovare le acque dell’Adda con la sacra ampolla del lavacro. Gli uomini che vestono in verde e che si sono scoperti autentici propugnatori del Carroccio e delle Province a cui sono molto legati e che si stanno opponendo alla loro soppressione, sono riusciti in quindici anni a trasformare il loro apostrofare, simile al gracidio delle rane verdi di stagno, in un pesante tamburamento di urlacci ed improperi contro lo sfasciume di Roma ladrona. Il fatto che costoro siedano sugli scranni del Parlamento italiano, o sono titolari di dicasteri italiani, non vuol dire assolutamente nulla, stanno facendo apprendistato, sino a quando non sarà pronto il parlamento Padano. Subito dopo erigeranno una muraglia, proprio a ridosso della bassa Padanìa e lasceranno lo sfasciume all’esterno. Chiuderanno a doppia mandata ogni valico e nessun extracomunitario metterà più piede nella loro terra benedetta dalla polenta. In tal modo nessun elemento di colore, personaggio dell’ex cortina di ferro o arabo andrà a rubare il lavoro ai loro giovani. Potranno così riprendersi tutte le attività che oggi sono diventate preda di questi colorati, stracciati, loschi, ladri e stupratori personaggi stranieri. I giovani padani, potranno così andare a raccogliere pomodori, olive, arance per dodici ore giornaliere e con la lauta paga di venti euro al giorno. Potranno tornare a badare alle vacche, spalando il letame e spargendo i liquami e gli escrementi dei porci sui campi. Tutti lavori leggeri, come lavare le vasche galvaniche, le saldature dei longaroni, la verniciatura nei forni e l’abbronzarsi al calore dei crogioli degli alti forni. Certamente dovranno imbavagliare la mente e cancellare i ricordi dei loro vecchi e, nello stesso tempo impegnarsi a spiegar loro che non si tratta di fare ritorno al passato ma, di dire basta con gli aiuti e con lo sfamare gli estranei e quindi, rendersi autonomi preservando la preziosa valuta sia in uscita che in entrata. Forse qualcuno dei loro vecchi, sarà tormentato da ricordi passati, quando loro, i padani emigrati in massa, venivano sfruttati per un tozzo di pane. Ma allora, era molto meglio quello strazio che l’arginare la fame con una sola pannocchia di granturco.


E’ proprio vero, i soldi vanno e vengono

Perché ricostruire un edificio di trenta anni!

Per lo stesso sei anni fa venne speso

un miliardo e mezzo.

Ecco per cosa conviene arrabbiarsi di santa ragione, perché spendere oltre un milione di euro per ristrutturare un edificio scolastico che, nella passata amministrazione, ha goduto di interventi per oltre un miliardo e mezzo delle vecchie lire. Questo vuol dire gettare i soldi nel mare. Soprattutto perché intervenire su di un fabbricato che, ha detta dei nostri tecnici locali, è un edificio che di meglio non si trova nel resto d’Italia. Un edificio all’avanguardia, con due plessi, che magari non possono comunicare fra di loro, ma questa è una trascurabile sottigliezza di poco conto. Esiste una scala interna fatta con tutti i criteri, che consente di accedere al piano superiore, una struttura realizzata in ferro zincato, con gradini forniti di griglie larghe che consentono di ricevere ed incastrare i tacchi delle professoresse. Una cosa che non riusciamo mai a comprendere: il perché una docente debba recarsi a scuola con degli abiti alla moda e con i tacchi a spillo? Cose inaudite, e poi si lamentano di essersi slogate le caviglie facendo la scala. Un istituto a cui è stata data anche una grandissima palestra, magari un po’sbilenca, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco. Palestra che non appena verranno spesi altrettanti soldi, di quanto già speso, sarà utilizzabile. L’altra sera in Comune, parlando del progetto di restauro degli edifici, è stato fatto un riferimento preciso agli infissi. Secondo il progettista dovranno essere rinnovati totalmente, dotandoli di vetro anti-proiettile e con le strutture in allumino con uno spessore doppio di quello esistente. Perché buttare i soldi così? Sino ad ora, i vecchi infissi non hanno provveduto ad assolvere il loro compito? Il dirigente scolastico dice che in alcuni casi, qualche elemento delle finestra ha rischiato di cadere sulla testa di qualche ragazzo, proprio perché leggerissimi e con poco sostegno. Vorremmo domandare al dirigente scolastico, perché fa sostare gli studenti vicino alle finestre? Dopo appena trent’anni di costruzione, qualche tecnico ci viene a raccontare che, da una perizia accurata è venuto fuori che le fondamenta non sono a norma e che alcune colonne portanti in cemento armato sono a rischio di crollo. Pertanto dovranno essere spesi la maggior parte dei finanziamenti per mettere in sicurezza l’intera struttura. Questi nuovi tecnici, vorrebbero farci credere che, i nostri ragazzi stanno quotidianamente rischiando la propria incolumità nel caso dovesse arrivare uno scossone sismico? Fra l’altro dovrà essere abbattuta la passeggiata che serviva per i disabili. Pensate, una passeggiata fra i due plessi, forse hanno ragione, senza una copertura, ma i soldi erano quelli, appena 400 milioni. Cosa si poteva fare di più con quegli spiccioli? Si fa presto a dire che era opportuno fare due pedane mobili e spender così solamente 20 mila euro. A parlare si fa presto è tutti sono degli esperti, in fin dei conti, volete sapere quanto ha speso la passata amministrazione per fare una parte della palestra e l’abbattimento delle barriere architettoniche? Una cifra irrisoria: un miliardo e mezzo delle vecchie lire. Nonostante tutto, qualcuno asserisce che dopo tutti questi soldi, i ragazzi non possono fare educazione fisica perché la palestra non è finita ed attualmente serve solamente come collegamento fra i due plessi. Cosa volete i maligni esistono sempre.


Più siamo e meglio stiamo

Crescete e moltiplicatevi: diceva Gesù

A Borgia le associazioni socio-culturali lievitano

Non è consigliabile rimanere soli, i figli unici non crescono bene, si portano dietro delle tare che poi le riversano sulla moglie o compagna che sia. La solitudine degli anziani, delle persone vedove e senza famiglia, molto spesso porta all’abulia, al rifiuto di vivere. Per fortuna la cittadina borgese non soffrirà mai di questi problemi, non avrà mai le tare da sottoporre alle sedute di uno psicanalista. Infatti, da sempre ad una prima iniziativa, ne sorge immediatamente una seconda, non migliorata o purgata dai piccoli problemi ma, viene riproposta la copia conforme alla prima ad esempio: due bande, due confraternite ecc. ecc. Insomma , due di tutto, in alcuni casi anche due amanti e, se la cosa, non venisse punita dalla legge, anche due mogli. Di fatto se la legge regionale prevedesse una seconda istituzione della Pro Loco, anche questa diventerebbe un copione sbiadito della prima, anch’essa scolorita. Ma, a questo si è già posto rimedio, esiste di fatto una seconda Pro Loco che opera con molta accortezza e competenza, quasi a volere avvalorare un deprecabile errore, smerciato per un supremo interesse di strategia politica. Spesso, anche i cani si rivoltano al padrone, immaginate gli uomini, che sono meno fidati dei simpatici quadrupedi. Purtroppo è successo tutto ciò e, non si può piangere sul latte versato. Ma, tornando all’argomento principe, circa le associazioni, questa volta i borgesi hanno sbalordito tutti, non due e neppure tre le associazioni socio-culturali ma, stupitevi, ben trentasei. Taluni sprovveduti, si chiedono a cosa serve una simile ammucchiata di associazioni. Servono, servono e come! Altrimenti come si potrebbe contribuire a sperperare denari che pesano sulle teste dei contribuenti? La tradizione napoletana dell’arte dell’arrangiarsi, fatalmente si è incarnata anche nei borgesi, per una stretta correlazione storica. L’esigenza di fare qualche soldo, anche se in maniera poco consona ed edificante, può essere anche giustificato. Quello che non si giustifica l’abominevole ammucchiata, smerciata per momento di riflessione su di un fatto grave, che ha buttato nello sconforto, un padre ed una madre. Organizzare deprimenti e disdicevoli spettacoli contrabbandandoli per momenti di riflessione e protesta, che poi finiscono in una zeppolata, sono cose disdicevoli. Si è riusciti a vanificare, uno spettacolo molto valente e pregnante della rappresentazione presiepale itinerante. Nessuno vieta di crescere e moltiplicarsi, però, è opportuno collaborare tutti insieme per la realizzazione di proposte, spettacoli e manifestazioni degni di nota.


La giustizia non ha bisogno di essere riformata

NESSUNO TOCCHI LA GIUSTIZIA

Dopo le ultime sentenze dei giudici,

si conferma la validità di questa.

 

E’stata pubblicata la sentenza che ha dato una precisa spiegazione sui motivi della riduzione di pena accordata al comunitario Mailat, assassino della signora Reggiani. In primo tempo, gli era stato inflitto l’ergastolo e poi tramutato in una pena detentiva di 29 anni. La spiegazione della interpretazione del giudice è racchiusa nel fatto che il Mailat era ubriaco. Quindi non era in possesso delle sue facoltà mentali, in secondo luogo, la signora Reggiani ha contribuito ad aggravare e quindi a peggiorare la situazione, reagendo cercando di difendersi dal suo aggressore. Pertanto, giustamente, niente ergastolo solo 29 anni che poi si tradurranno in quindici e forse anche meno. In definitiva la detenzione del povero Mailat durerà a si e no dieci anni. Quello che no riusciamo a comprendere è il perché della resistenza della signora Giovanna Reggiani, ci chiediamo perché non si fatta violentare in maniera remissiva, perché ha lottato contro il suo aggressore? Questa è la cosa inconcepibile che il magistrato, giustamente non ha accettato. Se la cosa fosse accaduta alla moglie o alla figlia del magistrato, queste si sarebbero offerte spontaneamente al violentatore. Non solo l’avrebbero invitato a casa e magari avrebbero fato assistere anche l’autore della sentenza. E’ così che si fa. Non è assolutamente concepibile che il conducente dell’autobus di linea del Comune di Roma, possa essere incarcerato e licenziato perché ha ammazzato un pensionato, schiacciandolo con il pesante automezzo. Quel povero autista aveva sniffato un po’, nessun dice che lo aveva fatto per dare un certo sollievo alla pesantezza del lavoro. Ma, il pensionato che cosa faceva a quell’ora in quel posto? Perché anziché andare in giro, non rimane rintanato in casa in pantofole e con la copertina sulle ginocchia. E, i due fidanzatini che continuavano a farsi le coccole sul marciapiedi vicino casa? Hanno indotto un povero ragazzo, anche lui schiavo della droga e dell’alcol, a bordo della sua misera Mercedes, a salire sul marciapiede e travolgerli ammazzandoli. Ci dite chi può condannare questi persone che vengono definiti assassini, se non viene tenuta in debita considerazione l‘ottima e dotta sentenza del magistrato di cui sopra? Ha ragione il grande  Di Pietro, la giustizia va bene così e non ha bisogno di essere riformata. "Giustamente, dice l’ex PM, è necessario perseguire la certezza della pena ed i politici che sono stati, anche, solamente avvisati di reato non devono candidarsi mai più." Ha ragione Di Pietro, ma oltre alla certezza della pena, deve seguire la certezza del diritto. Esiste una presunzione di reato ma, anche quella di innocenza. Bisogna essere forcaioli, caro Di Pietro, non solo con i politici ma con la gente che ammazza, stupra e chi sentenzia a favore del Mailat. Non ci soddisfa la giustizia che rincorre la politica o che vorrebbe sostituirsi al Parlamento, che rimane organizzata attraverso una serie infinita di correnti sindacali che stabiliscono ci deve fare carriera e chi non.


Male lingue. secondo qualche giornale, i nostri politici sono:

Deputati cleptomani e impasticcati

Gli onorevoli tirano e si fanno le canne, alcuni hanno la mano lunga

 

Maldicenti e irriguardosi, coloro i quali hanno etichettato pesantemente i poveri operai delle politica, che sono tutti protesi a fare gli interessi del Paese e dei cittadini. E’ pur vero che i loro introiti sono pochi, qualcuno arriva a guadagnare misero stipendiuccio di venticinquemila euro al mese, altri più fortunati qualche cosina in più. Chiaramente, con questi chiari di luna e soprattutto quando si ha la possibilità di allungare la mano su di un oggetto lasciato solo, soletto, vorremmo vedere chi non potrebbe essere tentato dal ficcarselo in tasca. Non è possibile credere che una poverina di una ex onorevole, in visita all’agenzia di viaggi della Camera, lasci solamente per qualche istante la sua vecchia e logora pelliccia, dal modesto valore di appena 6 mila euro, e che nel volgere di un fiat venga fatta sparire. Ma da chi? Come il cappotto di Rotondi del valore di 1500 euro. Con la differenza non trascurabile: che il Rotondi ne ha trovato un’ altro un po’ più vecchio del suo, mentre la signora Pozzo Tasca non ha trovato neppure un visone finto. Povera donna e poveri roditori, che hanno subito una strage per fare contenta l’ex onorevole. Insomma, è rimasta come dice il proverbio: "con il c….rotto e senza cerasa". Alla luce di questi fatti ci viene da domandarci, ma Di Pietro che cacchio fa? Perchè non torna ancora alla toga? Anziché mettere nei guai il sor Veltroni, specialmente dopo la sconfitta pesantissima alle elezioni in Abruzzo, che il D.P. ha contribuito ad accrescere. Dalla direzione generale del PD di quest’oggi pomeriggio, è venuto fuori il discorso "O bere o morire, oppure cambiare o perire". Con affanno dovrà tenere i suoi deputai fuori dalle carceri, oppure sarà costretto a cambiare mestiere, a meno ché, tutti quelli del PD confluiranno nell’IDV. Ma, questa è un’altra storia. Vorremmo sapere perché, secondo un giornale tedesco, "La Camera è fatta". Tutto questo chiasso, perché sempre il solito Cavaliere, spedisce le sue televisioni a fare un po’ di casino con il cast delle Iene, scoprendo, secondo loro, che il 75% dei deputati sono dei camini perché tirano. Tutto ciò, secondo i malpensanti, vuol dire che acchiappano solo perché hanno bisogno di acquistare una dose? Ma, non è possibile che siano i commessi, gli impiegati, le forze dell’ordine a rubare? Un questore della Camera ha esclamato: "Fossi scemo! Uno stipendio così preferisco tenermelo per tuta la vita e poi, noi siamo gli unici che veniamo perquisiti e controllati da tante telecamere." Gira che ti rigira, io non sono stato gli altri neppure, quindi i colpevoli sono i derelitti onorevoli. Costoro sono gli unici che entrano ed escono a piacimento senza alcun controllo.


Tutti i Pierini presi con le mani nella marmellata

" E, ADESSO ARRESTATECI TUTTI!"

Sfilarono in corteo i ragazzi di Locri immediatamente dopo l’ennesimo delitto di mafia, che aveva assassinato un personaggio della politica e delle istituzioni, il vice presidente della Giunta Regionale l’onorevole Fortugno, hanno manifestato contro la ‘ndragheta al grido di " E, Adesso ammazzateci tutti". E’ leggermente differente quello che tutti i calabresi continueranno a gridare da oggi in poi e, suonerà così "E, adesso arrestateci tutti !" Ma, perché questa voglia di tutti i calabresi di finire in guardina? Non sono proprio loro a cercala, la maledetta galera, è una cosa in eludibile e vi spengiamo perché. Nel corso della guerra, che ancora si combatte con il pugnale fra i denti, fra le due procure di Salerno e Catanzaro a proposto di De Magistris, è venuto fuori che quest’ultimo, nel corso della sua permanenza presso la Procura di Catanzaro, aveva indagato in lungo ed in largo, insomma, come è solito dire " a 360°". Aveva fatto controllare, con un eccesso di zelo o pervaso dal fuoco sacro giustizialista, qualche cosa come 600 mila utenti telefonici. Insomma, si sarà detto il De Magistris: "Gira che ti gira, io qualche capo di accusa per qualcuno lo debbo trovare, costi quel che costi." Infatti, i costi furono tantissimi e finirono nelle tasche del suo fidato investigatore di fiducia, oltre un milione di euro. Vennero fuori i nomi di Prodi, del Guardasigilli Mastella, del presidente della giunta regionale Loiero, dall’ex presidente Chiaravalloti, dello stesso suo capo e di tantissimi politici. Stranamente di tutte le inchieste che sono state fate nessuno è stato materialmente inquisito, a nessuno è stato mai recapitato il tanto celebrato "avviso di garanzia". Quindi, facendo un rapido calcolo sulle dita della mano, se i controllati sono oltre 600 e, partendo dal numero degli abitanti calabresi pari a 2 milioni, si fa presto ad affermare e senza ombra di dubbio che tutti gli utenti calabresi erano ascoltati. Provate pensare di quanti piccoli e grandi delitti si saranno macchiati i calabresi? Nel gioco dell’assurdo, se nessuno dei grandi politici non ha commesso nulla, vuol dire che a commetterlo sono stati tutti quei cittadini comuni che popolano la terra di Calabria e, quindi tutti siamo colpevoli, ciascuno di noi le mani nella marmellata l’abbiamo messa. Mi viene da pensare a quanti hanno detto confessato, attraverso il Meucci, all’amico confidente, la volontà di ammazzare la suocera e poi, questa sia morta per davvero. Chi po’ dire che è stata una fatalità? Esiste la prova magnetica che il tizio aveva fatto espresso la volontà di mandare al Creatore la scomoda madre della moglie. Ergo meritiamo la galera, al limite gli arresti domiciliari ma, siamo tutti colpevoli davanti alla suprema immagine del De Magistris. Però, la estrema imitazione del suo grande punto di riferimento, cioè il grande Di Pietro gli è stata fatale. Il grande inquisitore di mani pulite ha fatto tutta la carriera politica che voleva fare, si becca qualche cosa come 12 milioni di euro, quale contributo elettorale da parte dello Stato e tutto va bene "madama la marchesa". Il povero De Magistris è finito con l’essere spazzato via , anche dal PD che, notoriamente è diventato lo strenuo difensore dei magistrati e sempre meno dei lavoratori.


La Politica che era povera ora difende i ricchi

POVERI MILIARDARI

La sinistra radicale:

Il PD deve trovarsi un'altra casa

Certamente qualcuno ci dirà che, l’argomento che andremo a trattare non è pane per le nostre piccole mandibole. Ai miseri è concesso interessarsi di cose minime, non sono autorizzati a parlare di questioni che non hanno mai compreso perché troppo lontane dalla loro realtà. Questa volta, prepotentemente metteremo i piedi nel piatto dei grandi pensatori, degli immensi statisti, degli inarrivabili uomini politici e degli accorti manovratori dell’alta finanza. Non siamo riusciti a comprendere perché, ancora una volta il Berlusconi si diverta a fare lo sgambetto a Veltroni, non gli era bastato quello delle elezioni, dove la sinistra (grazie a lui ed al suo verticismo) aveva lasciato sul campo oltre quattro milioni di voti a favore del Cavaliere? Perché insistere anche con la perequazione dell’IVA per il povero magnate Murddock padrone di SKY? Questo miserello operatore della televisione a pagamento, che da più di tredici anni ha continuato a pagare l’IVA ridotta (solo il 10% contro il 20% imposto dal Consiglio Europeo). Ma è del tutto logica questa agevolazione! Possibile che solo lui , il padrone di MEDIASET, deve essere geloso di questo piccolo sconto di cui gode il suo maggiore concorrente? E’ possibile che il Presidente del Consiglio ed il suo Tremonti siano i soli ad ignorare che tutte le piccole iniziative commerciali godono dell’agevolazione fiscale per un intero anno? Avete capito bene! Un anno intero, in cui non vengono pagate le tasse, è una agevolazione per le attività ancora in embrione, non consolidate. Mentre per quelle consolidate, solide, miliardarie aziende, è chiaro che le agevolazioni devono essere prolungate negli anni. Con tutti le spese che ha il padrone di SKY deve sopportare, è più che logico assicurargli dei piccoli vantaggi. Alla fine della fiera, cosa ci guadagna il povero Mardock? Facendo due conti rapidi e, valutando cinque milioni di abbonati italiani che pagano il canone SKY e che, mediamente spendono 60 euro al mese, pari a 720 euro l’anno, questo povero ricco guadagna una inezia. Pertanto ha ragione l’onorevole Casini e Veltroni quando affermano che si stanno affamando i poveri abbonati, che saranno gravati dall’aumento dell’IVA. Caro Cavaliere devi colpire solamente i ricchi come te, il proprietario di SKY rappresenta solamente una formichina al tuo confronto, lascia i poveri a rigirasi nella loro sofferenza. E’ assolutamente disgustoso gravare di tasse quei poveri cristi che per pagano la misera cifra di 720 euro per l’abbonamento SKY. Gente che per avere un attimo di svago, si mettono in poltrona a guardare le partite di calcio, oppure vogliamo togliere la possibilità di appagare le brame concupiscenti di un film porno? Non si riesce a capire perché si vuole penalizzare questi seri e tranquilli pantofolai, mentre una schiera di grassi e grossi poveracci faticano a sbarcare il lunario e, magari costoro avrebbero anche la sfacciataggine e pretenderebbero, secondo il Veltroni e il Casini, la riduzione dell’IVA sulle derrate alimentari. Pazzesco! Ma, poi in definitiva, perché l’azienda SKY deve essere penalizzata, visto che assicura il lavoro a seimila dipendenti? Mentre quella succhia risorse della RAI, che fa pagare un canone annuo di 106 euro, ha solamente sedicimila dipendenti e la stessa Mediaset che non fa pagare alcun canone e da lavoro solamente a 27 mila dipendenti ?


 

Il Ministro della Giustizia:

Carceri, università di alta specializzazione

Al ministro Angelino Alfano è balzato in testa che i condannati a pene sino a quattro anni, non dovranno più essere avviati alle patrie galere ma, condannati ai lavori socialmente utili. Giustamente, la signora Gruber ex parlamentare Europeo del PD, ed ora ritornata a fare la giornalista pressa La 7 come conduttrice del programma "Otto e Mezzo", senza dimenticare le sue appartenenze politiche, ha affermato.: Le dichiarazioni del ministro contrastano a pieno con le dichiarazioni del Governo, che chiede a gran voce la certezza della pena ed evitare le lungaggini dei magistrati. Ora, il Governo non vuole più la pena certa ma, si vogliono spedire i colpevoli al lavoro senza scontare un giorno di carcere. Alfano! Alfano! Ha la ragione la ramata ed ossuta dama della televisione. Tutti debbono scontare la pena, quando e, se viene comminata (aggiungiamo noi), non è possibile che questi signori delinquenti finiscano per andare a lavorare, facendo finta di rendersi utili e magari, prestando assistenza alle loro vittime, ma soprattutto per guadagnarsi la pagnotta. Ha ragione la dama tutto d’un pezzo, che chiede all’intervistato di centro destra ."Allora a che servono le carceri?" Costui con una faccia triste e tosta risponde che le carceri sono super affollate, circa 18 mila carcerati in più. Quindi si dovrebbero costruire altre carceri, e sarebbe un costo aggiuntivo per le Stato e quindi per i contribuenti. Mandare a lavorare i condannati a pene detentive brevi, è un nodo per risparmiare tanti soldi spesi per il loro mantenimento. Le carceri debbono essere costruite afferma la signora ramata, perlomeno qualche costruttore edile potrà fare qualche soldino, cosa che non guasta in questa crisi e, nello stesso tempo qualche extracomunitario andrà a lavorare per un tozzo di pane. Bene e brava signora, questa è la strada giusta, i condannati debbono fare la galera, al massimo si può giustamente pensare di tramutare la condanna in arresti domiciliari. Ora prendiamo in esame il caso della strage di Erba, gli avvocati difensori, si sono affannati a dire, che i due coniugi sono innocenti e se non lo sono, hanno delle turbe mentali. In questo preciso caso, l’ergastolo non serve, una buona casa di cura per malattie mentali, con una piccola dependance per i due coniugi, è una ottima soluzione, altrimenti si potrebbe paventare un gesto estremo da parte dei due. Meno male che questa volta la giuria si è espressa nella maniera giusta. E siccome l’Olindo è una persona robusta e ancora giovane, una buona vanga in mano non gli farebbe male. Signor Ministro, le carceri non sono delle università nate per caso ma, debbono tendere al recupero del detenuto. Quindi, tenere detenuti per condanne brevi in galera, sulle spalle dei contribuenti ed in mezzo a detenuti abituali è un impegno che questi carcerati debbono sopportare, cercando di avviare sulla retta via i delinquenti abituali ed incalliti, condannati a pene severe.


CHI MINACCIA CHI ?

PRIMA DI RICEVERE UN SMS, CHIAMATE I CARABINIERI

E poi! Perché quelli della maggioranza continuano a dire che l’opposizione vuol giocare allo sfascio della cittadina, questo ancora non l’abbiamo capito. Non è assolutamente vero! I due della minoranza di sinistra (come amano definirsi loro), sono le persone più attenti che ci sono nel giro di chilometri. Precisi, accorti e sensibili, non sfugge loro neppure un’ette. Soprattutto al più puntiglioso dei due. Infatti costui, nel penultimo consiglio comunale è stato il primo a porgere i sensi della sua vicinanza e stima nei confronti del vice sindaco che, aveva ricevuto una serie di intimidazioni via SMS. Una maggioranza che è rimasta basita, nessuno aveva sentito parlare di minacce nei confronti di un collega e per di più rappresenta la seconda carica comunale. Nessuno dei consiglieri era al corrente dell’accaduto. Non lo sapevano neppure i carabinieri,come era logico aspettarsi, non lo sapeva neppure la polizia postale. Della cosa erano al corrente il ricevente delle minacce ed il consigliere di minoranza. Il quale, nella seduta civica ha profuso un impegno talmente forte da somigliare molto da vicino ad un sermone funebre, all’indirizzo del personaggio ancora in vita. L’enfasi era quella di un guitto teatrante, che osanna, incensa, e loda melensamente, un signore che sino al giorno prima aveva attaccato con virulenza. Certamente è una prova di grande senso di democrazia, da parte del consigliere di sinistra. Da questi sermoni, emerge chiaramanete che Borgia è una cittadina dove la sicurezza non esiste, la delinquenza la fa da padrona, dove un cittadino non può impugnare un cellulare per fare una telefonata che viene minacciato pesantemente. Però, qualche cosa ci sfugge a noi distratti cronici, ma chi è questo grande personaggio che riceve messaggi e minacce ad ogni piè sospinto? Non è certamente un politico di un certo interesse, ne tanto meno un industriale arrembante. Ma, allora chi è? Boh! Ed allora a chi serviva la pantomima del consigliere di minoranza? Finalmente ci siamo! Il messaggio ha il compito di raggiungere la scrivania del Prefetto, il quale dovrà decidersi a mettere una pezza, a seguito di tante prove contro una cittadina che è diventata invivibile e con la maggioranza della gente che delinque ed, a rigor di logica anche la maggioranza che ci governa è per forza collusa. Il discorso del nostro amico consigliere è machiavellico "Il fine giustifica il mezzo".


Sensazionale:

A Borgia se parcheggi vieni pagato

Succede anche questo nella cittadina borgese, tu rimani parcheggiato anche per tanti anni, nel solito posto ed in compenso ricevi una lauta ricompensa mensile. Però attenzione, non intendiamo darvi delle informazioni sbagliate, il parcheggio di cui vi parliamo, non è riferito al mezzo meccanico o a qualsivoglia oggetto che stazione sulla strada. Questi mezzi che parcheggeranno in zona dove si richiede il pagamento, devono ottemperare all’oblazione, recita la legge, altrimenti la multa raddoppia o triplica il suo prezzo. Ci rendiamo conto che vi stiamo portando fuori strada cari lettori, e quindi precisiamo: I parcheggiatori che godranno dei lauti compensi sono degli esseri umani, che con grande spirito di sacrificio e impegno indefesso, hanno immolato la loro persona, sin dalla più tenera età allo scomodo ruolo di politicanti. Ci sono i politicanti di razza e quelli che sono un tantino al di sotto. Quest’ultimi si devono adeguare nel ricoprire un ruolo marginale ma, quelli che vengono baciati dalla dea del voto, beh! Quelli avranno da stare caldi per un quinquennio. Ed allora! I parcheggiatori,arrivati sul posto in maniera quasi abusiva godranno dei classici gettoni di presenza per ogni seduta consiliare, mentre i titolari del posto macchina, gli assessori per intenderci, avranno un compenso che sfiora i mille euro al mese. Una certa scremazione va anche fatta, fra questi operatori della politica locale. A qualcuno va riconosciuto un impegno costante e puntuale ma, qualche altro andrebbe buttato giù dalla torre senza nessuna ombra di dubbio. Un riconoscimento gli si deve attribuire, a questi abulici operatori, la grossa capacità: di sapere individuare ed acchiappare la poltrona giusta per restare inoperosi e la volontà strenua di stare a galla in tutte le situazioni possibili. Cari ragazzi, perché non pensate ad un posto di lavoro sicuro come quello dei parcheggiatori? Sappiate che è un impiego che vi lascia tanto tempo libero e nello stesso tempo è duraturo. Nel nostro comune siedono parcheggiatori che hanno trenta anni di anzianità e quindi. Già in odore di pensione. Alcuni di quelli che sono degli abusivi, sono già molto in avanti con gli anni e senza meno, fra non molto, una delibera di giunta gli assicurerà una badante, sarà per questo che il gemellaggio è avvenuto con la Bulgaria?


Fatta la legge trovato l’inganno

Basta pagare un premio d’assicurazione

l’università per incanto si apre a tutti

In un piccolo centro del Sannio esiste una università voluta e diretta dal professore Fotticchia, un cattedratico dalle grandi possibilità e competenze. Questo Magnifico Rettore ha trovato il sistema di andare contro la demenza del ministro Gelmini.. Ha stabilito il criterio che la sua università debba seguire una linea di grande chiarezza e linearità. Tutto si deve articolare come in una vera famiglia, infatti, quasi tutti i docenti e gli impiegati dell’amministrazione sono rispettosi di queste massime. Tutti parenti ma, nello stesso tempo vincitori di concorso. Qualcuno potrebbe pensare: "Come mai i vincitori di concorso sono tutti parenti?"La spiegazione è di una linearità imbarazzante e quindi, questa situazione non può destare nessun sospetto. Proprio perchè sono tutti familiari, si ha la certezza della buona matrice, del resto buon sangue non mente. Questi Fotticcia sono tutti dei cavalli di razza, bravi, studiosi e vincitori di concorso. Un vero esercito di atletici dipendenti che corrono avanti indietro lungo i corridoi della università, tutti i camici dei ricercatori sono rigorosamente di un verdino acqua marina. Tantissimi i Fotticchia e tanti altri i Macera. Tutti parenti, con qualche piccola eccezione di qualche amico degli amici. Il Magnifico Rettore ha individuato due corsi di laurea che hanno del sensazionale e che accreditano la sua università fra le più avanzate del mondo. Un corso prevede il diploma di laurea in scienza per l’adattamento socio- ambientale fra cani e gatti ed una seconda quella di un dottorato di grande ampiezza e di valenza sociale, il clown circense. Presso questo ateneo, nessuna delle facoltà incluse, ha il numero chiuso. Tutti si possono iscrivere e poi, attraverso un premio assicurativo e dopo avere sostenuto qualche esame, ognuno può chiedere il trasferimento presso altre università. Caro ministro Gelmini, così si procede in maniera snella e risolutiva, prenda a modello il modus operandi del rettore Fotticchia e uniformi la sua legge di modifica.

 

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